mercoledì 20 gennaio 2010

Motor Bike Expo 2010

Ho avuto la possibilità di partecipare alla seconda edizione del Motor Bike Expo tenutosi lo scorso week-end nella città di Verona. L'affluenza di pubblico è stata molto elevata (si parla di numeri record per quanto riguarda il numero di visitatori) e ritengo che le credenziali per poter assumere la connotazione di appuntamento invernale "imperdibile" ci siano tutte.
Quest'anno, inoltre, la mancata partecipazione di Honda e Yamaha al salone di Milano 2009, ha reso la manifestazione veronese decisamente ricca e priva di quell'"amaro in bocca" che aveva contraddistinto l'Eicma dell'anno scorso.
La presentazione al pubblico di novità quali la Bimota DB8 e HB4 e della Vyrus con motore Ducati 1200, rende sicuramente idea del livello di notorietà raggiunto da questa esposizione.

La presenza di specials di ogni genere ha reso più "vicina all'appassionato" l'esposizione motociclistica e l'emozione di passeggiare e osservare realizzazioni splendidamente eseguite è stata diversa (ma non per questo migliore o peggiore) da quella di puro stupore e ammirazione di fronte a stands faraonici e prodotti ricchi di tecnologia, ma pur sempre di serie, che caratterizza il salone di Milano.
Inoltre, la possibilità di acquistare accessori, parti speciali e abbigliamento e la graditissima presenza di favolose auto americane ha reso decisamente piacevole la (per me) lunghissima trasferta.

La regina del Motor Bike Expo, secondo me, è la nuovissima arma Bimota per la neonata categoria Moto2, denominata HB4: semplicemente sublime in ogni dettaglio. Mi auguro davvero che da questa moto da corsa possa derivare una "cugina" stradale con la stessa linea e gli stessi preziosi particolari della racer che correrà quest'anno.
Da menzionare anche diverse moto che mi hanno davvero emozionato: le incredibili Vyrus (presenti in tre motorizzazioni), una splendida Bimota 500 Vdue con carena completamente in carbonio, e molte altre special che trovate nelle foto in basso.

Spero di poterci tornare l'anno prossimo!

Francè




























Foto: Racing Cafè

lunedì 18 gennaio 2010

2 Anni di Racing Cafè!!!


Mi auguro che anche il secondo anno del Cafè possa trascorrere con moltissime soddisfazioni e con nuove Amicizie virtuali. Ringrazio tutti i lettori per l'assiduità con cui vengono in questo luogo e anche coloro che, privatamente, mi hanno scritto per consigli o per esprimere pareri su questo piccolo spazio.

GRAZIE!!!

Francè

Foto: Racing Cafè

giovedì 14 gennaio 2010

Moto Guzzi V11 "Coppa Acerbo" by Officine Rossopuro

La "Coppa Acerbo" fu una gara automobilistica che si disputò a Pescara dal 1924 al 1961. Dopo la seconda guerra mondiale questa corsa prese il nome di "Circuito di Pescara" a causa delle reminiscenze legate alla precedente denominazione: Giacomo Acerbo, ideatore della competizione, era stato ministro del governo durante il periodo fascista. Il circuito, in buona parte cittadino, aveva una lunghezza di oltre 25 km.

Filippo Barbacane (Officine Rossopuro) ha deciso di omaggiare la "Coppa Acerbo" con una special d'effetto basata sulla meccanica di una delle più belle Guzzi mai costruite: la V11. La naked di casa Guzzi, purtroppo uscita dai listini qualche anno fa, è stata rivista in molti particolari che hanno fatto emergere il lato da "classic-racer" di questa bicilindrica italiana.

La creatura di Filippo è caratterizzata da diversi particolari degni di nota quali i cerchi a raggi Alpina con canale anodizzato, i nuovi scarichi artigianali cromati, il parafango anteriore e la nuova calandra strumentazione in alluminio e la splendida asta di reazione della trasmissione ad albero realizzata in Ergal (poco visibile nelle foto).
Inoltre, il codone originario e voluminoso della naked di casa Guzzi, è stato sostituito da una nuova sella più ampia che contribuisce nel rendere più classica la linea della V11. Nuovo è anche il gruppo ottico posteriore.
Mi piace molto anche l'abbinamento cromatico ripreso dagli accessori installati sulla moto come i cavi delle candele, le "alette" che proteggono le teste dei cilindri e le cuciture della sella.

Dal punto di vista motoristico non sono in grado di stabilire il tipo di modifiche apportate al twin di Mandello del Lario, ma è possibile comunque scorgere i "funghi" dei filtri aria e, come scritto sopra, i nuovi scarichi.

Complimenti!

Francè

PS: Molti accessori che equipaggiano questa special sono presenti nel catalogo Rossopuro.












