domenica 20 luglio 2008

Honda CB 1100 F Concept 2007

Il mese di luglio, da molti anni a questa parte, ha rappresentato un periodo strategico per il mercato motociclistico, proprio perchè, attraverso Internet e la stampa specializzata, era possibile catturare indiscrezioni circa l'arrivo di modelli inediti. Non ricordo un mese di luglio cosi avaro di informazioni, e a parte i rinnovamenti annuali delle supersportive giapponesi (quest'anno verranno presentate quasi sicuramente le nuove 1000 Yamaha e Suzuki, e le 600 Honda e Kawasaki) e le sportive europee già annunciate (Aprilia e Bmw) le Case hanno letteralmente le "bocche cucite". Questo avviene principalmente per evitare l'invecchiamento precoce di alcuni modelli e per vendere qualche pezzo in più in un periodo, quello estivo, considerato di "alta stagione" per la vendita di motocicli. Aggiungieteci anche il periodo di crisi del mercato motociclistico e capirete facilmente la necessità di posticipare, per quanto possibile, l'arrivo delle nuove proposte.

La moto che presento oggi è la Honda CB 1100 F, mostrata al salone di Tokyo del 2007 come prototipo, insieme alla "sorella" R, di cui ho già scritto e inserito altre foto. Poco tempo fa la Honda ha ufficializzato la commercializzazione della CB 1100 F e il successo inaspettato che ha avuto anche la versione R probabilmente ha allungato i tempi fisiologici di industrializzazione. Infatti la "sorella racing" non verrà prodotta ma molto probabilmente sarà disponibile un kit per trasformare la versione F in R. Il motore che equipaggia la CB 1100 F è un quattro cilindri raffredato ad aria, alimentato ad iniezione elettronica. La moto si inserisce nel filone delle moto naked che richiamano le moto nude in voga negli anni '70, proponendo però una linea senza particolari elementi di design. Per certi versi rappresenta, a mio avviso, il concetto originario di motocicletta, ovvero una sella, un serbatoio e un faro. Tecnicamente la moto non è dotata di particolari derivati dalle corse, infatti è dotata di una forcella con disposizione degli steli tradizionale, di doppi ammortizzatori posteriori a gas e una linea che suggerisce una moto dotata di gran coppia e ideale per passeggiare anche in due, in tutto relax. Sull'esemplare della foto, oltre ad una possibile presenza del catalizzatore tra i due scarichi (la zona è "piena" e lascia presupporre la presenza di questo dispositivo) è presente anche la ruota fonica dell'impianto ABS. Considero splendido il disegno dei cerchi e la forma degli scarichi che riporta con la mente ad altre splendide CB degli anni '80.

Dato lo scarso successo della Honda CB 1300 sul territorio italiano, secondo me, questa nuova proposta potrebbe sostituirla.
Concorrenti quali Ducati GT 1000, Morini 9 1/2 e Sport 1200 e Yamaha XJR 1300, quest'ultima recentemente rinnovata con l'adozione dell'iniezione elettronica e di un restyling a mio avviso non appropriato allo stile della moto, potrebbero avere nella Honda una seria rivale in questo particolare segmento di mercato abbandonato già da qualche tempo da Suzuki e Kawasaki che, rispettivamente con la GSX 1400 e la ZRX 1200 R, proposero moto davvero splendide ma purtroppo poco vendute.

Francè







Foto: Motoblog e Raptors and Rockets

venerdì 18 luglio 2008

Arai Corsair Hayden "Laguna Seca" 2008 by Starline

Il casco che presento oggi, verrà indossato dal campione del mondo della Motogp del 2006, l'americano Nicky Hayden, per il gran premio che si correrà questo week end sul circuito statunitense di Laguna Seca. Il casco è stato realizzato dallo studio grafico Starline, di cui vi ho parlato poco tempo fa. Come potete osservare il casco riprende il tema della bandiera a stelle e striscie con l'aggiunta del disegno di una medaglia, che percorre longitudinalmente il casco, e che riporta il simbolo delle Olimpiadi.

