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venerdì 31 ottobre 2014

Design Corner - Matra Voxan Étendard 1200 by Oberdan Bezzi


Tavole: Motosketches

sabato 29 agosto 2009

Voxan Scrambler 1000 2001

La necessità di esplorare nuovi segmenti di mercato, e soprattutto la voglia di proporre qualcosa di "nuovo" in un settore tradizionalmente piuttosto conservativo di novità - come quello delle maxi oltre i 900 cc - ha portato in questi ultimi anni alla nascita di prodotti davvero molto particolari, per non dire esclusivi. Dopo la Yamaha TDM che ha lanciato la moda delle enduro stradali, con cilindrate elevate e propulsori molto performanti, sono proliferate successivamente moto dall'aspetto vintage, "supermotard oversize", streetfighter, e recentemente anche scrambler.

Una delle prime case che ha creduto nella "contaminazione" tra un motore sportivo e uno "scrambler look" è stata la Voxan che al Salone di Parigi del 1997 propose una concept- industrializzata nel 2001 - nata dalla collaborazione tra la Boxer Design e Glynn Kerr.

La Scrambler francese nel 2004 ha conosciuto una "nuova vita" evolvendosi in senso prettamente stradale, con particolari modifiche alla ciclistica e al propulsore, cosi come recita la sua nuova denominazione "Street Scrambler" (ultima foto sotto).
L'unica casa che ha deciso di percorrere le orme della Voxan è stata la Moto Morini che nel 2009 ha commercializzato la sua Scrambler 1200, equipaggiata con il famoso "Bialbero Corsa Corta" accreditato di 117 cv.

Moto Morini Scrambler 1200 2009:

La Voxan Scramber, come tutto il resto della gamma della casa francese, era equipaggiata con un bicilindrico a V di 72° di 996 cc ad iniezione elettronica, raffreddato a liquido e con quattro valvole per cilindro, capace di erogare 100 cv (in Francia è il limite massimo di cv concessi ad una moto).
La linea della Scrambler era caratterizzata da linee pulite dominate dallo splendido scarico sovrapposto, che percorreva la moto sul lato destro.
I cerchi a raggi e il motore verniciato in nero, inoltre, aumentavano il fascino di questa bicilindrica francese, più che altro indicata per percorsi off-road piuttosto "leggeri" e soprattutto indirizzata a coloro che prediligevano motori prestanti abbinati a linee classiche e senza eccessi.

La Scrambler condivideva telaio e motore delle altre Voxan (soluzione che viene adottata spesso per contenere i costi di produzione) e nel caso di questa bicilindrica le sospensioni erano Paioli e i freni Nissin. Prima dei problemi economici che hanno minato pesantemente la produzione e la diffusione del marchio, si parlava di un prezzo inferiore ai 20 milioni di lire, abbastanza elevato considerando la base tecnica comune con le altre moto della casa di Issoire e la giovane età del marchio, con un'immagine e un nome da costruire presso gli appassionati.

Anche se la vita commerciale di questa scrambler transalpina è stata problematica, alla casa francese va il merito di aver anticipato i tempi proponendo una moto dal look molto valido e inaugurando la piccolissima nicchia delle "scrambler oversize".
Probabilmente con un marchio "famoso" sul serbatoio, il destino della Scrambler sarebbe stato decisamente diverso...o no?

Francè




















Voxan Street Scrambler:


Foto: Voxan, Motorbox, Moto-Station, Moto Revue, e Motoblog

martedì 28 ottobre 2008

Voxan Charade Racing 1000

Una delle più moto più affascinanti proposte dalla casa motociclistica francese Voxan, è sicuramente la racer denominata Charade. Questa bicilindrica, presentata al salone di Parigi del 2005 e disegnata da Sacha Lakic, non è molto conosciuta (anche dopo tre anni dalla sua prima apparizione) soprattutto per i problemi finanziari che hanno afflitto in questi ultimi anni la casa e che quindi non ha potuto pubblicizzarla a dovere.

La linea della moto è sicuramente il pezzo forte dato che trae ispirazione dalle moto da endurance anni '70. Purtroppo il filone delle "endurance racer" al momento non è molto considerato dai centri stile delle case, e a parte il prototipo Honda CB 1100 R di cui vi ho già parlato e la Suzuki GS 1200 SS uscita di produzione tempo fa e venduta nel solo Giappone, la Voxan è l'unica che propone questo genere di moto, peraltro a me molto gradito. L'unico appunto, riguardo lo stile della Charade, lo faccio al giro di collettori visibile dal lato sinistro, secondo me poco intonato alle linee della moto.

