giovedì 21 maggio 2009

Design Corner - Bmw S 1000 RR 2009

Torno a parlare della nuovissima sportiva quadricilindrica bavarese, mostrandovi dei lavori grafici scovati in rete, che ritraggono tre possibili tipologie, simmetriche, del faro anteriore della S 1000 RR.
Come vi ho già scritto nel primo post riguardante questa prima maxi sportiva tedesca, il frontale asimmetrico lo ritengo troppo poco aggressivo anche se, indubbiamente, è una soluzione originale che si discosta dalle linee europee e giapponesi.
In basso vi mostro il frontale della moto di serie, asimmetrico.


Mi sarebbe piaciuto osservare questa moto con un doppio faro tondo simile a quello adottato sulle moto da endurance, e lo splendido lavoro eseguito al pc rende chiaramente l'idea di come avrei voluto la S 1000 RR.



La seconda proposta virtuale prevede la sostituzione dei fari tradizionali con l'adozione di elementi poliellissoidali che rendono il frontale della moto, secondo me, troppo "futuristico" e impersonale. Questa soluzione non è di mio gradimento.


Il terzo lavoro riguarda l'adozione del faro "esteso", simmetrico. In questo caso lo sguardo della moto diventa tipicamente giapponese, ed è impossibile non notare un'accentuata somiglianza con l'ultima generazione di Yamaha YZF-R6 (ultima foto sotto).
Delle tre proposte create al computer, questa è certamente la meno personale, soprattutto considerando la novità in termini di immagine e di tradizione che la S 1000 RR rappresenta.




Voi come la preferite?

Francè

Foto: bmwk1200s.com, DaiDeGas, Mc News e Motoblog

martedì 19 maggio 2009

Vintage Brochures: Ducati 750 GT 1971-1974

Con questa sezione desidero mostrarvi, senza suddivisioni particolari, vecchie brochures e pubblicità con cui le case motociclistiche contribuivano ad alimentare i sogni di moltissimi motociclisti.
A parte alcuni casi, non inserirò alcun commento a corredo di questo materiale (che, nel caso dei depliant, vi mostrerò seguendo l'ordine delle pagine), proprio per cercare di "immergervi" completamente non solo nel contesto storico della moto in oggetto, ma anche per farvi notare come, sostanzialmente, il modo di presentare e di pubblicizzare il prodotto moto, si è evoluto ma non modificato.
Nel caso della Ducati 750 GT ho inserito anche due poster dell'epoca. Qualora trovassi altro materiale prettamente pubblicitario, lo inserirò.
Buona lettura!

Francè

PS: cliccate sulle foto!









Poster:



Foto: Ducati Meccanica

sabato 16 maggio 2009

Suzuki Intruder M 1800 R 2006-2008

Con la sezione "Custom e Cruiser" il mio intento è quello di racchiudere moto particolari di questo genere, sia prodotte in serie che realizzate in esemplari unici. In questo piccolo spazio del blog, verranno riposte esclusivamente custom, cruiser e specials che non condividono nulla con il marchio americano Harley Davidson, precursore di questo particolare filone.
Con il termine custom si individuano moto basse, prevalentemente bicilindriche come la scuola americana insegna, ricche di cromature, e votate ad una guida in assoluto relax.
Con il termine cruiser, invece, si intende una custom più votata ai lunghi viaggi e quindi accessoriata in modo tale da consentire un numero più alto di chilometri in totale comfort.

Nonostante in questi ultimi anni ci siano stati (e continuano ad esserci) parecchie custom giapponesi caratterizzate da "profonde ispirazioni" allo stile Harley, ultimamente alcune proposte nipponiche cominciano ad avere dalla loro una personalità più spiccata, come è accaduto in passato per alcune proposte europee.
Le custom e le cruiser in America sono molto richieste, soprattutto perchè i bassi limiti di velocità (unite ad applicazioni delle leggi piuttosto severe) e gli infiniti rettilinei, rendono poco confortevole l'uso di una sportiva o di una naked.

Suzuki Intruder M 1800 R
Nata nel 2006 ed importata in Italia fino al 2007, la bicilindrica Suzuki di 1783 cc mi colpì non solo per le sue dimensioni veramente "extra large", ma soprattutto per la particolare forma del cupolino che mi ricordava il vestito di una suora!
Nonostante sia nata come risposta stilistica al tema lanciato dall'Harley con la gamma V-Rod, questa Suzuki a mio avviso manteneva una propria identità, soprattutto nella livrea bianca e in quella blu con banda centrale bianca.

Tecnicamente la moto era dotata di un bicilindrico a V di 54° raffreddato a liquido, a carter semi secco, con quattro valvole per cilindro e doppio albero a camme in testa capace di erogare quasi 125 cv! L'alesaggio di questo bicilindrico era di ben 112 mm!
Il telaio era un doppia culla con tubi in acciaio e all'anteriore era presente una forcella a steli rovesciati. I freni erano a doppio disco morsi da pinze ad attacco radiale. La trasmissione finale era ad albero.
Volevo farvi notare lo splendido disegno dei cerchi e anche la bellissima conformazione dei due enormi scarichi sovrapposti posizionati sul lato destro della moto.