Volevo farvi notare la tonalità e i vari splendidi "effetti" del blu, colore di fondo del casco, su cui sono stati realizzati successivamente gli altri elementi grafici e il logo dello sponsor. Anche se non gradisco questa grafica, stabilita dal pilota per supportare gli atleti statunitensi alle Olimpiadi, devo riconoscere la perfetta maestria degli esecutori.

Complimenti!

Francè






Foto: Motogp.com

giovedì 17 luglio 2008

Photo #20 - Kevin Schwantz

La foto che propongo oggi ritrae uno dei miei tanti idoli, il texano Kevin Schwantz, campione del mondo della 500 nel 1993 in sella alla Suzuki Rgv 500 Gamma del team Lucky Strike. Bellissima foto che "cattura" lo sguardo apparentemente perso del campione americano ancora oggi amatissimo dai tifosi che l'hanno visto battagliare con tanti, fortissimi piloti quali Wayne Rainey, Mick Doohan, Luca Cadalora, Eddie Lawson, Wayne Gardner, John Kocinski e tanti altri ancora. I miei complimenti al fotografo!

Francè

Foto: Superbike Planet

mercoledì 9 luglio 2008

Bezzi #5

Vi ricordate il post riguardante la Guzzi V7 Classic?
Per la nuova V7 di casa Guzzi auspicavo un motore più potente (magari il 1100 raffreddato ad aria o il nuovo 1200 appena installato sulla Breva) sia per garantire l'utilizzo di questa moto ad un pubblico più esperto nel "dosaggio" di cavalli e anche per rappresentare una proposta più "concreta", in termini motoristici e di collocazione commerciale, alle Ducati e alle Triumph che già hanno in listino moto "vintage" che richiamano a modelli particolarmente famosi, prodotti nel passato dalle stesse.
Oberdan propone la sua V7 e riporto le sue parole in modo da non snaturare l'idea e i principi guida che hanno portato alla creazione di questa splendida moto. La livrea bianca, come già spiegato, era propria della V7 Special del 1969.
Era molto difficile proporla cosi?

Francè


"E' quello che io intendo per MOTO GUZZI, la trasposizione moderna della mitica V7 special. Mi è "rimasta negli occhi" da bambino e da allora se penso Moto Guzzi è automatico che mi venga in mente la "mucca". Oggi secondo me dovrebbe avere questo aspetto da solida "motociclettona"da veri uomini. Non è un'operazione di retròmania, ma un grandioso ritorno alle origini della MAXIMOTO (si chiamavano così negli anni 70) in stile italiano.
Ovviamente la tecnica è da terzo millennio."

Disegni: Cose Guzzistiche

lunedì 7 luglio 2008

Starline - Design for Race

Dopo la Bargy Design di Fabio Castiglioni, un altro nome di spicco nel mondo dell'aerografia di caschi e livree è rappresentato da Roberto Marchionni, fondatore nel 1987 della Starline, con sede a Pesaro. Questa "firma" è molto famosa nell'ambiente dei motori per l'originalità e per il notevole gusto estetico che contraddistingue le sue realizzazioni. Roberto ha collaborato anche con il mitico Aldo Drudi, di cui vi ho già parlato.
Cosi come per la Drudi Performance e la Bargy Design, anche la Starline può vantarsi di aver disegnato le livree di caschi e moto per i più importanti piloti a livello internazione e nazionale e per le maggiori case costruttrici impegnate nel campionato del mondo velocità, enduro e motocross. Tra i piloti di spicco che corrono con le grafiche della Starline ci sono Nicky Hayden, Loris Capirossi, Alex de Angelis, Manuel Poggiali, Andrea Dovizioso, Roberto Rolfo e molti altri ancora. In passato la Starline ha realizzato anche caschi per Valentino Rossi (nel 2005) e per il campionissimo del cross Stefan Everts. La Starline, inoltre, si è anche occupata delle grafiche dei caschi Arai dedicati alle Moto Morini. Come nel caso della Bargy Design è possibile richiedere informazioni e un preventivo qualora abbiate il desiderio di avere o regalare un casco personalizzato.
Il casco che più mi piace, realizzato dalla Starline, è quello utilizzato da Loris Capirossi nel bienno 2006-2007, di cui vi propongo due foto.