Il propulsore che equipaggia la Charade è, come per tutte le Voxan, un twin di 72° con quattro valvole per cilindro, e una cilindrata di 996 cc. Per la versione francese vengono rilevati 100 cv di potenza massima (massimo valore di potenza ammissibile per il codice stradale francese) a 8000 giri/min. L'elevata qualità di questa proposta risiede soprattutto nella componentistica adottata: impianto frenante Beringer (pinze, pompe, dischi e leve), ammortizzatore posteriore Bos, serbatoio in alluminio, scarichi Remus e cerchi Marchesini. In alcune foto, ci sono esemplari dotati di una splendida forcella a steli rovesciati Paioli.
La Voxan sul suo sito web esalta le doti ciclistiche della Charade e la scelta di proporla solo in versione monoposto probabilmente intende sottolineare maggiormente le caratteristiche corsaiole di questa bicilindrica.
Davvero molto azzeccata l'unica colorazione disponibile, basata sull'abbinamento dei colori grigio-rosso. Quest'ultimo colore è richiamato anche dalle particolari flangie dei dischi freno Beringer, utilizzati anche da diversi team nel campionato mondiale Endurance.

Il prezzo, stimato in 20.500 euro e davvero molto elevato, la rendono una moto non proprio alla portata di tutti. Un costo cosi alto lo trovo giustificato solo in parte soprattutto perchè, a parte le parti speciali di assoluto valore, la meccanica è praticamente comune alle altre moto presenti nel listino della casa francese. Il prezzo, insieme alla scarsa diffusione del marchio, è forse uno dei più grandi punti deboli della Charade, dato che attualmente di concorrenti dirette della Charade sul mercato non c'è proprio traccia. La possibilità di ritagliarsi una stretta cerchia di appassionati credo possa presentarsi solo qualora vengano meno questi aspetti molto importanti.

Sinceramente mi sarebbe piaciuto vedere la Charade con un bel paio di cerchi a raggi, in modo tale da esaltare l'aspetto da "old racer" della moto.

Francè













Foto: Mototribu e Arpem.com

lunedì 23 giugno 2008

Voxan Black Classic 2008

Essere o apparire?
Nel momento in cui si vuole creare un'azienda di motocicli o automobili, partendo da zero, si possono scegliere fondamentalmente due scuole di pensiero: o creare un marchio partendo dal nulla e a cui successivamente si decide di trasmettere uno o più "messaggi" (ad esempio sportività, lusso, eleganza) oppure recuperare marchi storici famosi, comprandone i diritti, in cui il tipo di prodotto molto spesso è già definito e già presente nell'immaginario del consumatore. In quest'ultimo caso si cerca in genere di reinterpretare in chiave moderna dei concetti e dei valori che hanno reso noto il marchio "resuscitato" oppure un determinato prodotto che lo ha caratterizzato. In campo automobilistico l'esempio del marchio Mini mi sembra molto appropriato.

Lavorare con un marchio già noto, in alcuni casi può essere un pò più semplice. Nel caso della Mv Agusta, il concetto di sportività e di lusso caratterizza tutta la gamma attuale, proprio come avveniva nelle cilindrate elevate quarant'anni fa. In alcuni casi, invece, come la Triumph risorta agli inizi degli anni '90, definire i valori che questo marchio doveva trasmettere non deve essere stato facile, e solo negli ultimi tempi si è assistito ad una più chiara strategia e collocazione commerciale e soprattutto un più chiaro messaggio da trasmettere ai consumatori.
Oggi sostanzialmente l'identità di un marchio si basa prevalentemente su caratteristiche tecniche molto spesso dettate da legami storici, e grazie al marketing, anche a identificarsi in "famiglie", basti pensare ai vari raduni creati per fidelizzare i clienti e per trasmettere quei "messaggi" di cui avevo parlato prima.

L'affidabilità dei prodotti, l'assistenza qualificata, il servizio post-vendita, sono tutti elementi che devono essere indispensabili sia per i "nomi" riesumati che per quelli nuovi. Il vantaggio di comprare un marchio noto, quindi, risiede sostanzialmente nell'immagine, dato che il "logo" serve per identificare prima uno "stile di vita" e poi il prodotto in sè.
Con la creazione di un marchio nuovo invece si è più liberi nelle scelte tecniche e soprattutto svincolati dalla tradizione ma con una reputazione più difficile da costruire, proprio perchè la pseudo-garanzia del nome noto in passato viene a mancare.