Nel 2008 la moto, identificata dalla sigla R2 (ultima foto sotto), ha subito un leggero restyling che ha riguardato principalmente il frontale, modificando cosi la personalità della moto e rendendola decisamente più anonima. Le caratteristiche tecniche erano le medesime della versione R.

Nonostante non abbia riscosso molto successo e sia stata successivamente sostituita dalla versione R2, con frontale rivisto, ritengo la M 1800 R una delle custom più personali che la produzione giapponese abbia mai sfornato. Inoltre, lo stile da dragster bruciasemafori, proprio di queste custom con cilindrate molto elevate e con gomme posteriori molto larghe, ben si prestava alla capacità nel progettare motori della Suzuki.
Pensate che in America la moto è ancora in vendita (con il nome di "Boulevard"), affiancata sia da una versione con cubatura ridotta e sia dal modello R2!

Francè

PS: in Italia la moto è stata importata esclusivamente nella colorazione nera. Le altre colorazioni, oltre a rendere più giustizia alla linea della moto, si riferiscono ad esemplari venduti in altri mercati.














Suzuki Intruder M 1800 R2 2008:


Foto: Mc News, Motoblog, Bikewalls e Total Motorcycle

mercoledì 13 maggio 2009

BMW S 1000 RR 2009

Dopo aver presentato la versione racing, destinata al mondiale superbike, la BMW ha finalmente diffuso le immagini della versione stradale della sua nuovissima quattro cilindri.
In versione racing la moto appariva un pò troppo simile ai dettami imposti dalla scuola giapponese sia da un punto di vista estetico - con linee tese e slanciate - e sia da quello tecnico e ciclistico. Lo schema a quattro cilindri in linea, e telaio in alluminio a doppio trave, infatti, identificano da tempo la produzione sportiva nipponica.

Dal punto di vista stilistico la moto è caratterizzata dall'asimmetria tipica di altre moto della gamma BMW. A mio avviso la voglia di mantenere questo particolare tratto di design (che non si ferma solo al frontale ma anche alle carene) da un lato ha comportato una "oggettiva" originalità rispetto alle dirette rivali ma nello stesso tempo anche una mancanza di "cattiveria" tipica delle maxi sportive. Questa "lacuna" è incentivata dalle colorazioni, tutte molto sobrie. Nel caso delle grafiche bicolori, inoltre, basate sul nero e sul grigio, anche decisamente male accostate rispetto alle scelte cromatiche del telaio, del forcellone e dei cerchi.
Peccato che non siano state diffuse le immagini della livrea replica, annunciata, delle moto di Troy Corser e Ruben Xaus!

Le prestazioni che i tecnici bavaresi hanno dichiarato per questa nuova sportiva sono davvero "monstre": ben 193 cavalli!
Per governare questa incredibile cavalleria la moto è stata dotata di dispositivi elettronici quali la possibilità di disporre di quattro tipi di mappature selezionabili, controllo di trazione DTC, e "race ABS".
Oltre a queste chicche, il propulsore della S 1000 RR è dotato anche di componenti racing quali ride by wire, cornetti ad altezza variabile e cambio elettronico.
L'esperienza delle competizioni in Formula 1 ha permesso anche di adottare valvole di aspirazione e di scarico in titanio azionate da punterie singole a leve oscillanti di dimensioni ridotte.




Il telaio della S 1000 RR è di tipo tradizionale: doppio trave in alluminio, realizzato con quattro pezzi saldati, e con motore in funzione portante. Anche lo splendido forcellone è realizzato in alluminio. All'anteriore, oltre ad una forcella upside down di 46 mm completamente regolabile, troviamo due pinze Brembo che mordono dischi da 320 mm di diametro. Il peso della moto, con il race ABS, è dichiarato essere di 206 kg.

Per la sua moto più veloce di sempre, la BMW ha voluto stupire proponendo soluzioni tipicamente utilizzate dai costruttori giapponesi abbinate ad un design fuori dagli schemi, come da tradizione bavarese.
Secondo me la moto avrebbe avuto più appeal sia con un doppio faro tondo simmetrico, che avrebbe donato alla S 1000 RR un look simile a quello della splendida racer bicilindrica che ha corso nell'endurance, (foto sotto) e sia con colorazioni più racing.
Non dimentichiamo che il settore delle maxi sportive è incredibilmente combattuto, e a mio avviso queste linee già viste, anche se "rinnovate dall'effetto asimmetria", penso siano destinate a rimanere in auge per poco tempo o almeno fino alla prossima moda che i giapponesi, autentici sovrani nel settore delle quattro cilindri in linea e forti della breve carriera commerciale delle loro hypersport, decideranno di intraprendere.
La presentazione dinamica alla stampa di questa BMW è prevista per il prossimo autunno e la commercializzazione nei primi mesi del 2010. Il prezzo, al momento, è ancora da definire.

Francè


















Foto: Motoblog

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