lunedì 22 marzo 2010

Ghezzi-Brian Kit Furia per V11

Il piccolo atelier Ghezzi-Brian, dopo aver proposto splendide moto su base Moto Guzzi, si è da poco dedicato anche alla creazione di kit estetici e meccanici per una delle più famose naked di Mandello del Lario: la splendida e mai dimenticata V11 Sport.
I kit in vendita allestiti dalla factory sono due e sono denominati "Furia" e "Sport Monza". Il primo è indirizzato prevalentemente ad un uso stradale, mentre il secondo si rivolge ad un cliente decisamente più votato ai circuiti.

"Furia" è il nome del modello più famoso della piccola azienda di Missaglia (LC) e il kit che la Ghezzi-Brian ha allestito permette ai possessori di V11 di ottenere la loro "Furia replica" attraverso modifiche del tipo "plug and play", cioè senza richiedere modifiche irreversibili alla moto originale.
Il kit si può suddividere in tre aree di intervento ("estetica", "motore" e "ciclistica") e di seguito è possibile osservare l'elenco delle modifiche che si possono effettuare sulla V11 nei tre settori specifici.

Il kit estetico (€ 4.000,00 IVA compresa) comprende:
  • scocca serbatoio
  • sella biposto
  • telaio reggisella
  • fari poliellissoidali
  • cupolino
  • serbatoio benzina con pompa
  • puntale
  • portatarga
  • strumentazione digitale (optional)
Le modifiche alla ciclistica riguardano l'eventuale installazione di:
  • forcella Mupo derivata Superbike con steli da 43 mm di diametro
  • Monoammortizzatore Mupo pluriregolabile
  • impianto frenante con pinze radiali Brembo
  • cerchi in alluminio forgiato o magnesio
  • forcellone in alluminio
  • asta di reazione in alluminio con uniball
  • parafango posteriore a unghia
Il kit "Motore" permette di arrivare a 100 HP alla ruota attraverso:
  • pistoni
  • bielle
  • albero a camme
  • centralina dedicata
  • scarichi racing
  • scarico ex-box
I motociclisti che intendono acquistare questo kit possono, ad esempio, partire dall'estetica e poi modificare il twin di Mandello del Lario con upgrade più specifici alla meccanica e/o alla ciclistica secondo i loro gusti ed esigenze.
Nonostante preferisca la moto "intera" (davvero molto bella) la Ghezzi-Brian da la possibilità a numerosi motociclisti di "avvicinarsi", soprattutto economicamente, al sogno di possedere una Furia e di personalizzarla a proprio piacimento, partendo da un "cavallo di razza" qual'è la mitica V11.

Ah quasi dimenticavo...la Ghezzi-Brian mette a disposizione tutta l’assistenza utile per svolgere al meglio l’operazione di assemblaggio e le eventuali scelte tecniche. Meglio di cosi!

Francè











Foto: Ghezzi-Brian

giovedì 18 marzo 2010

Ducati 900 SS Special by Union Motorcycle Classic

Devo ammettere che le cafè racer su base Ducati mi sono sempre piaciute moltissimo e in rete - ahimè - non è facile trovare special che incontrino i miei (particolari ed esigenti) gusti. La special che vi mostro oggi è un classico esempio di come le bicilindriche di Borgo Panigale, di qualsiasi età e cilindrata, si dimostrino adeguate per chiunque voglia intraprendere la strada della personalizzazione.

L'atelier americano Union Motorcycle Classic ha realizzato, sulla base di una splendida Ducati 900 SS del 1993 incidentata (e con danni al telaio), una cafè racer coi fiocchi. La serie SS ha da sempre racchiuso i tratti salienti della moto sportiva italiana quali leggerezza, maneggevolezza e grandi doti telaistiche: tutte qualità che questa special conserva inalterate.

Il bicilindrico desmodromico a due valvole per cilindro di 900 cc non sembra aver ricevuto particolari modifiche eccezion fatta per gli scarichi in carbonio prodotti dalla Ferracci. Il lavoro più importante è stato effettuato sulle linee, completamente stravolte rispetto al modello originario dotato di carenatura.
Il serbatoio è una "collaborazione" tra l'unità della 900 SS e la 750 Sport di fine anni '80, mentre il semicupolino dalle forme vintage, realizzato dalla GFTP, è stato modificato per ospitare il faro tondo. Davvero spettacolare il piccolo codone, con tabelle portanumero integrate, che ha comportato modifiche di una certa entità per essere installato.
Molto azzeccata, inoltre, la sobria colorazione e l'utilizzo dei loghi Ducati disegnati da Giugiaro.

