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giovedì 7 novembre 2024

Eicma 2024

Il mio ritorno "ufficiale" ad Eicma è coinciso con una delle edizioni, se la memoria non mi inganna, più ricche e frizzanti di sempre: la presenza di tutti i principali players internazionali (ad eccezione, purtroppo, di Indian) ha reso la manifestazione di quest'anno letteralmente imperdibile.

E' un salone che, a mio avviso, ha finalmente mostrato le case europee e giapponesi pronte a reagire al "nuovo" che avanza, tutto "made in Cina": mi riferisco in particolare al gruppo CFMoto e al nuovo V4 pronto al lancio, alle nuove proposte QJ Motor con meccanica MV Agusta e Moto Morini (gestita da Zhongneng Vehicle Group) con la nuova piattaforma Corsaro 750, già declinata in tre varianti. I cinesi fanno davvero sul serio.

Mi ha stupito Honda: il suo V3 con compressore elettrico (che sembra una "fetta" del mitico V5 che ha dominato incontrastato i primi anni della MotoGP) è finalmente qualcosa di nuovo nel panorama motociclistico mondiale ormai troppo assoggettato alla riduzione dei costi e all'imperante uso del bicilindrico in linea. C'era la necessità di stupire e la casa di Tokyo ci è riuscita.

Se il Giappone propone qualcosa di nuovo, la Ducati abbandona anche per la "middle class" la distribuzione desmodromica: una scelta probabilmente dovuta al contenimento dei costi ma che ha come risvolto una perdita d'identità nel momento più splendente della sua storia. Mi aspetto nel prossimo futuro l'abbandono del desmo anche per le entry level della gamma.

Il (gradito) ritorno di BMW, di Harley-Davidson e la maggiore presenza di KTM con tutti e i 4 marchi ha dato nuova vitalità al salone più importante del mondo e mai come quest'anno vi consiglio di visitarlo.

Chiudo il post con uno degli stand più belli della fiera: quello della Elf. Erano presenti quattro prototipi con i quali, per circa un decennio (dalla fine degli anni '70 alla fine degli anni '80), sono state testate ciclistiche alternative nelle corse endurance e poi nel mondiale 500: questa piccola esposizione, da sola, vale tutto il costo del biglietto!

Francè

PS: sulla pagina Facebook del blog ho caricato tutte le foto dell'evento 




























Foto: Racing Cafè

sabato 15 ottobre 2016

Intermot VS Eicma: una questione di stile


Il mese scorso ho ricevuto due mail davvero molto gradite da parte degli organizzatori del Salone di Colonia (Intermot): si trattava dell'invito stampa - per i miei due blog Racing Cafè e Racing Helmets Garage - per accedere alla rassegna internazionale tedesca che come i più esperti sapranno, ha cadenza biennale.
Purtroppo, per diverse ragioni,  di cui la prima è la notevole distanza, non ho potuto raccogliere questo invito e colgo quindi ora l'occasione per ringraziare pubblicamente gli organizzatori tedeschi.

Al contrario di quanto accade ormai da tre anni, Eicma ha invece rifiutato la mia richiesta di accredito che ho inoltrato con un certo anticipo. La motivazione ufficiale di questo rifiuto è l' "assenza di una lettera di incarico da parte di un direttore responsabile di una testata giornalistica".
Poichè nel form da compilare c'è chiaramente la scritta "blogger" (foto sotto) si presuppone che qualcuno in Eicma sappia anche la differenza che c'è tra un blog e una testata giornalistica. Purtroppo non è cosi.