Francè

PS: se tra i miei lettori c'è qualche proprietario di caschi replica Rossi non molto recenti e vi capita di scovare sulla calotta la scritta "by Roby", sappiate che è la "firma" di Roberto.

Link: Starline

Arai Corsair Nicky Hayden 2006:


Arai Corsair Nicky Hayden "Laguna Seca" 2005:


Arai "Moto Morini" series:



Suomy Extreme Capirossi 2006-2007:



Suomy Extreme Capirossi Misano 2006:



Vemar VSR Dovizioso 2008:



Vemar VSR De Angelis 2006:


Vemar VSR De Angelis 2008:


Vemar VSR Corsi 2008:



Shoei X-Spirit Roberto Rolfo 2008:


Yamaha YZR-M1 Rossi 2005:


Foto: Motoblog, Vemar Helmets, Motorsport, Motorcycle Usa e Arai Helmets

Garage Diabolico #15 - Sogni, terrori magici...

Fonte: Curve e Tornanti

giovedì 3 luglio 2008

Photo #19 - Wheeling #1

L'arte del monoruota la considero riservata a pochi "eletti". Se da una parte è relativamente facile alzare la ruota anteriore con le potenze disponibili sulle moto odierne, dall'altra è difficile essere coreografici e soprattutto rispettare gli organi meccanici, quali paraoli delle forcelle e soprattutto i vari cuscinetti di ruota e cannotto di sterzo nel momento dell'"atterraggio". Il rispetto di tutti questi fattori richiede dimestichezza, molta pratica, e anche un pò di narcisismo davanti alla macchina fotografica.
Ho raccolto delle foto splendide di vari piloti di Motogp, Superbike, e del campionato inglese superbike e ho provato a dare le mie pagelle in modo tale da farvi comprendere più velocemente, qual'è secondo me, la più bella "tipologia" di monoruota.
Le tre voci sono: altezza dal suolo, stile e "visione globale", cioè l'impennata nel suo contesto, dato che questo tipo di reazione della moto può essere voluto o meno. In quest'ultima voce includo anche la spettacolarità della foto. Ovviamente i voti sono tutti soggettivi. La scala va da 1 a 10.

Francè

PS: Non mi piace fare ramanzine...impennate in assoluta sicurezza e sempre con il casco e le varie protezioni! Questi sono piloti professionisti e i numeri sono tutti effettuati in circuito!


Casey Stoner:

Altezza dal suolo: 6
Stile: 9
Visione globale: 10

Altezza dal suolo: 9
Stile: 9
Visione globale: 9

Jorge Lorenzo:

Altezza dal suolo: 7
Stile: 7
Visione globale: 7

Shinya Nakano:

Altezza dal suolo: 8
Stile: 8
Visione globale: 9

Randy De Puniet:

Altezza dal suolo: 8
Stile: 9
Visione globale: 8

Troy Bayliss:

Altezza dal suolo: 6
Stile: 9
Visione globale: 10

Valentino Rossi:

Altezza dal suolo: 6
Stile: 8
Visione globale: 8

Altezza dal suolo: 10
Stile: 9
Visione globale: 8

Andrea Dovizioso:

Altezza dal suolo: 9
Stile: 9
Visione globale: 10

Nicky Hayden:

Altezza dal suolo: 9
Stile: 9
Visione globale: 9

Roberto Rolfo:

Altezza dal suolo: 3
Stile: 9
Visione globale:7

Shane Byrne:

Altezza dal suolo: 7
Stile: 10
Visione globale: 10

martedì 1 luglio 2008

Talamo #18

"Ho cominciato a desiderare una Harley che ero piccolo.
Ma così piccolo che mi sembra che non sarei diventato grande mai.
La patente pareva più lontana dell'America.
E i soldi per averla non sarebbero mai entrati nella cassafortina dei miei risparmi.
Però io l'Harley la volevo.
E quest'idea è restata con me mentre giocavo e crescevo,
mentre mi annoiavo sul banco di scuola.
Mentre dolcemente spiavo le prime bellissime bambine che mi facevano battere il cuore.

