giovedì 13 marzo 2008

Photo #1 - Loris Capirossi 2007

In questa nuova "sezione" inserirò foto che per qualche motivo mi hanno impressionato...comincio con una fantastica staccata di Loris Capirossi con la Ducati l'anno scorso...

Francè

PS: Se avete foto spettacolari inviatemele che le pubblico, ovviamente citerò le fonti.



Foto: Motoblog

mercoledì 12 marzo 2008

BMW HP2 Sport 2008

Al Salone di Parigi dell'anno scorso la BMW ha presentato la HP2 Sport, innovativa sportiva stradale nata sulla base della esperienze fatte nelle gare del Mondiale Endurance nel corso del 2007. Questa bicilindrica contribuirà non poco a rendere l'immagine del marchio Bmw sempre più globale, facendo dimenticare i consueti canoni di moto dedicate al solo turismo. Le bicilindriche che iniziano con la sigla HP infatti, sono moto concepite per un pubblico più esperto (oltre che facoltoso) e per un utilizzo più estremo.
Questa moto, come precedentemente scritto, è la diretta evoluzione in termini stradali della moto che ha corso in pista nel Campionato Mondiale Endurance. L'Endurance è una ulteriore espressione delle gare di velocità dove non si premiano solo le prestazioni della moto e dei piloti ma anche la resistenza fisica degli stesso e l'affidabilità dei mezzi. Infatti queste gare si svolgono in tempi molto lunghi (si corre anche la sera, ecco perchè ci sono i fari sulle moto da corsa) e contemplano al posto dell'unico pilota una serie di formazioni da 2-3 conducenti a seconda della durata della gara, più un corridore "riserva".
La BMW che ha corso nel mondiale (ultime foto sotto) era molto simile a questa versione stradale e devo davvero congratularmi con la casa tedesca per aver fatto scendere in pista una moto con trasmissione finale ad albero cardanico e con un bicilindrico boxer.
Dati i risultati molto positivi ottenuti in gara, credo proprio che i tecnici tedeschi abbiano ottenuto oltre ad una eccellente affidabilità anche una ottima competitività sui circuiti segno che nessuna scelta tecnica è completamente inutilizzabile in ambito agonistico. La Bmw è qui a dimostrarlo.

L'HP2 Sport è dotata di moltissime parti in carbonio, di una strumentazione che non sfigurerebbe su una Motogp, e in prima assoluta su una moto di serie, del cambio elettroassistito: nel salire di rapporto, l'uso della frizione non è più necessario. Rispetto ai bicilindrici boxer della casa bavarese, questo propulsore è dotato di un secondo albero a camme in testa che permette di raggiungere circa 130 cv all'albero. La moto, inoltre, è dotata di pinze Brembo monoblocco di derivazione Motogp e telaio in tubi.

Questa moto, insieme alla Honda CB 1100 R di cui vi ho già parlato e alla KTM RC8 1190, la considero come una delle più belle moto presentate l'anno scorso. L'unica pecca è forse il frontale un pò troppo simile alla Suzuki GSX-R 1000 del 2001...ma di fronte a tanta bellezza derivata dalle competizioni...un occhio lo si può anche chiudere. Arriverà in un numero ridotto di esemplari a fine aprile al prezzo di 20000 euro. Considerando la novità tecnica del doppio albero a camme, la dotazione, lo stile, e soprattutto l'esclusività probabilmente entrerebbe lei nel mio garage virtuale al posto della Ducati 1098 S sua unica concorrente diretta per prezzo ed equipaggiamento.

Francè

Scheda Tecnica:
Motore
Cilindrata: 1170 cm3
Alesaggio/corsa: 101/73 mm
Potenza: 96/130 kW/CV @ giri/min 8750
Coppia: 115 Nm @ giri/min 6000
Tipo di costruzione: boxer
Numero cilindri: 2
Compressione/carburante: 12,5/S Plus
Comando valvole/accelerazione: DOHC con bilancieri
Valvole per cilindro: 4
Ø Aspirazione/scarico: 39/33 mm
Diametro farfalla: 52 mm
Alimentazione: BMS-K

Trasmissione/cambio
Frizione monodisco a secco Ø : 180 mm
Cambio meccanico: 6 marce
Trasmissione posteriore: albero cardanico
Rapporto: 2,75

