mercoledì 25 aprile 2012

Moto Morini Rebello 1200 Giubileo Special Edition 2012

Ho letto con molto interesse  sul mensile Motociclismo di marzo 2012, l'intervista rilasciata da Marco Riccardi a Sandro Capotosti e Ruggeromassimo Jannuzzelli, nuovi proprietari della Moto Morini. 
Nell'intervista si apprende che la nuova strategia di vendita della casa di Casalecchio di Reno (BO) eliminerà l'intermediazione del concessionario. Infatti, l'acquirente comprerà le moto (al momento ad un prezzo certamente superiore ai 10mila euro) on-line grazie a moderni configuratori virtuali che permetteranno di poterle osservare nelle colorazioni e con gli accessori voluti.

 In rete inoltre, si parla di obiettivi di vendita che mi sembrano essere in questo tempo di gravissima crisi, abbastanza ottimistici: si parla per il 2016 di circa 5000 moto prodotte all'anno (a pieno regime)  con un fatturato che si dovrebbe aggirare attorno ai 60 milioni di euro con circa cento dipendenti impiegati.

Si tratta pur sempre di moto che non è possibile vedere dal vivo nel più vicino centro vendita e soprattutto penalizzate anche dal costo, neanche troppo contenuto, per andarle a provare. Per chiunque si trovi in posizione geograficamente lontana da Bologna e dintorni infatti, i tour previsti dalla Morini per la prova delle moto - che verranno effettuati ogni 15 giorni nei pressi dello stabilimento - risulteranno troppo costosi e certamente non rappresenteranno un "plus" per la scelta. 

 La storia non è certamente dalla parte dei due imprenditori milanesi: gli ultimi rilanci di case storiche italiane, ad eccezione forse della MV Agusta, non sono quasi mai andati a buon fine: basti pensare alla Mondial e alla Benelli, quest'ultima viva grazie a capitale cinese e "immobile" dal punto di vista dei modelli proposti.  
Anche la Bimota, rinata nel 2003, ha dimostrato di poter camminare sulle proprie gambe, ma è pur vero che la gamma delle moto riminesi è sempre più vicina a quella Ducati, tanto da rappresentare quasi una variante più esosa delle già molto raffinate e poco economiche bicilindriche di Borgo Panigale.

La presentazione della Rebello Giubileo 1200, avvenuta poche settimane fa, mi ha lasciato interdetto: la linea pesante e poco graziosa, l'inutile novità della sella dalla lunghezza regolabile (a vista anche poco ergonomica), in aggiunta a colorazioni anonime, sembrano presupposti poco efficaci per raggiungere obiettivi di vendita tanto ambiziosi.  La gamma Morini, oltre alla Rebello Giubileo in edizione limitata, sarà costituita da modelli della "vecchia gestione" quali la enduro Granpasso, la naked Corsaro e la Scrambler 1200.




 















Invece della Rebello Giubileo, avrei fatto (ri)partire la Morini con una deciso restyling della Corsaro, magari con un frontale differente da quello "Buell style" della precedente versione, e con un più modaiolo forcellone monobraccio.  
Alla Granpasso, che ha riscosso abbastanza successo prima del tracollo dell'azienda, avrei affiancato la Granferro 1200, maximotard che avrebbe sicuramente rappresentato una valida alternativa alle varie KTM SM 990,  Aprilia Dorsoduro 1200 e Ducati Hypermotard 1100.
Da non scartare anche l'idea di una turistica, magari per contrastare Honda VFR 1200, Triumph Sprint GT e cosi via.


Moto Morini Granferro 2010:





Un marchio come Moto Morini, avrebbe la necessità di estendere la gamma verso la middle class e con un occhio di riguardo alla sua storia: con un bicilindrico di circa 700/800 cc, ci sarebbe spazio per una riedizione della 3 1/2, proprio come quella nata dalla matita di Oberdan Bezzi non molto tempo fa.


Moto Morini 9 ½:




 Immancabile secondo me, anche una sportiva con il bicilindrico Corsacorta 1200 dotato di diversi controlli elettronici in voga oggi: non si raggiungerebbe l'aplomb delle più titolate cugine bolognesi (vedi 1199 Panigale) ma si potrebbe creare un' alternativa di nicchia alla KTM RC8 che comunque garantirebbe ancora più visibilità e prestigio al marchio risorto.
 
Moto sportive, create in pochi pezzi (magari solo su ordinazione), ad un prezzo non proibitivo. Oberdan Bezzi, con la sua "Tarquinio" visibile di seguito, ha tracciato le linee di una ipotetica race replica made in Casalecchio.

Moto Morini "Tarquinio":


Moto Morini "Due di picche":


Moto Morini "Scrambler":


 La possibilità di vendere motori alla Bimota inoltre, avrebbe un duplice effetto positivo: aiutare economicamente la Morini in questa fase di start-up e dare alla Bimota l'occasione di creare moto esclusive, italiane al 100%, e che si discostino in modo evidente dalla attuale produzione troppo simil-Ducati.

Voi che strategie avreste utilizzato per far ripartire la Morini?

Francè



Bimota "MMB-2 Concept":


Bimota "MMB 1 V2 Corsacorta":


Foto: Motoblog e Omimoto

Tavole: Motosketches

3 commenti:

Don Zauker ha detto...

Sottoscrivo in toto quello che dici. Aggiungo, poi, che la cronaca finanziaria conosce perfettamente entrambi i soggetti che hanno rilevato il fallimento, e i loro trascorsi NON sono a loro favore. Ma tant'é: in Italia fa curriculum. La "nuova" moto proposta (o meglio, il frigorifero) è lì a dimostrarlo: poche idee e confuse.
Cosa avrei fatto per rilanciare la Morini? Avrei curato maggiormente l'affidabilità e la qualità del prodotto (meccanica e assemblamenti). Mi sarei appoggiato a Bezzi per lo styling. Le vendite venivano da sole, garantito.

Rocket68 ha detto...

Se si vuole spinger un prodotto oltre a farlo bene si deve dare sicurezza la cliente di continuità e di assistenza ....senza un post vendita adeguato nessuno compra , i concessionario è un tramite che loro hanno tolto ma con cui si ha contatto per per il solo tempo della trattativa ( se mai che ne fosse spazio e volontà ) poi ogni problema tecnico lo deve risolvere la rete di assistenza , questo è un discorso valido per Morini anche per quei prodotti di nicchia come Norton e CR&S o Breganze...discorso fatto presente nelle varie occasioni di incontro

Francè ha detto...

Don Zauker meglio a loro che non al fratello di Berlusconi. Probabilmente avremmo visto Morini cinesi da 250 cc sulla falsariga Garelli e Lambretta.

Orazio sono perfettamente d'accordo con te. Penso che l'unica casa da cui devono tutti prendere esempio, soprattutto come rilancio è proprio Triumph, che partendo da zero è arrivata fino a questo punto. Anche se l'assistenza fa schifo (per andare e tornare da un meccanico bravo sono costretto a fare 300 km) la gamma è molto bella anche se ultimamente stanno scopiazzando Bmw.

Per la Breganze e la CR&S, forse il discorso è ancora diverso: non si sono dichiarati obiettivi incredibili...sono moto in pochissimi pezzi e solo per appassionati che (forse) non ci faranno 30000 km all'anno.

Per Norton invece il discorso è uguale a Morini. Senza assistenza qualificata OGGI non vai proprio da nessuna parte

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