lunedì 21 luglio 2008

Kawasaki Z 1000 Special by Wrench Monkees

Le Kawasaki "Z" hanno rappresentato negli anni '70, l'ingresso ufficiale della casa di Akashi nel segmento delle maxi-moto. Nel settembre del 1972 la Kawasaki presentò la quadricilindrica 900 Z1 nata con l'obiettivo di contrastare le moto inglesi e italiane sui mercati di tutto il mondo. La Honda, con la CB 750 presentata qualche anno prima (nel 1969), aveva introdotto il concetto di maxi-moto veloce, affidabile e anche economica soprattutto in relazione alle prestazioni offerte e alle concorrenti dirette allora presenti. La Honda aveva quindi introdotto un nuovo modo di intendere la moto che di li a poco avrebbe avuto l'effetto di un uragano su molte case europee e anche nel modo di intendere la moto. I tempi, quindi, per proporre moto di cilindrata elevata e dotate di grandi prestazioni erano maturi.
La Kawasaki, con la 900 Z1, data la bontà del progetto, ebbe molto successo in tutto il mondo e venne prodotta dal 1972 al 1977, anno in cui venne approntata la versione di 1000 cc a sua volta uscita di scena nel 1980. Le kawasaki Z, se ben conservate, oltre a garantire una notevole affidabilità sono anche ricercate in ambito collezionistico.

Kawasaki 900 Z1:





Kawasaki Z 1000 1977:

I preparatori danesi della Wrench Monkees hanno allestito sulla base della Z 1000 del 1977 una special di tutto rispetto che ha catturato la mia attenzione. La moto è composta da parti strutturali provenienti da diverse annate dello stesso modello.
Il telaio dovrebbe corrispondere alla prima versione del 1977, mentre il motore proviene da annate successive. L'unità propulsiva ha subito pesanti modifiche che l'hanno portato alla soglia dei 110 cavalli adottando un Kit Wiseco che ha portato la cilindrata a 1075 cc accordato a un kit di carburatori Mikuni RS 34. La velocità massima si dovrebbe attestare sui 220 km/h.
Sarà il serbatoio in alluminio, la linea essenziale, o il codino minimalista...ma questa Kawa ha fatto breccia nel mio cuore. Forse con un piccolo contagiri centrale, due semimanubri più spioventi e un paio di cerchi a raggi sarebbe stata, a mio avviso, davvero perfetta.

Francè

PS: Tutte le special che i ragazzi di Wrench Monkees allestiscono sono in vendita...per cui andate a dare un'occhiata al loro sito!

Link: Wrench Monkees







Foto: Motorcycle Usa e Wrench Monkees

domenica 20 luglio 2008

Honda CB 1100 F Concept 2007

Il mese di luglio, da molti anni a questa parte, ha rappresentato un periodo strategico per il mercato motociclistico, proprio perchè, attraverso Internet e la stampa specializzata, era possibile catturare indiscrezioni circa l'arrivo di modelli inediti. Non ricordo un mese di luglio cosi avaro di informazioni, e a parte i rinnovamenti annuali delle supersportive giapponesi (quest'anno verranno presentate quasi sicuramente le nuove 1000 Yamaha e Suzuki, e le 600 Honda e Kawasaki) e le sportive europee già annunciate (Aprilia e Bmw) le Case hanno letteralmente le "bocche cucite". Questo avviene principalmente per evitare l'invecchiamento precoce di alcuni modelli e per vendere qualche pezzo in più in un periodo, quello estivo, considerato di "alta stagione" per la vendita di motocicli. Aggiungieteci anche il periodo di crisi del mercato motociclistico e capirete facilmente la necessità di posticipare, per quanto possibile, l'arrivo delle nuove proposte.