In quest'ultimo periodo, si è assistito ad un cambio di rotta in alcune case motociclistiche storiche. In alcuni casi esse hanno affiancato ai loro cavalli di battaglia (il motore boxer per Bmw, il bicilindrico per la Ducati, e il motore ad aste e bilancieri per Harley) delle moto o delle scelte tecniche che con i ricorsi storici non avevano molto in comune.
Evidentemente, questo vale solo per Harley e Bmw, si vuole dare un'immagine più dinamica del marchio e soprattutto più al passo con i tempi. Un motore a quattro cilindri su una moto sportiva Ducati non si era mai vista, ma in questo caso il rispetto della tradizione è passato in secondo piano rispetto alle esigenze che richiedevano le competizioni.

Voxan

La Francia, non ha mai avuto la fortuna di avere aziende di moto paragonabili alle nostre Ducati, MV, Laverda, Guzzi, Aprilia, che sono autentici motivi d'orgoglio per appassionati di moto come me. Nel 1995 un timido tentativo di cambiare le cose c'è stato, con la nascita della Voxan, casa francese con sede a Issoire e fondata da Jacques Gardette. Questo marchio di moto è giovanissimo e prima di burrascosi eventi finanzari, per un breve periodo è stato anche importato in Italia.
Oggi la situazione economica di questa piccola casa francese sembra essere un pò più rosea, e le moto nonostante non siano importate da noi, mi sembrano al passo coi tempi e alcuni modelli davvero molto interessanti. Tutte le moto sono dotate di un bicilindrico a V di 72° di 996 cc raffreddato a liquido, nato e sviluppato dalla stessa Voxan, ovviamente rivisto in base alle esigenze che le varie tipologie di moto richiedono.
La gamma consta di sei modelli, tutti molto originali.
Il post di oggi è dedicato alla Black Classic, (ultima serie di foto) ultimissima novità del marchio francese. La moto deriva sostanzialmente dalla Roadster e dalla Black Magic a cui sono stati applicati dei cerchi a raggi e un manubrio alto.

Voxan Roadster:


Voxan Black Magic:

La moto si inserisce nella gamma delle moto vintage: con 100 cavalli dichiarati (in Francia è il limite massimo che le moto possono avere) la Black Classic è diretta concorrente della Ducati GT 1000, delle Morini Sport 1200 e 9 1/2 e della Moto Guzzi Bellagio. La Triumph Bonneville nonostante appartenga a questo segmento di mercato, la reputo un pò troppo sottodimensionata in quanto a potenza, ma sicuramente è un'altra diretta concorrente della moto francese. Ho inserito delle foto delle concorrenti per avere un'idea più chiara.

Ducati GT 1000 2008:

Moto Morini Sport 1200 e 9 1/2:


Triumph Bonneville 800:

Moto Guzzi Bellagio 2007:

Dal punto di vista ciclistico notate la particolare collocazione del monoammortizzatore posteriore, comune anche alle altre moto Voxan. La linea è molto pulita e senza fronzoli, e in questo la reputo molto simile alla Ducati GT 1000. A giudicare dai commenti dei francesi di Moto Mag gli aspetti positivi di questa moto risiedono nel propulsore, nella tenuta di strada e nel fatto che la nazionalità di questa moto è francese (...anche loro sono nazionalisti). Gli aspetti negativi invece sono dovuti a finiture abbastanza approssimative rispetto al prezzo e nella rete di distribuzione (evidentemente dopo i recenti problemi economici la rete di vendita ha ancora bisogno di espansione e assestamenti).
La bicilindrica francese mi piace davvero molto ma, come sottolineato da Moto Mag, ha il più grosso limite nel prezzo di acquisto stimato in 16.298 euro che la portano ad essere completamente fuori mercato rispetto alle rivali dirette. Inoltre le parti principali della moto sono comuni al resto della gamma...
I colori per questa moto sono cinque e alcuni con tonalità abbastanza strane che contribuiscono ad esaltarne le forme. Il serbatoio dovrebbe essere in alluminio, come quello della Black Magic. I freni sono dell'italiana Brembo.

Voxan Black Classic 2008:










Se con questo post vi è venuta la voglia di comprarne una, potete consultare il sito della Voxan che è solo in francese. Che dite potrebbe avere successo una moto del genere in Italia? Con un prezzo inferiore, direi proprio di si.

Francè

Foto: Voxan, Moto Mag, Motoblog, Ducati, Bikewalls, e Motorcycles 20th Century

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