Bravi!

Francè







Foto: Union Motorcycle Classics

martedì 16 marzo 2010

Photo #46 - Acquisizione dati

Laguna Seca 1991 Classe 500: un meccanico del team Campsa-Honda è al lavoro sulla splendida NSR 500 del pilota spagnolo Sito Pons.
Nell'immagine in basso e' possibile osservare l'inserimento di un floppy disk all'interno di un lettore situato nel serbatoio che, probabilmente, aveva la funzione di immagazzinare i dati registrati dai sensori situati sulla quadricilindrica due tempi di casa Honda.
Molto interessante scoprire gli "albori" dell'acquisizione dati applicata al motociclismo da competizione!

Francè




Foto: Motorcycle Racing Heroes of the Past e Superbike Planet

lunedì 15 marzo 2010

giovedì 11 marzo 2010

Suzuki GSX-R 1000 AMA Team Rockstar Makita 2009

Il 2009 può considerarsi un anno storico per il campionato superbike americano AMA. Oltre alla nuova gestione della società "Daytona Motorsport Group" (che ha imposto rinnovati regolamenti tecnici e una inedita suddivisione delle categorie) uno dei piloti più vittoriosi di sempre di questa serie, l'australiano Mat Mladin, ha annunciato dopo ben 7 campionati nazionali vinti (l'ultimo conquistato proprio nel 2009) il ritiro dalle corse.

Dopo infelici trascorsi nel mondo delle GP, Mat ha conosciuto una nuova vita agonistica nelle gare d'oltreoceano riservate alle derivate di serie e insieme alla Suzuki GSX-R, prima 750 e poi nella versione da un litro di cilindrata, ha ottenuto innumerevoli vittorie che gli hanno donato lo status di pilota più vittorioso nella storia di questo campionato che ha forgiato campioni quali Nicky Hayden, John Hopkins e Ben Spies.

Mat Mladin 2009:


La Suzuki GSX-R 1000 del team Rockstar Makita che ha corso lo scorso anno era abbastanza differente dalla "sorella" del team Alstare che ha gareggiato con scarsi risultati (dovuti soprattutto ai gravi infortuni di Max Neukirchner) nella serie mondiale, soprattutto perchè, nel 2009, è stato introdotto un nuovo regolamento tecnico che ha avvicinato molto le "racer AMA" ai modelli stradali regolarmente in vendita.
Questo cambiamento, prima contestato e poi accettato dalla Suzuki USA, è stato creato prevalentemente per ridurre i costi e per rendere molto più spettacolare la serie letteralmente dominata dalle Suzuki GSX-R del team Yoshimura, prima con lo stesso Mladin e poi con Ben Spies.

Nelle immagini in basso e' possibile osservare diversi particolari prettamente di serie come il forcellone e altri decisamente "ufficiali" come il dashboard MoTeC, l'impianto frenante Brembo, l'ammortizzatore Ohlins TTX, le parti speciali Yoshimura, gli splendidi cerchi giapponesi Magtan e la centralina elettronica (che governa anche il traction control), posta sotto la sella, dell'italiana Magneti Marelli.
Curiosa anche la mancanza dei "baffetti" sulle prese d'aria anteriori: particolari assenti anche sulle GSX-R 1000 che corrono nel campionato All Japan, ma presenti - come nel modello stradale - sia nel mondiale Sbk che in quello britannico.

Nonostante questa GSX-R sia leggermente meno esclusiva della sorella ufficiale che ha corso nel mondiale Superbike, secondo me conserva intatto il carisma che solo le moto da corsa riescono ad emanare!

Francè













Foto: Motorcycle-Usa

martedì 9 marzo 2010

Suzuki GSX-R 750 Promotion Film 1993

Il video in basso lo annovero sicuramente tra i migliori mai creati per promuovere una moto: è facile constatare quanto studio, ingegno, passione ed esperienza ci siano dietro la creazione di una motocicletta.
Sia il lato ingegneristico che quello realizzativo assumono un'importanza fondamentale nel plasmare le creature di metallo che amiamo, e devo riconoscere di essere rimasto davvero stupito nell'osservare i vari passaggi che portano alla nascita di una moto, in questo caso la splendida Suzuki GSX-R 750 del 1993.