La moto che presento oggi è la Honda CB 1100 F, mostrata al salone di Tokyo del 2007 come prototipo, insieme alla "sorella" R, di cui ho già scritto e inserito altre foto. Poco tempo fa la Honda ha ufficializzato la commercializzazione della CB 1100 F e il successo inaspettato che ha avuto anche la versione R probabilmente ha allungato i tempi fisiologici di industrializzazione. Infatti la "sorella racing" non verrà prodotta ma molto probabilmente sarà disponibile un kit per trasformare la versione F in R. Il motore che equipaggia la CB 1100 F è un quattro cilindri raffredato ad aria, alimentato ad iniezione elettronica. La moto si inserisce nel filone delle moto naked che richiamano le moto nude in voga negli anni '70, proponendo però una linea senza particolari elementi di design. Per certi versi rappresenta, a mio avviso, il concetto originario di motocicletta, ovvero una sella, un serbatoio e un faro. Tecnicamente la moto non è dotata di particolari derivati dalle corse, infatti è dotata di una forcella con disposizione degli steli tradizionale, di doppi ammortizzatori posteriori a gas e una linea che suggerisce una moto dotata di gran coppia e ideale per passeggiare anche in due, in tutto relax. Sull'esemplare della foto, oltre ad una possibile presenza del catalizzatore tra i due scarichi (la zona è "piena" e lascia presupporre la presenza di questo dispositivo) è presente anche la ruota fonica dell'impianto ABS. Considero splendido il disegno dei cerchi e la forma degli scarichi che riporta con la mente ad altre splendide CB degli anni '80.

Dato lo scarso successo della Honda CB 1300 sul territorio italiano, secondo me, questa nuova proposta potrebbe sostituirla.
Concorrenti quali Ducati GT 1000, Morini 9 1/2 e Sport 1200 e Yamaha XJR 1300, quest'ultima recentemente rinnovata con l'adozione dell'iniezione elettronica e di un restyling a mio avviso non appropriato allo stile della moto, potrebbero avere nella Honda una seria rivale in questo particolare segmento di mercato abbandonato già da qualche tempo da Suzuki e Kawasaki che, rispettivamente con la GSX 1400 e la ZRX 1200 R, proposero moto davvero splendide ma purtroppo poco vendute.

Francè







Foto: Motoblog e Raptors and Rockets

venerdì 18 luglio 2008

Arai Corsair Hayden "Laguna Seca" 2008 by Starline

Il casco che presento oggi, verrà indossato dal campione del mondo della Motogp del 2006, l'americano Nicky Hayden, per il gran premio che si correrà questo week end sul circuito statunitense di Laguna Seca. Il casco è stato realizzato dallo studio grafico Starline, di cui vi ho parlato poco tempo fa. Come potete osservare il casco riprende il tema della bandiera a stelle e striscie con l'aggiunta del disegno di una medaglia, che percorre longitudinalmente il casco, e che riporta il simbolo delle Olimpiadi.

Volevo farvi notare la tonalità e i vari splendidi "effetti" del blu, colore di fondo del casco, su cui sono stati realizzati successivamente gli altri elementi grafici e il logo dello sponsor. Anche se non gradisco questa grafica, stabilita dal pilota per supportare gli atleti statunitensi alle Olimpiadi, devo riconoscere la perfetta maestria degli esecutori.

Complimenti!

Francè






Foto: Motogp.com

giovedì 17 luglio 2008

Photo #20 - Kevin Schwantz

La foto che propongo oggi ritrae uno dei miei tanti idoli, il texano Kevin Schwantz, campione del mondo della 500 nel 1993 in sella alla Suzuki Rgv 500 Gamma del team Lucky Strike. Bellissima foto che "cattura" lo sguardo apparentemente perso del campione americano ancora oggi amatissimo dai tifosi che l'hanno visto battagliare con tanti, fortissimi piloti quali Wayne Rainey, Mick Doohan, Luca Cadalora, Eddie Lawson, Wayne Gardner, John Kocinski e tanti altri ancora. I miei complimenti al fotografo!