Ciclistica
Telaio : Telaio princ. e ant. in tubi d’acciaio, coda e rivestimento ant.
in CFK autoportante, gruppo motore con funzione portante
Guida ruota anteriore: BMW Telelever
Guida ruota posteriore: BMW Paralever
Escursione anteriore/posteriore 105/120 mm
Avancorsa: 86 mm
Passo: 1487 mm
Angolo della testa del manubrio: 66 °
Freni anteriore doppio disco Ø: 320 mm
posteriore monodisco Ø: 265 mm
a richiesta BMW Motorrad ABS
Cerchi cerchi in lega fucinati
anteriore: 3,50 x 17
posteriore: 6,00 x 17

Pneumatici
anteriore: 120/70 ZR 17
posteriore: 190/55 ZR 17

Dimensioni e masse
Lunghezza totale: 2135 mm
Larghezza totale: 750 mm al tampone di attrito
Larghezza manubrio: 700 mm
Altezza sella: 830 mm
Peso a vuoto con pieno di benzina: 178 kg
Peso in ordine di marcia, con pieno di benzina: 199 kg
Massa totale ammessa: 330 kg
Capacità utile del serbatoio: 16/4 l








Foto : Motoblog , Bikewalls e Motociclismo

martedì 11 marzo 2008

Triumph Daytona Super III by Drags & Racing

Le Cafè Racer sono sicuramente il genere di moto che preferisco. Se mi dovessero chiedere qual'è la moto che maggiormente rappresenta questo "filone" (o filosofia di vita scegliete voi...) sicuramente la Daytona Super III preparata da Dino Romano proprietario della Drags & Racing di Grosseto sarebbe una delle candidate se non proprio la candidata. La base di questa special è una Triumph Daytona Super III che nasce nel 1994 con il mitico 3 cilindri a carburatori che aveva una potenza di circa 115 cv.
Le modifiche apportate a questa sportiva trasformata in cafè racer sono molteplici e spaziano dalle sovrastrutture in alluminio fino al potenziamento del motore e alle modifiche alla ciclistica. Il serbatoio modificato e lucidato deriva da una Trident in versione speciale "Alu", creata in pochissimi esemplari da Carlo Talamo. Tutta la realizzazione della moto è ispirata a questa motocicletta molto singolare e infatti la Special di Dino può essere considerata un vero e proprio tributo alla realizzazione di Talamo. Le modifiche realizzate appositamente per questo capolavoro sono inoltre il codone e il relativo telaietto posteriore in tubi, lo scarico artigianale, e il sottocodone con piastre artigianali in alluminio. Oltre alle sospensioni Ohlins e ai semimanubri Tommaselli completano la moto le piastre in ergal, le pompe freno e frizione PT e tre mitici carburatori Keihin FCR 39.

Ritengo questa special una della piu belle mai viste, la pulizia delle forme, i fantastici semimanubri spioventi e alluminio in ogni dove la rendono di una bellezza praticamente eterna. Congratulazioni a Dino Romano!

Link: Drags & Racing







Daytona Super III 900 1994:


Foto Super III Drags & Racing : Fedro Triple

lunedì 10 marzo 2008

Bargy Design

A livello internazionale, i designer di caschi più famosi sono quasi tutti italiani.
Dopo Aldo Drudi di cui vi ho già parlato è il turno della Bargy Design fondata da Fabio Castiglioni nel 1985. A differenza della Drudi Performance, la Bargy Design realizza grafiche anche per privati e non solo per i piloti. Non è un caso che la Suomy si affidi a lui sin dal 1998 per realizzare le grafiche di molti riders di motociclismo.

Dovete sapere infatti che nel momento in cui un pilota chiede al designer una grafica particolare, quest'ultimo deve essere in grado di prevedere già in partenza una possibile versione replica che poi deve essere "industrializzata". Infatti tutta l'aerografia che compone il casco del pilota deve essere in un secondo momento "trasformata" in decals che poi vengono applicate sul casco di serie sotto il trasparente.
Pensate che quasi l' 80% dei caschi che vedete in testa ai piloti di qualsiasi specialità sono creati da designer italiani! E la Bargy Design ne disegna davvero moltissimi.
Dedicherò un post a tutti questi artisti (italiani e non) che molto spesso oltre a realizzare grafiche particolari sono in grado di aerografare, con eccellenti risultati, anche le moto, frigoriferi, ecc

Vi consiglio di seguire il link nel caso vogliate aerografare il vostro casco...sappiate che state scegliendo lo stesso disegnatore che hanno scelto Bayliss, Biaggi, Lanzi, Toseland e tanti altri piloti. La Bargy Design, inoltre, mette a disposizione sul sito web, tre sagome base per disegnare la vostra grafica che magari avete in mente. Successivamente vi daranno informazioni circa eventuali problemi realizzativi e preventivi di costo.