Senza parole!

Francè



Video: YouTube

lunedì 8 marzo 2010

Honda CB 750 F Special

Dopo splendide Kawasaki Z quasi completamente rinnovate sotto il profilo ciclistico e meccanico è arrivato il momento di presentarvi una special, scovata sul portale nipponico "bikebros", che ha come base di partenza un classico di fine anni '70: la Honda CB 750 F bialbero.

Le piccole foto e le scarse informazioni non mi permettono una trattazione dettagliata di questa quadricilindrica che, da quello che si può osservare, ha subito notevoli modifiche perlopiù meccaniche che le hanno donato un vero e proprio look da street-fighter.
Slanciare la linea della moto soprattutto nella zona posteriore sembra proprio l'elemento su cui ruota tutto il percorso di ammodernamento di queste icone a due ruote: tutte le special "made in Japan" viste finora infatti, sembrano proprio essere accomunate da questa caratteristica.

Oltre all'inedito forcellone con capriata di rinforzo inferiore e all'impianto di scarico con terminale tondo si intravedono carburatori Keihin, un nuovo radiatore dell'olio, ammortizzatori posteriori Ohlins e un rinnovato avantreno caratterizzato da pinze Nissin e cerchio a tre razze, presente anche al posteriore.
Una menzione particolare spetta al fantastico abbinamento cromatico ispirato alla livrea della CB 750 con cui Freddie Spencer corse a Daytona nel 1982 nel campionato superbike americano.

Bella!

Francè








Honda CB 750 F Spencer Daytona 1982:



Foto: Bikebros.co.jp, One of these nights e Sport Rider

giovedì 4 marzo 2010

Dainese-AGV Simoncelli wrecked Test Sepang 2010

Osservare nel dettaglio gli indumenti protettivi dei piloti che hanno "baciato l'asfalto", in maniera più o meno dura, penso sia uno dei modi migliori per invogliare i motociclisti all'utilizzo non solo del classico trio giubbino - casco - guanti, ma anche degli altrettanto indispensabili stivali, pantaloni con protezioni e soprattutto paraschiena.

Durante i recentissimi test della Motogp svolti sul circuito malese di Sepang, l'esordiente Marco Simoncelli, pilota del team Honda Gresini, è caduto ad una velocità di 115 Km/h con la tristemente nota dinamica dell'"high side". Il pilota, dotato di tuta Dainese con sistema D-Air - che oltre a proteggere con un cuscino d'aria l'addome del pilota "registra" anche i dati relativi all'impatto - ha rilevato un'accelerazione di 10g (!) e una durata della caduta di 5 secondi!

Nelle foto in basso è possibile osservare lo stato della tuta e del casco del pilota italiano: semplicemente straordinario constatare che cadute pericolosissime, come quella che ha coinvolto Marco, possano concludersi con una perdita di memoria temporanea e con un fisico dolorante, ma illeso.

Spero che il percorso per la "protezione totale" del motociclista, scevro da fatalità di ogni genere, possa aver trovato la via risolutiva nella protezione tramite "cuscini d'aria".

Francè


Foto: Dainese

lunedì 1 marzo 2010

Vintage Brochures: Ducati Pantah 500 SL 1979-1980-1981

Nelle immagini in basso è possibile osservare il materiale pubblicitario di una delle Ducati di serie storicamente più importanti.
La 500 SL può essere considerata la capostipite delle moderne bicilindriche di Borgo Panigale: è stata la prima ad utilizzare, come comando della distribuzione, le cinghie dentate al posto degli splendidi alberelli e coppie coniche, soluzione tecnica adottata tempo prima dalle meravigliose twin bolognesi.
Proposta per "cancellare" il vigoroso flop tecnico e commerciale delle bicilindriche parallele, la 500 SL "Pantah" progettata dall'ingegner Taglioni, venne proposta sin dal 1979 con una semi-carena che riprendeva il look delle sportive della casa italiana.
Nel 1981, penultimo anno commerciale della versione 500 e primo di quella da 600 cc, venne utilizzata una semi-carena leggermente modificata e uguale per i due modelli.

Francè


Ducati 500 SL Pantah 1979:






Ducati SL 500 Pantah 1980:






Ducati SL 500 Pantah 1981:



Foto: ducati-tt.de

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