Foto: Filippo Barbacane

martedì 12 gennaio 2010

Capirossi VS Harada - GP 250 cc Argentina 1998

Siamo nel 1998 e la classe 250, alla vigilia dell'ultimo Gp che si corre in Argentina sul circuito di Buenos Aires, è in attesa di conoscere il futuro campione del mondo.
L'italiano Loris Capirossi e il giapponese Tetsuya Harada sono arrivati a contendendersi l'ambito titolo di Campione del Mondo all'ultimo gran premio. Sono entrambi in sella ad armi micidiali quali le velocissime e ufficialissime Aprilia RSW 250 che hanno letteralmente corso in solitaria per tutta la stagione.

L'ultimo giro del GP dovrebbe essere noto a tutti...però osservando a distanza di 12 anni questo filmato, mi piacerebbe conoscere i vostri commenti sull'episodio e soprattutto cosa avreste fatto al posto di Loris.

Ricordo che, dopo il reclamo presentato da Harada per condotta antisportiva, Capirossi venne squalificato. Seguì, successivamente, anche il suo licenziamento da parte dell'Aprilia.
In seguito al ricorso effettuato dal pilota italiano la FIM riabilitò Loris restituendogli il secondo posto conquistato e i relativi 20 punti (la gara fu vinta da Valentino Rossi). Inoltre, nel 2004, il Tribunale di Venezia condannò l'Aprilia al risarcimento del pilota italiano per non aver causato "nessun comportamento scorretto e nessun volontario incidente."

Probabilmente, in tutta onestà, al posto di Loris ci avrei provato anche io...

Francè



Video: YouTube

venerdì 8 gennaio 2010

Vintage Broschures: Yamaha XS 650 Series

I cataloghi che potete osservare in basso sono dedicati alla prima quattro tempi di grossa cilindrata di casa Yamaha denominata XS1 650 e presentata al Salone di Tokyo del 1969.
Decisamente ispirata ad una famosissima bicilindrica di scuola europea, la mitica Triumph Bonneville, la twin Yamaha ebbe soprattutto nelle rivali nipponiche quali Honda CB 750, Kawasaki Mach e Suzuki GT 750, la causa del suo discreto apprezzamento commerciale sul suolo italiano.
La versione XS 650 F si riferisce alla versione commercializzata nel 1970-1971 mentre la sigla XS 650 C identifica il modello commercializzato nel 1976.

Francè


Yamaha XS 650 F 1969-1970:


Yamaha XS 650 C 1976:




Foto: vf750fd.com

mercoledì 6 gennaio 2010

lunedì 4 gennaio 2010

Bezzi #12 - Triumph "Three Series Classic"

La casa motociclistica che negli ultimi anni ha contribuito in maniera più incisiva alla rinascita del settore "Vintage" è stata la Triumph. Sin dal 1996 la casa inglese ha sempre avuto in listino modelli classici nel design ma performanti nelle prestazioni, ed esempi illustri sono rappresentati dalla famosa serie delle tricilindriche Thunderbird, sostituita dalle tre declinazioni della twin Bonneville a partire dagli anni 2000.

La concorrenza, forte del grande apprezzamento delle bicilindriche di 800 cc, ha proposto in tempi diversi valide alternative alle classiche di Hinckley che, nel 2010, dovranno affrontare la concorrenza di Ducati (GT 1000), Honda (CB 1100) e Morini (Sport 1200), tutte decisamente più performanti delle twins inglesi.

Perchè, quindi, non proporre una nuova serie di moto dal gusto storico e classico, magari ripescando lo splendido tricilindrico di 955 cc ad iniezione, raffreddamento a liquido e quattro valvole per cilindro già visto in passato sulla serie "Urban Sport"?
In questo modo il gap prestazionale con le rivali - magari utilizzando una versione del tricilindrico da 110-120 cv all'albero - verrebbe decisamente ristabilito...e anche dal punto di vista economico, l'adozione di motore e telaio comuni permetterebbe di contenere decisamente il prezzo d'acquisto.

Con gli splendidi bozzetti creati in passato da Oberdan Bezzi, è possibile ottenere una gamma "virtuale" di questa nuova famiglia di moto, da chiamare magari "Three Series Classic" che secondo me potrebbe avere decisamente successo...

Triumph Trident
"Must" di questa nuova famiglia sarebbe sicuramente la Trident, moto dall'enorme carisma che entrerebbe in diretta concorrenza con la Ducati GT 1000 e la Honda CB 1100. Linea classica, posizione di guida votata al comfort assoluto e componenti di assoluta qualità come freni Brembo, particolari cromati, cerchi a raggi e faro Lucas posteriore. Immancabile il singolo scarico a tre uscite, vero marchio di famiglia delle Trident degli anni '70.


Triumph "New Hurricane"

La creatura di Craig Vetter ritorna!!! La famosa Triumph creata dal designer americano, arriverebbe sul mercato con una veste tecnica comune alla Trident, ma ispirata nel look all'antenata giallo-arancio degli anni '70 (prima foto sotto). Anche per questa splendida tricilindrica componenti di qualità e uno splendido scarico con il caratteristico andamento "uno in tre". Per questa reinterpretazione della Hurricane, edizione limitata con i colori storici, e firma sul serbatoio di Vetter.