Link: Bargy Design

Francè

Ecco alcuni caschi replica disegnati dalla Bargy Design. Come potete notare ci sono molte aziende di caschi che si sono affidati e che si affidano alla matita di Fabio Castiglioni :


Suomy Replica Bautista 2008:


Suomy Replica Biaggi 2007:


Suomy Replica Toseland 2008:


Airoh Replica West 2007:


X-Lite Replica Staffelli:


Premier Replica Nannelli 2006:


Agv Replica Mladin 2002:


Foto: FC-Moto, Airoh e X-Lite. Le ultime due foto sono nel mio archivio da molto tempo e non sono in grado di risalire alle fonti.

sabato 8 marzo 2008

Talamo #7

"Forse è un incantesimo.
Forse m'hanno fatto la fattura.
Forse devo andare dal medico.
Forse lo trovo bravo. Il medico.
Forse mi guarisce.
Forse torno ad apprezzare la vita.
Forse capisco finalmente che il mondo corre avanti.
Forse scopro che non ci si può rintanare tra le braccia
di tre quintali di ferro e saldature.
Forse mi evolvo e mi intelligentisco un poco.
Forse lo faccio per davvero.
Forse lo faccio già domani.
Forse, invece me ne frego.
E continuo così.
A scuotere il culo su 'sto telaio senza sospensioni.
A godere di quanto sei nera.
A sbattermene di quelli che ti prendono in giro.
Che prendono in giro anche me.
Continuerò a parlarti aspettando le tue risposte.
E continuerò a dirlo sapendo che nessuno mi crede.
Me ne fregherò di sembrarti scemo o furbo.
E' il momento di essere chiari. Come sei chiara tu.
Credo sia il momento di tirare fuori quello che si è.
Anche se non piace.
Anche se convince solo pochi.
Me ne frego.
Me ne frego del target, delle masse, dei numeri, dei
"pezzi" da vendere.
Io sono stupido.
Continuo a chiamarle persone.
Continuo a chiamarle
motociclette.
Perchè a me le persone piacciono.
Perchè a me le motociclette piacciono.
Così mi piaci tu. Che sei così nera.
Che t'ho raccattata da sotto a un camion tutta pesta dopo un incidente.
E non t'ho buttata via. Non t'ho venduta a pezzi.
E non ti vendo
neanche adesso.
Sto assieme a te.
Me ne vado in giro per i viali di periferia quando fa buio.
E guardo i palazzoni con le finestrine illuminate.
E sento le buche di questa città.
E penso che c'è qualcuno che crede in quel che dico.
E penso che mi sento meno solo.
Eppoi smetto di pensare. Perchè è tardi.
Fa freddo.
Sono in riserva.
L'inverno è cominciato.
Domani ti scalderò più a lungo prima di uscire."

Carlo Talamo

venerdì 7 marzo 2008

Roland Sands 450 SuperSingles

Ricordate il post della Moriwaki MD 250H? Auspicavo che l'engineering giapponese utilizzasse i monocilindrici cross nella cilindrata di 450 cc dato che con la mia mole, il motore di cilindrata ridotta unito alle dimensioni compatte della moto, non penso avrebbe potuto regalarmi molte emozioni.

In America l'idea di realizzare moto sportive con motori da cross di 450 cc era già in una fase avanzata e infatti, Roland Sands, noto preparatore americano che forse ricorderete per aver realizzato una custom con il motore V5 creato per la Motogp dalla squadra di Kenny Roberts, ha realizzato questi quattro prototipi di cui uno, basato sul mono Yamaha, è gia in vendita al prezzo di 15000 dollari. Dal sito americano non appare una possibile omologazione per l'uso stradale, come del resto le moto da cross da cui derivano.
La particolarità di questa realizzazione americana rispetto alla giapponese sta nell'impiego di telai direttamente presi dalle moto da cross! Infatti, come potete notare dalla kawasaki in foto, la "doppia culla" che abbraccia il motore cosi come il forcellone sono gli stessi! Questo perchè le quote geometriche delle moto da cross sono sostanzialmente simili a quelle delle moderne supersportive. Tutti i lavori per la realizzazione di questi ibridi sono stati effettuati in modo tale da mantenere le quote ciclistiche originarie dei rispettivi modelli off-road. Inoltre, non sono dotati di avviamento a pedale per fare il verso alle moto da corsa di cilindrata maggiore.
Nel caso dei prototipi Honda, Kawasaki e Yamaha le carene adottate sono state realizzate ispirandosi alle moto da gran premio mentre nel caso della Suzuki le sovrastrutture sono di una RGV 250. Il vantaggio di questa realizzazione americana, rispetto a quella giapponese consiste fondamentalmente nell'utilizzare le ciclistiche da cross senza modifiche; ciò permette di avere un risparmio in termini di costi e collaudi. Nel caso della Yamaha, se seguite il link potete trovare tutte le modifiche che sono state fatte per trasformare la moto.

