venerdì 9 maggio 2008

Garage467 CONNECTION

Garage467 CONNECTION è il nome del sito creato dai costruttori giapponesi dei modellini che presento oggi, dove vengono proposte delle riproduzioni eccezionali di moto da corsa del recente passato. In questo caso si è partiti, come nel caso di alcune realizzazioni di Kim's House Garage, da scatole di montaggio che si trovano in commercio (in questo caso della giapponese Tamiya) per poi migliorare in maniera ancora più precisa e rifinita il kit di base.

In queste foto potete osservare la Yamaha YZR 500 di Wayne Rainey del 1989, splendidamente rifinita nei minini particolari ed inoltre l'unica costruita da zero pezzo per pezzo, la Yamaha YZR-M1 di Barros del 2003 nella particolare colorazione utilizzata per il Gp di Francia dello stesso anno, Rossi in piega sulla sua moto, e infine sempre la Yamaha YZR-M1 di Rossi dell'anno 2005, nella livrea utilizzata nella gara di Valencia, priva delle carene.
Soffermatevi un momento ad osservare cablaggi, adesivi, gomme slick consumate, collettori di scarico colorati, snodi delle leve freno e frizione, e anche i distanziali per le pinze dei freni! Osservate anche l'adesivo della visiera a strappo del casco di Rossi!

Giù il cappello anche per queste moto che sembrano vere! Congratulazioni!

Francè

PS: Nel sito sono presenti altre splendide realizzazioni...seguite il link


Yamaha YZR 500 Wayne Rainey 1989:





Yamaha YZR-M1 Alexandre Barros Gp Francia 2003:





Valentino Rossi "in azione" sulla sua Yamaha YZR-M1 del 2004:






Yamaha YZR-M1 Valentino Rossi Gp Valencia 2005:








Foto: Garage467 CONNECTION

giovedì 8 maggio 2008

KTM FRR 250 GP 2008

Il campionato mondiale classe 250 di quest'anno vede come uniche protagoniste in lizza per il titolo mondiale due moto europee: l'italiana Aprilia (che corre anche con il marchio Gilera) e l'austriaca KTM. Quest'ultima ha cominciato la sua esperienza agonistica nell'anno 2005 sotto la guida di un grande esperto di moto a due tempi che si è occupato anche della progettazione della moto: Harald Bartol.
La KTM è dotata di un motore bicilindrico due tempi in linea frontemarcia (il motore Aprilia ha la disposizione a V dei cilindri) con un sofisticato sistema di alimentazione che prevede carburatori ed iniettore. Il telaio è un deltabox in alluminio e le gomme, per i due team che corrono con questa moto, sono Dunlop. I cerchi sono Marchesini, le sospensioni Ohlins e i freni Brembo.
Nel mondiale le due formazioni che corrono con le KTM ufficiali sono il Team Red Bull KTM e il Team Repsol. Il primo team schiera il finlandese Mika Kallio (numero 36) e il giapponese Hiroshi Aoyama (4) e il secondo lo spagnolo Julian Simon (60).

Le 250 gp che corrono nel mondiale, nei circuti veloci (come l'ultimo GP della Cina) sono in grado di raggiungere i 280 Km/h ed inoltre vengono definite da molti progettisti del settore come le moto migliori per preparare nuovi piloti alla classe Motogp. Gli interessi economici che ruotano attorno al motomondiale probabilmente porteranno alla scomparsa di queste moto, che verranno soppiantate da moto dotate di propulsori a quattro tempi ed una cilindrata prossima a 600 cc.

Qui sotto ci sono delle splendide foto della KTM...notate con quanta cura è realizzata!

Francè

KTM FRR 250 Team Repsol:






KTM FRR 250 Team Red Bull:




Foto: McNews e Bikewalls

mercoledì 7 maggio 2008

Ciao Martin

Apro questo post, con un grande rammarico.
Martin Finnegan sabato 3 maggio ha perso la vita in un incidente in moto, durante una gara stradale riservata alle moto di 600 cc. Finnegan era un grande esperto di "road races" ma in questo tipo di gare purtroppo l'esperienza non basta. Le road races sono gare che si svolgono su strade chiuse al traffico, e quindi prive di qualsiasi tipo di protezione, come air-fence o vie di fuga proprie dei circuiti. Queste gare sono molto famose in Inghilterra e Irlanda. Recentemente sono deceduti in questo modo anche altri piloti espertissimi di questo tipo di competizioni come Joey Dunlop e David Jefferies. Martin lascia la moglie e la figlia di tre anni.
Condoglianze.

Francè

martedì 6 maggio 2008

Photo #12 - Ben Spies

Ecco un'altra splendida immagine di Ben Spies, nella penultima gara del campionato AMA disputata sul circuito di Barber. Ormai mettere il ginocchio a terra è diventato obsoleto...serve anche il gomito!

Francè



Foto: Superbike Planet

lunedì 5 maggio 2008

Moto Guzzi V7 Classic 750 2008

Oggi vi parlo di una moto nuovissima, presentata al Salone di Milano del 2007 dalla Moto Guzzi, che ha ricevuto il nome di una moto gloriosa e famosissima in tutto il mondo prodotta nel 1967 dalla stessa Guzzi: la mitica "V7". Con l'antenata, progettata dall'ingegner Giulio Cesare Carcano (padre della otto cilindri da competizione sviluppata a partire dal 1955) non ha nulla in comune a parte il nome e l'architettura del motore: bicilindrico a V longitudinale, a due valvole per cilindro comandate da aste e bilancieri.

