mercoledì 16 febbraio 2011

Ruggeri's Comics #13

"Senza casco":


"Occultamento targa":


"Zavorrina incontentabile":


Tavole: Luca Ruggeri

martedì 15 febbraio 2011

Dream Rangers

Ringrazio Littlejohn per avermi segnalato questo splendido video.

Da guardare assolutamente!

Francè




Video: Youtube

lunedì 14 febbraio 2011

Ducati Mikaracer 2011 by Radical Ducati

Mikaracer è il nome dell'ultima special realizzata dall'atelier spagnolo Radical Ducati. Questa cafè racer nasce sulla base della 1098, maxi sportiva di Borgo Panigale nata nel 2007. Il risultato finale è degno di nota: questa bicilindrica è davvero molto aggressiva e grintosa.

Il nuovo look è caratterizzato da diversi particolari quali il nuovo serbatoio in carbonio ed il codino monoposto "Montjuich" prodotto dalla Radical Ducati. Della stessa marca il telaietto posteriore in alluminio con relativo supporto batteria (da 9 Ampere) e quello targa realizzato con lo stesso materiale.

Il faro anteriore proviene da un'Harley V-Rod mentre quello posteriore è stato prelevato da una Montesa. Il lavoro della Radical Ducati ha riguardato anche l'impianto elettrico: sono stati riposizionati i cablaggi, la centralina ed il regolatore di tensione. La Mikaracer è stata arricchita inoltre con particolari Rizoma ed EVR, accessori in carbonio e poggiapiedi realizzati a mano.

Il bicilindrico a L con distribuzione desmodromica ha ricevuto collettori Wolfman da 54 mm di diametro abbinati a terminali Radical Ducati realizzati dall'italiana Spark. L'airbox originale è stato modificato accorciando i relativi canali d'immissione ed installando nuovi cornetti d'aspirazione prodotti dalla DM Meccanica. Nuovi i tubi siliconici Tamburini mentre quelli in alluminio sono realizzati dalla Radical.

Bellissima!

Francè















Foto: Radical Ducati

giovedì 10 febbraio 2011

L'uomo sulla moto


"L'uomo sulla moto
correva incontro al vento,

alla vita e all'amore.
Correvano anche i suoi pensieri,
andavano verso una donna

che aveva incontrato il giorno prima.

Lei lo fissava, turbata,
attratta dai suoi occhi grandi,

lui lavorava e le parlava di sè.
Le raccontava della sua passione per le moto,
dei viaggi del passato

e del viaggio che avrebbe fatto l'indomani.


ED È GIA' DOMANI!...

L'uomo sulla moto
è in viaggio,
corre incontro alla montagna che lo aspetta.

I suoi pensieri corrono,
anzi volano, verso la donna di ieri.

All'improvviso una certezza
squarcia la sua anima,
come un fulmine a ciel sereno!

Se l'ha incontrata ci sarà una ragione,

se gli è rimasta dentro

la incontrerà di nuovo.

Mentre i suoi pensieri

volano verso di lei,
il suo cuore avverte un'emozione sconosciuta.
L'uomo sulla moto ora sa,

si tratta solo di aspettare, perché, prima o poi,
si incontreranno ancora.


E LUI SA ASPETTARE..."


Cinzia Gargiulo



Foto: Toofastforyou

mercoledì 9 febbraio 2011

Norton Commando Dirt Track

In rete mi sono imbattuto spesso in dirt track spinte da motori di ogni genere. Oltre ai twin Harley, molto diffusi oltreoceano in questo tipo di specialità, ho trovato immagini di "tracker" spinte anche da moderni bicilindrici Ducati e Suzuki. Il bicilindrico parallelo Norton, che ha equipaggiato la mitica Commando dei primi anni '70, non l'avevo ancora visto su una moto esclusivamente dedicata agli ovali in terra battuta.

Le foto, trovate sul portale Flickr (e che dovrebbero appartenere al blogger "The520ChainCafe"), ritraggono proprio una splendida dirt track scovata nell'area adiacente al circuito americano di Indianapolis, in occasione della gara del motomondiale.

Questa Norton riprende gli accorgimenti tecnici tipici delle moto che corrono in questa categoria: ruota anteriore priva di freno, gomme leggermente tassellate, manubrio conformato ad hoc per una guida completamente in derapata, serbatoio di piccole dimensioni, classico codino monoposto e vistose tabelle portanumero. Molto belli anche i classici "funghi" dei filtri aria che fuoriescono dalle travi del telaio e gli scarichi verniciati di nero che scorrono sotto il basamento del twin britannico, probabilmente rivisto per ottenere maggior potenza.
Sia il telaio che il forcellone sono elementi costruiti ex-novo e appositamente concepiti per questo tipo di competizioni.