Considerando il prezzo di circa 12000 dollari per la Moriwaki, il valore della special Yamaha può sembrare un pò alto, ma considerando la realizzazione praticamente artigianale, i pezzi speciali, e il fatto di non essere direttamente collegati con Yamaha (al contrario di Moriwaki con Honda) credo che il costo sia abbastanza giustificato.

Francè

Link: Roland Sands



Yamaha:


Suzuki:


Kawasaki:


Honda:

Foto: Roland Sands e Motorcycle Usa

mercoledì 5 marzo 2008

X-Lite X-801 RR Replica Legend 2008

Una delle più belle novità per il 2008 in tema di caschi è rappresentata dalla X-Lite che sulla base dell'X-801 RR, casco top di gamma della casa italiana, ha proposto le repliche di piloti famosissimi che hanno corso nel passato. Al già noto replica Agostini si sono aggiunti infatti le repliche di Mike Hailwood, di Johnny Cecotto, di Franco Uncini e di Marco Lucchinelli. Del mio idolo Barry Sheene purtroppo ancora niente, ma lancio un appello alla X-Lite sperando che questa grafica venga aggiunta al più presto. Le caratteristiche tecniche del casco potete leggerle al seguente link. L'X-801 RR è un casco racing, sviluppato in pista dai piloti che corrono per l'azienda italiana, di vintage ci sono solo le grafiche!
Se non metteranno in produzione il casco di Sheene, credo che quello di Lucchinelli possa fare al caso mio...

Francè

PS: se la X-Lite legge il blog e mi manda un casco vi racconto anche come va :D


Replica Lucchinelli:


Replica Hailwood:


Replica Uncini:


Replica Agostini:


Foto: X-Lite

martedì 4 marzo 2008

Yamaha RZ 50 2008

Le moto di cilindrata molto piccola non hanno mai provocato in me un'emozione particolare. Però ci sono delle eccezioni. Questa Yamaha RZ 50 che viene venduta nel solo Giappone è una di queste. Non so chi abbia disegnato questa moto ma penso che si sia ispirato alle varie Aspes Yuma e Morini Corsarino ZZ, che hanno fatto stragi di cuori negli anni '70.

Il lungo serbatoio è un elemento troppo bello per non essere citato cosi come il piccolo codino monoposto. Da quello che posso notare il motore è un monocilindrico raffreddato a liquido due tempi e i freni sono misti: all'anteriore c'è un freno a disco e dietro un tamburo.
Le uniche modifiche che farei a questa piccola "zanzara" sono i semimanubri e la colorazione Yamaha-Usa giallo-nera della TZ di Kenny Roberts che correva negli anni 70.
Se magari poi la Yamaha reinserisse il 4 cilindri a V a 2 tempi della mitica RD 500 del 1984...

Francè

Yamaha RZ 50 2008:





Foto: Yamaha Japan

lunedì 3 marzo 2008

Triumph Speed Triple 955 by Pettinari

La bellissima special che vedete in foto è stata costruita nell'officina Pettinari a Cinisello Balsamo in provincia di Milano. La base di partenza di questa special è una Triumph Speed Triple 955, commercializzata dal 2002 al 2004, nella quale è stato inserito il forcellone bibraccio della Triumph Daytona 955 del 2002 e a cui sono state apportate, inoltre, una serie di modifiche che hanno migliorato le già esuberanti prestazioni del motore tricilindrico e cambiato radicalmente il look generale. Il motore oltre ad aver subito una lavorazione della testata è stato dotato di filtro aria BMC e scarico 3 in 1 Zard. Il codone della moto proviene da una Speed Triple 1050 con sottocoda Mad Doctor. Le ruote a raggi sono Alpina, e il faro anteriore è un Lucas . Completano la dotazione della moto una serie di accessori quali la pompa freno radiale Discacciati, i paratelaio Evotech e il manubrio, i riser, gli specchietti e il serbatorio pompa freni tutti Rizoma. La parte più "impressionante" di questa moto è il favoloso serbatoio artigianale in alluminio, che con le sue forme inedite rende la moto classica e sportiva al tempo stesso.
Nonostante ritenga che la Speed debba avere assolutamente due fari separati voglio fare i più vivi complimenti agli ideatori di questa special!

