giovedì 24 marzo 2011

Oberdan Bezzi #1

Oberdan Bezzi è un disegnatore di motociclette per Passione e per professione e spesso i suoi sketches sono apparsi sul blog. Grazie all'intervista che vi propongo avrete modo anche di scoprire il suo pensiero "motociclistico" e di conoscere anche alcune curiosità e problematiche relative al suo lavoro di designer.

La carriera lavorativa di Oberdan è varia: ha lavorato come "Employed designer" per il centro stile Piaggio, come "Exclusive consultant" per la Engines Engineering e per la Benelli mentre dal 2003 è "indipendent consultant designer". Nell'attività di designer free lance Oberdan ha lavorato per moltissime aziende del settore motociclistico: Ducati, Cagiva, Moto Laverda, Aprilia, Moto Guzzi, Mondial, Italjet, solo per citarne alcune.
Ricordo anche la collaborazione con molte riviste del settore e la sua partecipazione alla Motorcycle Design Association.


Ringrazio moltissimo Oberdan per la cortesia dimostratami!

Francè

PS: ho diviso l'intervista in due post, in modo tale da rendere più facile e scorrevole la lettura.


F: Oberdan che moto ci sono nel tuo garage?
O: Attualmente non ho moto di “proprietà” nel mio box. Guido spesso una BMW GS molto particolare alla cui realizzazione ho partecipato per la parte stilistica e che appartiene ad un mio amico che ne è anche il realizzatore materiale. Devo dire che è molto meglio del modello originale come feeling di guida e decisamente più “cattiva” nel look. In estate mi muovo con uno scooter X Max 250...molto comodo.


F: Di cosa ti occupi attualmente?
O: Di moto, naturalmente! A parte gli scherzi dopo qualche anno di “fermo” qualche vagito di rinascita sembra esserci per il settore. I Cinesi, come sono venuti se ne sono andati, avendo capito che fare le cose seriamente non era poi così facile…anzi. Qualche costruttore Europeo sembra si stia svegliando dal torpore e noto per quanto mi riguarda, un certo fermento nei costruttori “piccoli” e questo naturalmente è un bene per dare una svegliatina ai grandi Gruppi, statici e affatto propositivi.

F: A quale dei tuoi progetti sei più legato? Perchè?
O: Ci sono un paio di moto (ancora in produzione per altro) alla cui creazione ho contribuito in maniera “pesante” che mi hanno dato molta soddisfazione. Il problema è che per ragioni contrattuali non posso citare i Marchi ne tanto meno i modelli a cui ho lavorato (da esterno). Per cui non lo farò, posso dire che una è una moto Italiana, l’altra...meno.

F: Mi piacerebbe sapere cosa rappresenta per te la moto.
O: La seconda cosa più bella del mondo. Con il passare degli anni poi, si è acuita in me la passione per TUTTE le motociclette. Da giovane ero molto radicale e se una motocicletta non era “racing” (sia da strada che da fuoristrada) per me era da scartare. Oggi sono molto più morbido nei giudizi, più riflessivo e pur prediligendo ancora il genere sportivo/cattivo, riesco a cogliere il buono anche delle moto meno estreme e capire le motivazioni anche di chi ama i custom o le tourer. Stò invecchiando?

F: Quali sono i principi guida che le tue moto devono possedere?
O: In generale, per qualsiasi prodotto, ma per la motocicletta in particolare, ci deve essere l’emozione. Non è facile da descrivere, non si può nemmeno misurare se non per “differenza”, una è più emozionante dell’altra pur con caratteristiche simili , a volte addirittura insignificanti ad un occhio non competente. Eppure questa è “bella” e quell’altra lascia indifferenti, aldilà delle prestazioni e dell’uso vero e proprio. Porto acqua al mio mulino, ma credo sinceramente che l’estetica sia fondamentale, ma non parlo di fluidità di linee o di soluzioni ad effetto, dietro l’estetica di una moto c’è un mondo di passione di conoscenza e di feeling con il motociclista che non si impara nelle scuole di design,...lo devi avere…di tuo.

F: Hai un foglio bianco: qual'è l'elemento da cui parti per poi sviluppare il resto della moto?
O: Per me l’elemento fondamentale è…il Marchio. Parto sempre da li!
Piazzo il logo della Casa in mezzo al foglio e...parto. Chiaramente è un modo per dire che il mezzo che andrai a disegnare deve avere quei “cromosomi” che la faranno riconoscere come facente parte di quella famiglia pur con l’introduzione di idee e linee anche di rottura con il passato del Marchio. Però, operativamente è vero che come prima cosa penso a dove mettere il logo.


F: Quanto è importante conoscere la storia di un marchio prima di disegnare una moto per lo stesso? E soprattutto quanto può influire, in termini percentuali, sul risultato finale? Si è condizionati dal passato?
O: Ho in parte risposto a questa domanda spiegando quella precedente. Ritengo FONDAMENTALE la conoscenza della storia del Marchio per affrontare la creazione di una motocicletta. O per far si di dargli un family feeling, oppure nel caso contrario di fare qualcosa che sia il capostipite di un “nuovo” family feeling. In entrambi i casi bisogna conoscere il passato della Casa, per pescare elementi caratteristici oppure per non cadere in qualcosa di già proposto in precedenza.

F: Disegnare una Ducati od una Bmw comporta approcci diversi: per un designer come te è una sfida oppure un limite? Esistono marchi con cui il feeling, nel momento in cui si appoggia la matita sul foglio, "cresce"? Se si, quali sono? O: Entrambi i marchi citati offrono un approccio emozionale molto forte. Sono Case per cui “per forza” devi disegnare qualcosa di buono. Insomma ci sono casi (come per Ducati e BMW appunto, ma anche parecchi altri) in cui tracciando le linee mi viene da fare BRUM BRUM con la bocca tanto è il “coinvolgimento”. Per me non è assolutamente un limite, ma nemmeno una sfida...solo piacere!

F: Cosa ne pensi del design delle moto attuali? C'è coerenza tra il marchio che portano sul serbatoio e le linee che hanno? C'è qualche casa motociclistica in cui questa differenza si nota, a tuo avviso, in modo più accentuato?
O: In generale le moto attuali non mi fanno impazzire. In parecchi casi penso che ci sia questa coerenza moto/marchio (attenzione, il fatto che siano coerenti con il loro marchio non implica che siano moto riuscite). Però, come ho accennato prima si potrebbe fare anche la scelta voluta di distaccarsi dal passato. Spesso, naturalmente è la conformazione della meccanica a dare identità di marca ad un modello, tuttavia è certo che quasi tutti i Centri Stile ricerchino queste corrispondenze.



[Continua]

Tavole: Motosketches

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