Insieme alla Breva 750, presente nella gamma Guzzi dal 2003, questa moto rappresenta la proposta d'accesso alla gamma della casa italiana e devo dire che il risultato finale è davvero gradevole. Sarà per la colorazione che richiama appunto alla V7 Special del 1969 (ultime 3 foto sotto) che ha fatto la storia di questo marchio (insieme anche alle altre versioni della V7), sarà perchè "l'essenza" della moto la associo a mezzi semplici dotati di un faro tondo e un serbatoio, per me questa proposta ha tutte le credenziali per colpire motociclisti di ritorno o che scendono dallo scooter, ragazze in cerca di una moto "stilosa" e molto facile nell'utilizzo o anche motociclisti che amano passeggiare in maniera tranquilla con un passeggero.
Il motore possiede circa 48 cv e credo siano sufficienti per il tipo di clienti che ho citato prima. Per i motociclisti che scendono da moto più performanti, credo che la Guzzi dovrebbe allestire questa moto in una cilindrata più elevata (magari con il 1100 a due valvole e con dimensioni più importanti): in questo modo entrerebbe come ulteriore sfidante nel segmento delle moto "vintage" che vede protagoniste le Triumph bicilindriche, le Ducati della serie "Sport Classic" (tutte dotate di almeno 65 cv) e prossimamente anche le case giapponesi.
Per essere una moto d'accesso il prezzo di circa 8300 euro non è contenuto ma si sa, lo stile e il prestigio del marchio si pagano sempre.

Francè


Link: Moto Guzzi

Scheda tecnica

Motore: 2 cilindri a V di 90° a 4 tempi,
Raffreddamento: aria
Alesaggio per corsa: 80x74 mm
cilindrata: 744 cc
Rapporto di compressione: 9,6:1
Distribuzione: ad aste e bilancieri con 2 valvole per cilindro
Alimentazione: iniezione elettronica, diametro corpi farfallati 36 mm
Capacità serbatoio carburante: 17 litri
Lubrificazione: carter umido

Trasmissione: primaria ad ingranaggi, finale a cardano (8/33)
Frizione: monodisco a secco con dispositivo parastrappi e comando meccanico
Cambio: cinque rapporti

Ciclistica: telaio a doppia culla scomponibile in acciaio ALS
sospensione anteriore: forcella Marzocchi da 40 mm, escursione ruota 130 mm
sospensione posteriore: forcellone con doppio ammortizzatore regolabile nel precarico, escursione ruota 118 mm
Cerchi: anteriore 18x2,5", posteriore 17x3,5"
Pneumatici: anteriore 100/90-18, posteriore 130/80-17
Freni: anteriore a disco flottante in acciaio da 320 mm e pinza a 4 pistoncini, posteriore a disco singolo in acciaio da 260 mm
Dimensioni e peso: lunghezza 2.185 mm, larghezza 800 mm
Altezza sella: 805 mm
Interasse: 1.449 mm
Peso a secco: 182 kg
Prestazioni dichiarate: potenza 35,5 kW (48,8 CV) a 6.800 giri, coppia 54,7 Nm a 3.600 giri.








Moto Guzzi V7 Special 1969:




Foto: Motociclismo e Moto Guzzi V7 Club

sabato 3 maggio 2008

Dainese Photostory

Oltre al casco, uno degli indumenti fondamentali per la protezione del motociclista è la tuta in pelle. Questo indumento nel corso degli anni ha subito un'evoluzione pari a quella che hanno avuto le moto: infatti da semplice "costume" per proteggere dal freddo o da eventuali abrasioni, alle attuali "armature", il passo è stato davvero notevole. L'azienda che ha tracciato e che traccia tutt'ora il percorso da seguire nello sviluppo di questi sistemi protettivi è la Dainese, fondata a Molvena (Vicenza) da Lino Dainese nel 1972.
Nel corso della sua storia, moltissime sono state le innovazioni che hanno contraddistino questo marchio: l'introduzione del colore, delle protezioni composite e della "gobba" sulle tute dei piloti, l'invenzione degli slider (le "saponette") e del paraschiena, e infine, l'ultimissimo progetto dell'airbag che promette molto bene.
Oggi Dainese si occupa di proteggere atleti anche in settori diversi dal motociclismo, quali il mountain bike e lo sci, dato che il "bisogno di protezione" non è proprio solo del mio sport preferito ma anche di altre discipline. Ovviamente, il motociclismo rappresenta il banco più gravoso su cui collaudare nuovi componenti o nuove soluzioni protettive. Dainese in questo lavoro è sempre stata accompagnata da piloti fortissimi - quasi tutti campioni del mondo - che con le loro indicazioni hanno contribuito in maniera importante nel deliberare e nel collaudare nuove protezioni che poi sono state trasportate sui prodotti di serie.

In basso potete notare l'evoluzione che hanno subito le tute dei piloti di motociclismo più famosi negli ultimi trentacinque anni. Ringrazio tantissimo Kaciaro che mi ha dato il permesso di pubblicare queste bellissime foto. Queste tute infatti fanno parte della Collezione Dainese, e per la prima volta quest'anno, lasceranno l'Italia per essere esposte a Villa Marina, a Douglas, durante il Tourist Trophy 2008 , di cui Dainese sarà Safety Partner.

Francè

PS: la Dainese sponsorizza anche il grandissimo Guy Martin, fortissimo pilota inglese, grande esperto del Tourist Trophy e che quest'anno corre anche il campionato britannico Superbike. Spero che possa vincere lui l'edizione 2008. In bocca al lupo Guy!

Link: Dainese

Giacomo Agostini:


Barry Sheene:


Kenny Roberts:


Anton Mang:


Franco Uncini:


Marco Lucchinelli:


Freddie Spencer:


Eddie Lawson:


Luca Cadalora:


Kevin Schwantz:


Carl Fogarty:


Max Biaggi 1997:


Olivier Jacque:


Manuel Poggiali:


Valentino Rossi 2000:


Foto: Kaciaro

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