Link : Pettinari








Foto: Triumph che passione

domenica 2 marzo 2008

Ducati MH 900E 2000

Al salone di Monaco del 1998 la Ducati presentò la concept MH 900E nata per celebrare la vittoria del titolo mondiale TT1 del 1978 all'Isola di Man conquistato ad opera dell' inglese Mike Hailwood, considerato da molti il più forte pilota della storia. La sigla prende spunto proprio dalle iniziali del campione.
La moto venne messa in produzione circa 2 anni dopo, in tiratura limitata per 2000 appassionati al prezzo di circa 15000 euro. Inoltre, era possibile acquistarla solo attraverso Internet e questa scelta voleva rappresentare una sorta di connubio tra innovazione e tradizione.

La moto fu disegnata da Pierre Terblanche, che qualche mese fa ha lasciato la Ducati. Come tutte le creazioni in tiratura limitata nate a Borgo Panigale, anche questa "rossa", a mio avviso, ha un fascino intramontabile.
La moto era equipaggiata con il bicilindrico a “L” di 900 cc, a due valvole per cilindro con distribuzione desmodromica. Inoltre il telaio a traliccio e il forcellone monobraccio in tubi con ammortizzatore Paioli, erano elementi inediti e non derivati da motociclette esistenti nella gamma di allora.
La linea, gli scarichi che si prolungavano dal succinto codino, il logo Ducati anni '70 disegnato da Giugiaro, "l'involucro" del basamento ispirato a quello dei bicilindrici a coppie coniche, si abbinavano a freni Brembo da 320 mm e sospensioni upside down da 43 mm.
La moto ebbe un successo strepitoso e in pochissimo tempo tutti gli esemplari programmati andarono esauriti.

Francè


Scheda tecnica

MOTORE
Tipo: bicilindrico a L, distribuzione desmodromica 2 valvole, raffreddamento aria
Cilindrata: 904 cc
Alesaggio x Corsa: 92 x 68 mm
Rapporto di compressione: 9,2:1
Cv: 75 CV - 55 kW @ 8000giri/min
Coppia: 7,8 kgm-76 Nm @ 6500 giri/min
Accellerazione 0-400 m : 11,960 sec.
Velocità massima : 214 Km/h
Alimentazione : iniezione elettronica
Scarico : silenziatore in acciaio
Cambio: 6 marce
Ratio: 1° 37/15, 2° 30/17, 3° 28/20, 4° 26/26, 5° 24/23, 6° 23/24
Trasmissione primaria Ingranaggi a denti diritti; rapporto 1,84
Trasmissione secondaria: catena ; Pignone 15 ; Corona 38
Frizione: multidisco a secco con comando idraulico

CICLISTICA
Telaio: traliccio in tubi d'acciaio
Interasse: 1415 mm
Inclinazione cannotto: 23,5°
Sospensione anteriore: 43 mm forcella a steli rovesciati
Escursione ruota anteriore: 120 mm
Ruota anteriore: lega leggera 5 razze 3,50x17
Pneumatico anteriore: 120/60 ZR 17
Sospensione posteriore: forcellone monobraccio a traliccio in tubi d'acciaio, monoammortizzatore Paioli
Escursione ruota posteriore 100 mm
Ruota posteriore: lega leggera a 5 razze 5,50 x 17
Pneumatico posteriore: 170/60 ZR 17
Freno anteriore: 2 dischi semiflottanti da 320 mm in acciaio; pinze 30/34 mm a 4 pistoncini
Freno posteriore: disco da 220 mm, pinza a 2 pistoncini
Capacità serbatoio: 8,5 l
Peso: 186 kg
Altezza sella: 825 mm
Strumentazione: contachilometri digitale con orologio, contagiri, analogico, spie luci per abbaglianti, frecce, pressione olio, folle, riserva carburante





Foto : 2ri

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