Francè

Foto: Superbike Planet

mercoledì 9 luglio 2008

Bezzi #5

Vi ricordate il post riguardante la Guzzi V7 Classic?
Per la nuova V7 di casa Guzzi auspicavo un motore più potente (magari il 1100 raffreddato ad aria o il nuovo 1200 appena installato sulla Breva) sia per garantire l'utilizzo di questa moto ad un pubblico più esperto nel "dosaggio" di cavalli e anche per rappresentare una proposta più "concreta", in termini motoristici e di collocazione commerciale, alle Ducati e alle Triumph che già hanno in listino moto "vintage" che richiamano a modelli particolarmente famosi, prodotti nel passato dalle stesse.
Oberdan propone la sua V7 e riporto le sue parole in modo da non snaturare l'idea e i principi guida che hanno portato alla creazione di questa splendida moto. La livrea bianca, come già spiegato, era propria della V7 Special del 1969.
Era molto difficile proporla cosi?

Francè


"E' quello che io intendo per MOTO GUZZI, la trasposizione moderna della mitica V7 special. Mi è "rimasta negli occhi" da bambino e da allora se penso Moto Guzzi è automatico che mi venga in mente la "mucca". Oggi secondo me dovrebbe avere questo aspetto da solida "motociclettona"da veri uomini. Non è un'operazione di retròmania, ma un grandioso ritorno alle origini della MAXIMOTO (si chiamavano così negli anni 70) in stile italiano.
Ovviamente la tecnica è da terzo millennio."

Disegni: Cose Guzzistiche

lunedì 7 luglio 2008

Starline - Design for Race

Dopo la Bargy Design di Fabio Castiglioni, un altro nome di spicco nel mondo dell'aerografia di caschi e livree è rappresentato da Roberto Marchionni, fondatore nel 1987 della Starline, con sede a Pesaro. Questa "firma" è molto famosa nell'ambiente dei motori per l'originalità e per il notevole gusto estetico che contraddistingue le sue realizzazioni. Roberto ha collaborato anche con il mitico Aldo Drudi, di cui vi ho già parlato.
Cosi come per la Drudi Performance e la Bargy Design, anche la Starline può vantarsi di aver disegnato le livree di caschi e moto per i più importanti piloti a livello internazione e nazionale e per le maggiori case costruttrici impegnate nel campionato del mondo velocità, enduro e motocross. Tra i piloti di spicco che corrono con le grafiche della Starline ci sono Nicky Hayden, Loris Capirossi, Alex de Angelis, Manuel Poggiali, Andrea Dovizioso, Roberto Rolfo e molti altri ancora. In passato la Starline ha realizzato anche caschi per Valentino Rossi (nel 2005) e per il campionissimo del cross Stefan Everts. La Starline, inoltre, si è anche occupata delle grafiche dei caschi Arai dedicati alle Moto Morini. Come nel caso della Bargy Design è possibile richiedere informazioni e un preventivo qualora abbiate il desiderio di avere o regalare un casco personalizzato.
Il casco che più mi piace, realizzato dalla Starline, è quello utilizzato da Loris Capirossi nel bienno 2006-2007, di cui vi propongo due foto.

Francè

PS: se tra i miei lettori c'è qualche proprietario di caschi replica Rossi non molto recenti e vi capita di scovare sulla calotta la scritta "by Roby", sappiate che è la "firma" di Roberto.

Link: Starline

Arai Corsair Nicky Hayden 2006:


Arai Corsair Nicky Hayden "Laguna Seca" 2005:


Arai "Moto Morini" series:



Suomy Extreme Capirossi 2006-2007:



Suomy Extreme Capirossi Misano 2006:



Vemar VSR Dovizioso 2008:



Vemar VSR De Angelis 2006:


Vemar VSR De Angelis 2008:


Vemar VSR Corsi 2008:



Shoei X-Spirit Roberto Rolfo 2008:


Yamaha YZR-M1 Rossi 2005:


Foto: Motoblog, Vemar Helmets, Motorsport, Motorcycle Usa e Arai Helmets

Garage Diabolico #15 - Sogni, terrori magici...