Triumph "Derivata"
Di gran lunga la mia preferita. Ispirata alle Trident che correvano in Italia le gare riservate alle moto di serie e preparate dall'importatore Koelliker (da cui viene ripreso il bellissimo accostamento cromatico e lo scarico a megafono verniciato di bianco), questa cafè-racer sarebbe la preferita dai "gentleman riders" e dalla Triumph Italia che la utilizzerebbe in campionati monomarca tipo "Thruxton Cup".
Molto belle anche le versioni con tabelle portanumero integrate e cupolino.




Triumph "Slippery Sam" e "Buca per lettere"
Queste due proposte, uniche nel loro genere, rappresentano rispettivamente le "Racing Historical Replica" del marchio inglese adibite sia all'uso stradale che a quelllo in circuito.
La "Slyppery Sam", con il 955 da 120 cv rappresenta un'inedita proposta vintage applicata al settore delle "mezze carene", ormai abbandonato da tempo da quasi tutte le case.
La "Buca per lettere", equipaggiata con il 955 da 150 cv (installato in passato sulla mitica Daytona), inaugura anch'essa un nuovo filone: la moto "pronto pista" con evidenti richiami stilistici alle splendide creature tricilindriche BSA/Triumph degli anni '70.



Triumph "Flat Track Look"
L'unico genere non esplorato nella gamma Bonnie, diventerebbe appannaggio esclusivo della "Three Series Classic". Livrea racing, accessori di livello qualitativo elevato e immancabile tabella portanumero laterale caratterizzano questa proposta decisamente appetibile per gli amanti del genere. Cerchi a razze o a raggi per esaltare il lato "naked" o "classic racer" per fronteggiare l'unica vera concorrente diretta: l' Harley Davidson XR 1200.


Oltre a complimentarmi con Oberdan...vi confesso che le vorrei avere tutte!!!

Francè

Foto: mc24
Tavole: Motosketches

giovedì 31 dicembre 2009

Buon 2010!!!

Sinceri Auguri di fine anno, sperando in un 2010 pieno di km e Passione in sella alle nostre amate motociclette!

Buon 2010!!!

Francè


Foto: Vladstudio

martedì 29 dicembre 2009

Photo #44 - Cagiva 500 C593 John Kocinski 1993

Splendida foto, in bianco, nero e...rosso di una delle più belle racer di tutti i tempi, realizzata dall'Ingegno, dalla Passione e dall'Amore degli italiani per quella meravigliosa forma metallica, dotata di Anima, che prende il nome di Motocicletta.

Semplicemente Superba!

Francè



Foto: Flickr

mercoledì 23 dicembre 2009

Buon Natale!

Tantissimissimi Auguri di Buon Natale a tutti i miei lettori!

Francè


Tavole: Luca Ruggeri

lunedì 21 dicembre 2009

Talamo #27

"Un pochettino di luna da guardare stasera.
Un pezzetto di prato dove sdraiarmi un pò.
Un fiore, uno soltanto, da annusare un istante.
Guardo il cielo della notte.
Un sorriso vorrei.
Per scaldare questo grande mondo
che si stende accanto.
Molto poco ho voluto dalla vita.
Molto di più la vita mi ha dato.
E sono felice adesso.
Che guardo attorno.
Che respiro l'aria.
Circondato di semplicità.
Più in là, luccica sul cavalletto, una motocicletta.
Che mi ha dato tanto."

Carlo Talamo

venerdì 18 dicembre 2009

Kawasaki Z 1000 R Special #1

Le molteplici specials su base Kawasaki Z che ho scovato un pò di tempo fa sul portale giapponese Bikebros.co.jp sono, a mio avviso, davvero degne di nota e mi sono ripromesso, nel momento in cui le ho trovate, che avrei condiviso con voi questi autentici "gioielli".
Anche in questo caso, purtroppo, le informazioni e le immagini della moto sono davvero scarse.

La base di partenza di questa realizzazione è la Kawasaki Z 1000 R dei primi anni '80 sapientemente modificata e resa attuale con pochi ritocchi estetici e sostanziali interventi tecnici. Il look tipico delle maxi anni '70 è rimasto intatto e il carattere da muscle-bike è stato esaltato dal possente retrotreno e dallo splendido terminale nero a megafono, prodotto dall'americana Kerker. Oltre alle nuove misure di pneumatici, la moto è stata resa più "equilibrata" nelle proporzioni anche con l'adozione del nuovo manubrio.

Dal punto di vista tecnico sono stati effettuati molti interventi che spaziano dal nuovo forcellone prodotto dal noto atelier nipponico OVER, alla nuova forcella a steli tradizionali su cui sono installate pinze Sumitomo di provenienza Yamaha. Decisamente splendidi i nuovi cerchi a razze prodotti dalla Galespeed. Anche il motore ha subito modifiche di un certo rilievo: oltre all'adozione del nuovo scarico e di nuovi carburatori Keihin, la cilindrata del quattro cilindri in linea di Akashi, originariamente di un litro, è stata innalzata a 1105 cc.

Semplicemente meravigliosa!

Francè






Foto: Bikebros.co.jp

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