Sul lato destro della moto sono presenti, oltre alla classica pedana poggiapiedi, due leve: una relativa al cambio e l'altra al freno posteriore. Questo tipo di soluzione è stata adottata per facilitare il controllo della moto nelle curve sinistrorse, che si percorrono esclusivamente in derapata con il piede del pilota che scivola sulla terra battuta.

Pierre Terblanche, nuovo designer del marchio inglese risorto grazie all'intraprendenza dell'imprenditore Stuart Garner, potrebbe prendere spunto da questo splendido esemplare per ampliare la famiglia delle bellissime Commando...

Francè






Foto: Flickr

lunedì 7 febbraio 2011

Honda Dominator Scrambler by Pavesi Restauri

Nel mio garage ideale una scrambler certamente non mancherebbe.
Una moto come la Honda Scrambler creata dalla Pavesi Restauri, protagonista del post di oggi, rappresenterebbe il "top" sia per quanto riguarda il piacere di guida che per il look.
La base di partenza di questa special è una Honda Dominator 650, pesantemente rivista in tre aree: ciclistica, motore ed estetica. La moto si ispira alle mitiche Honda a ruote tassellate della serie CL, vendute dalla casa dell'ala dorata sul finire degli anni '60.

Honda CL 450 1968:

Il telaio è stato completamente ricostruito nella parte posteriore e modificato in quella centrale per evitare che gli scarichi sovrapposti, posizionati sul lato destro, sporgessero in modo cospicuo.
Le sospensioni si avvalgono di una forcella di serie, alleggerita da attacchi superflui, abbassata e dalla corsa ridotta e di due ammortizzatori posteriori ancorati ad un forcellone originale modificato.

La parte più appariscente di questa moto è senza dubbio il freno anteriore a tamburo, che cattura immediatamente lo sguardo: uno splendido Grimeca a quattro ganasce ancora in produzione. Lo stesso tipo di freno è presente anche al posteriore. Da segnalare l'adozione di ruote dal diametro di 19" all'anteriore e 17" al posteriore.

Anche il monocilindrico giapponese raffreddato ad aria è stato rivisto: portato a 670 cc, ha ricevuto un pistone dal diametro di 102 mm ed una camma modificata. Tutte le sovrastrutture sono in alluminio, con serbatoio e fianchetti ricavati da lamiera battuta a mano.
Volevo attirare la vostra attenzione su alcuni particolari come la calotta posteriore del faro verniciata, le manopole "a botticella", la nuova sella e le gomme prettamente stradali.
L'unica nota a mio avviso un pò stonata è rappresentata dalla colorazione magnesio data ad alcuni particolari del propulsore.

Ottimo lavoro!

Francè









Foto: Pavesi Restauri e Classic-Motorbikes.net

venerdì 4 febbraio 2011

mercoledì 2 febbraio 2011

MV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione Finale 2010

L'anno scorso è stata commercializzata la seconda versione della celebre e plurititolata MV Agusta F4, gloriosa supersportiva che ha rilanciato nel migliore dei modi lo splendido marchio MV Agusta.
Mi aspettavo dalla casa di Cascina Costa un'edizione finale della precedente F4, che celebrasse quasi 13 anni di onorata carriera. Un tributo secondo me dovuto ad una delle più belle moto mai costruite, la cui immagine è stata solo in parte intaccata dalle molteplici versioni speciali che ne hanno parzialmente offuscato l'esclusività. Questo modello in Europa e in Italia non è mai nato e sinceramente l'ho considerata una "mancanza di rispetto" della MV nei confronti del suo modello più rappresentativo.

La casa varesina però ha corso ai ripari allestendo, per il solo Giappone, un piccolo lotto di 30 F4 "final edition", distribuite dalla Moto Corse.
La F4 "Edizione Finale", questa la denominazione corretta, era dotata dell'ultima evoluzione che il quattro cilindri in linea italiano aveva conosciuto (1078 cc), prima del ritorno a 1 litro di cilindrata del modello che ha debuttato l'anno scorso.

Rispetto alla versione base questa moto si differenziava per alcuni accessori quali la sella in pelle con cuciture rosse, la targhetta con il numero dell'esemplare sulla piastra di sterzo e la classica colorazione con i colori ufficiali MV.

Operazione di marketing? Molto probabilmente si, anche se non è rilevante per una moto che avrebbe meritato, a mio avviso, una conclusione "più nobile" ed internazionale della sua carriera commerciale.

Francè





























Foto: Moto Corse

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