Venerdi 7 ottobre, dopo aver chiamato in direzione per chiedere spiegazioni, mi son sentito dire che "tutti possono aprire un blog e poi chiedere il pass" e "a casa nostra decidiamo noi chi far entrare" ho constatato che nessuno aveva visto il blog. Inoltre alla fantomatica frase "fra poco le mandiamo una mail per farle sapere" non c'è stato un seguito con i fatti.
Martedì 11 ottobre, dopo aver chiamato nuovamente al telefono, ho ricevuto via mail la solita risposta del rifiuto accredito causa assenza lettera di incarico.
L'anno scorso percorrendo gli stand a dir poco affollatissimi, avevo capito immediatamente che non c'erano solo stampa specializzata, blogger e operatori del settore nel giorno dedicato ad essi. Eicma non è stata in grado di gestire i "non autorizzati" e quest'anno ha pensato bene di colpire indistintamente tutti. Eppure, vista la cadenza annuale, tempo per organizzare le cose come si deve penso ci sia stato.
Gestire un database di stampa, blogger e operatori forse potrebbe essere un'idea. Resta il fatto che dal modus operandi tedesco, l'italiano ha solo da imparare.
Francè
PS: ovviamente di Eicma 2016, su tutti i portali che gestisco e annessi social network,  non si parlerà neanche per sbaglio.



giovedì 19 novembre 2015

Eicma 2015

L'edizione 2015 del salone motociclistico più importante del mondo è stata caratterizzata, a mio avviso, da una ritrovata "vitalità" del settore che già si era apprezzata lo scorso anno. 
Mi ha sorpreso la Honda, che oltre alla spettacolare Africa Twin - tra le regine di questo salone insieme al concept Husqvarna 701 Vitpilen e alla Ducati XDiavel  - ha presentato ben 4 prototipi che rappresentano un rinnovato interesse della casa motociclistica più grande del mondo verso moto emozionali e innovative. Dopo il salone di Tokyo, pensavo che le novità fossero esaurite. 
Evidentemente il successo delle nuove Yamaha (sia quelle di serie che le versioni speciali) comincia a smuovere i piani dirigenziali della casa alata dopo anni di moto più efficienti che fedeli al motto "The power of dreams".

Moto Guzzi: la nuova piattaforma V9 promette bene, anche se mi auguro di vedere in un futuro molto breve un'erede della Griso e una gamma di nuove moto stradali moderne con 110-130 cv e un'estetica azzeccata. La nuova bagger MGX-21 mi è piaciuta, anche se il concept dell'anno scorso dalla quale deriva aveva una "marcia in più".

Mi hanno deluso molto sia Suzuki che Aprilia. La prima con il finto concept GSX-R 1000: oltre ad essere troppo simile frontalmente alla sportiva Hyosung GT, non mi pare che vogliano seriamente interessarsi al settore moto. Resuscitare la sigla SV per l'erede della Gladius non basta: servono moto diverse, che non nascano già vecchie. Occorre svecchiare la gamma, magari partendo da una reinterpretazione di modelli storici. Nella gamma Suzuki non c'è nulla di tutto questo. Per non parlare dell'attenzione dedicata alle special, completamente sconosciuta.

Aprilia continua ad investire sulla piattaforma V4: troppo specialistica e costosa per fare grandi numeri. Pensavo a delle variazioni interessanti sulla bicilindrica 750, magari una versione enduro (bastava anche un concept) per contrastare la BMW F 800 GS e la Triumph Tiger 800. Nulla di nulla. Tutto già visto e immutato. Difficile sperare in un futuro radioso senza novità e con segnali decisi sulla direzione da prendere. 

Non resta che consolarsi con Ducati: una gamma di moto davvero ben fatte, tecnologiche e soprattutto dedicate al pubblico giovanile. Avanti così!

Concludo il post parlando di Yamaha: l'attenzione verso il mondo delle special e tutti i progetti Yard Built mostrano un costante interesse verso questo settore, con ovvi benefici non solo per l'immagine del marchio ma anche per la creazione di nuovi modelli come la recente famiglia XSR.  Sarebbe un peccato - per tutto l'ambiente - non prendere ispirazione dalla recente politica della casa dei tre diapason. 

La moto è soprattutto emozione, e certe case si ostinano a non volerlo capire.

Francè

























Foto: Racing Cafè

Eicma 2015 - Gallery #2



















Foto: Racing Cafè

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