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venerdì 30 agosto 2013
sabato 27 ottobre 2012
giovedì 5 marzo 2009
Irving-Vincent AHRMA BOT Daytona Winner 2008
Ricordate la bellissima realizzazione basata sul bicilindrico Irving-Vincent che vi ho mostrato nel 2008?I tecnici che hanno pesantemente modificato e quasi ricostruito ex-novo il propulsore nato più di 55 anni fa, hanno vinto con l'ausilio del pilota Craig McMartin, la AHRMA Battle of the Twins 2008!
La sigla AHRMA (American Historic Racing Motorcycle Association) identifica che il tipo di competizione nel quale la racer Irving-Vincent ha trionfato è riservata alle racer storiche.
La sigla AHRMA (American Historic Racing Motorcycle Association) identifica che il tipo di competizione nel quale la racer Irving-Vincent ha trionfato è riservata alle racer storiche.
Mi sembra quindi giusto dedicare un post a questa splendida moto da corsa artigianale, che ricorda vagamente le forme di un'altra eccellente realizzazione tutta italiana e denominata NCR Millona.
Questa racer bicilindrica australiana, nata esclusivamente per correre, è caratterizzata da componentistica di eccellente livello come le sospensioni Ohlins, gli splendidi cerchi Dymag in magnesio e le pinze freno AP Racing ad attacco radiale.
Volevo catturare inoltre la vostra attenzione su diversi elementi che compongono la moto quali lo splendido forcellone, la particolare forma del codone, la strumentazione Motec digitale, e le scritte incise sulla piastra superiore della forcella.
Volevo catturare inoltre la vostra attenzione su diversi elementi che compongono la moto quali lo splendido forcellone, la particolare forma del codone, la strumentazione Motec digitale, e le scritte incise sulla piastra superiore della forcella.
La parte più interessante di questa Irving Vincent è costituita dal motore bicilindrico a V di 50° che, con continue modifiche e aggiornamenti, è arrivato alla soglia dei 1600 cc!
Altre caratteristiche interessanti di questo particolare propulsore, che funge da elemento stressato della ciclistica, sono il raffreddamento ad aria, il cambio a cinque rapporti, le particolari misure di alessaggio e corsa di 100 X 100 mm ed il sistema di gestione elettronica Motec.
Per quanto riguarda le prestazioni, questa Irving-Vincent è in grado di sprigionare ben 165 cv a 6500 giri/min. Il peso della moto si aggira sui 175 kg.
Altre caratteristiche interessanti di questo particolare propulsore, che funge da elemento stressato della ciclistica, sono il raffreddamento ad aria, il cambio a cinque rapporti, le particolari misure di alessaggio e corsa di 100 X 100 mm ed il sistema di gestione elettronica Motec.
Per quanto riguarda le prestazioni, questa Irving-Vincent è in grado di sprigionare ben 165 cv a 6500 giri/min. Il peso della moto si aggira sui 175 kg.
L'ottimo lavoro dei tecnici che si sono occupati della realizzazione della ciclistica e anche della preparazione del twin ha permesso non solo di conseguire questo importante risultato ma ha anche consentito il ritorno di questo (piccolo) marchio storico ai vertici di una competizione motociclistica di un certo spessore.
Congratulazioni!
Francè















Craig McMartin 2008:


Foto: Mc News e Irving-Vincent
venerdì 1 febbraio 2008
Irving-Vincent

Questa è una moto che solo gli Appassionati riusciranno a riconoscere senza una descrizione che, per quanto lunga possa essere, comunque non rende giustizia all'ingegno e alla maestria di chi l'ha concepita. Procediamo con ordine.Questa special nasce attorno ad un propulsore molto particolare e,secondo me, uno dei più "artistici" che l'uomo abbia mai potuto realizzare per una moto.
Il propulsore è un bicilindrico con l'apertura della V dei cilindri a 50° che nel 1950 aveva una cilindrata di 1000 cc ed era in grado di fornire una potenza di 55 cv. Oggi questi numeri fanno sorridere ma nel 1950 erano incredibili, soprattutto per la cubatura.
La moto era prodotta dall'inglese Vincent-HRD e il modello più rappresentativo di questa Casa era la "Black Shadow"(nella foto sotto) del 1950, una pietra miliare nel mondo del motociclismo e ancora oggi ricercatissima e quotatissima. L'idea che portò Philip Vincent e il designer australiano Phil Irving alla realizzazione di questa moto era una sola: poter coniugare super prestazioni e confort in una sola moto. Nel 1950 oltre a rappresentare "la moto del futuro" sia dal punto di vista motoristico che telaistico (era dotata di una sospensione posteriore "cantilever" a due ammortizzatori paralleli sottosella) veniva considerata il lusso a due ruote proprio per questa sua differenziazione dal panorama motociclistico di allora.
Il propulsore è un bicilindrico con l'apertura della V dei cilindri a 50° che nel 1950 aveva una cilindrata di 1000 cc ed era in grado di fornire una potenza di 55 cv. Oggi questi numeri fanno sorridere ma nel 1950 erano incredibili, soprattutto per la cubatura.
La moto era prodotta dall'inglese Vincent-HRD e il modello più rappresentativo di questa Casa era la "Black Shadow"(nella foto sotto) del 1950, una pietra miliare nel mondo del motociclismo e ancora oggi ricercatissima e quotatissima. L'idea che portò Philip Vincent e il designer australiano Phil Irving alla realizzazione di questa moto era una sola: poter coniugare super prestazioni e confort in una sola moto. Nel 1950 oltre a rappresentare "la moto del futuro" sia dal punto di vista motoristico che telaistico (era dotata di una sospensione posteriore "cantilever" a due ammortizzatori paralleli sottosella) veniva considerata il lusso a due ruote proprio per questa sua differenziazione dal panorama motociclistico di allora.
La special è stata realizzata in Australia da Ken Horner che con un lavoro a dir poco eccezionale ha costruito questa special con motore Irving-Vincent portato a 1300 cc o a scelta anche a 1600 cc. Questa trasformazione è stata effettuata con un motore di quasi 50 anni fa!
Sul sito ci sono una serie di foto relative alla preparazione del motore. I cerchi a raggi, le sospensioni Ohlins, le sovrastrutture completamente artigianali (e credo anche un telaio artigianale) la rendono una moto al passo con i tempi e degna della miglior tradizione cafè racer. Il prezzo? 75000 dollari.
Maledetto denaro.
Sul sito ci sono una serie di foto relative alla preparazione del motore. I cerchi a raggi, le sospensioni Ohlins, le sovrastrutture completamente artigianali (e credo anche un telaio artigianale) la rendono una moto al passo con i tempi e degna della miglior tradizione cafè racer. Il prezzo? 75000 dollari.
Maledetto denaro.

Curiosità: Fino ai primi anni ’50 le Vincent erano marchiate Vincent-HRD, dove HRD voleva ricordare il vincitore del TT Howard Davies in maniera tale che il prodotto un po’ fuori dagli schemi non suonasse troppo sconosciuto agli appassionati inglesi.
Francè
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