Fonte: Curve e Tornanti

giovedì 3 luglio 2008

Photo #19 - Wheeling #1

L'arte del monoruota la considero riservata a pochi "eletti". Se da una parte è relativamente facile alzare la ruota anteriore con le potenze disponibili sulle moto odierne, dall'altra è difficile essere coreografici e soprattutto rispettare gli organi meccanici, quali paraoli delle forcelle e soprattutto i vari cuscinetti di ruota e cannotto di sterzo nel momento dell'"atterraggio". Il rispetto di tutti questi fattori richiede dimestichezza, molta pratica, e anche un pò di narcisismo davanti alla macchina fotografica.
Ho raccolto delle foto splendide di vari piloti di Motogp, Superbike, e del campionato inglese superbike e ho provato a dare le mie pagelle in modo tale da farvi comprendere più velocemente, qual'è secondo me, la più bella "tipologia" di monoruota.
Le tre voci sono: altezza dal suolo, stile e "visione globale", cioè l'impennata nel suo contesto, dato che questo tipo di reazione della moto può essere voluto o meno. In quest'ultima voce includo anche la spettacolarità della foto. Ovviamente i voti sono tutti soggettivi. La scala va da 1 a 10.

Francè

PS: Non mi piace fare ramanzine...impennate in assoluta sicurezza e sempre con il casco e le varie protezioni! Questi sono piloti professionisti e i numeri sono tutti effettuati in circuito!


Casey Stoner:

Altezza dal suolo: 6
Stile: 9
Visione globale: 10

Altezza dal suolo: 9
Stile: 9
Visione globale: 9

Jorge Lorenzo:

Altezza dal suolo: 7
Stile: 7
Visione globale: 7

Shinya Nakano:

Altezza dal suolo: 8
Stile: 8
Visione globale: 9

Randy De Puniet:

Altezza dal suolo: 8
Stile: 9
Visione globale: 8

Troy Bayliss:

Altezza dal suolo: 6
Stile: 9
Visione globale: 10

Valentino Rossi:

Altezza dal suolo: 6
Stile: 8
Visione globale: 8

Altezza dal suolo: 10
Stile: 9
Visione globale: 8

Andrea Dovizioso:

Altezza dal suolo: 9
Stile: 9
Visione globale: 10

Nicky Hayden:

Altezza dal suolo: 9
Stile: 9
Visione globale: 9

Roberto Rolfo:

Altezza dal suolo: 3
Stile: 9
Visione globale:7

Shane Byrne:

Altezza dal suolo: 7
Stile: 10
Visione globale: 10

martedì 1 luglio 2008

Talamo #18

"Ho cominciato a desiderare una Harley che ero piccolo.
Ma così piccolo che mi sembra che non sarei diventato grande mai.
La patente pareva più lontana dell'America.
E i soldi per averla non sarebbero mai entrati nella cassafortina dei miei risparmi.
Però io l'Harley la volevo.
E quest'idea è restata con me mentre giocavo e crescevo,
mentre mi annoiavo sul banco di scuola.
Mentre dolcemente spiavo le prime bellissime bambine che mi facevano battere il cuore.

Poi improvvisamente il tempo cominciò ad accelerare.
Arrivò la patente.
I primi lavoretti stentati.
E i risparmi crescevano lentamente e un po' li spendevo con le ragazze e in discoteca.
Poi, un giorno, davanti al mio naso e sotto le mie mani,
la mia prima Harley.

Che la mia vita non fu più la stessa.
Perché è come un amico, forte e sincero.
Che ti sta accanto facendoti stare bene.
E se tu che mi leggi sei bambino come lo sono io,
io spero tanto che una Harley
possa un giorno esserti fortemente accanto
come
lo è stata a me."

Carlo Talamo

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