Poi improvvisamente il tempo cominciò ad accelerare.
Arrivò la patente.
I primi lavoretti stentati.
E i risparmi crescevano lentamente e un po' li spendevo con le ragazze e in discoteca.
Poi, un giorno, davanti al mio naso e sotto le mie mani,
la mia prima Harley.

Che la mia vita non fu più la stessa.
Perché è come un amico, forte e sincero.
Che ti sta accanto facendoti stare bene.
E se tu che mi leggi sei bambino come lo sono io,
io spero tanto che una Harley
possa un giorno esserti fortemente accanto
come
lo è stata a me."

Carlo Talamo

sabato 28 giugno 2008

Suzuki Stratosphere 1100 Concept 2005

Il motore a sei cilindriTra gli elementi indispensabili da considerare al momento dell'acquisto della moto, per molti motociclisti, c'è sicuramente il frazionamento del propulsore, fattore determinante che caratterizza sia il tipo di guida che le sensazioni trasmesse al pilota.
I motori con sei cilindri, hanno avuto il loro momento di gloria commerciale soprattutto a cavallo degli anni '70-'80 grazie a case quali Honda e Kawasaki che hanno utilizzato queste moto sia come valide alternative alle moto a due e quattro cilindri molto diffuse e sia anche come "icone" della loro capacità tecnologica. Per la Benelli il discorso è un pò diverso e non approfondisco l'argomento in questa sede.

Honda CBX 1000 1978:


Benelli 750 Sei:


Benelli 900 Sei 1984:


Kawasaki Z 1300 1978:

Questo particolare propulsore ha avuto anche importanti applicazioni in ambito agonistico, basti pensare alla Honda RC 166 250 cc di Mike Hailwood del 1966 e alle sue successive discendenti, alla MV Agusta 500 Sei che venne abbandonata dal reparto corse agli inizi del 1960, e in tempi non molto remoti anche al Laverda V6 che si differenziava dai primi due per lo schema a V di 90°, per la disposizione longitudinale del propulsore e per l'impiego di una trasmissione finale ad albero cardanico.

Honda RC 166 Mike Hailwood 1966:


Laverda V6 1977:

Un motore a sei cilindri aveva come punto debole un ingombro trasversale abbastanza accentuato. Negli anni '80 accordare questo tipo di motore con telaio e sospensioni non era affatto facile e a tutto questo si dovevano aggiungere dimensioni e pesi imponenti che di certo non trasmettevano a prima vista facilità di guida e maneggevolezza. Aggiungeteci anche un prezzo consono al ruolo e alla tecnologia che le moto dotate di questo propulsore avevano, e non ultima una guida più impegnativa rispetto alle altre moto. Tutti questi fattori contribuirono ad accantonare questo tipo di propulsore che aveva doti eccezionali di allungo e potenza, qualità però poco sfruttabili con le gomme e i telai dell'epoca.
La Honda, con la sua Gold Wing del 1990, ha reintrodotto il motore a sei cilindri utilizzando però una disposizione tipo "boxer" che mantiene ancora oggi e sempre sulla Gold Wing, nella cilindrata di 1800 cc.

Suzuki Stratosphere 1100
La Suzuki, a sorpresa, ha presentato nel 2005 al Salone di Tokyo la Stratosphere, dotata di un sei cilindri in linea di 1100 cc. La moto riprende per certi versi i tratti della famosa quadricilindrica Katana, autentica icona di questa casa, che ha cessato di produrre poco tempo fa, dopo quasi 25 anni di commercializzazione. La moto non ebbe molto successo in Italia, ma continua ad avere tutt'ora una folta schiera di estimatori in tutto il mondo.

Suzuki Katana 1000 1982:



La Stratosphere nasce come prototipo, però, cosi come è avvenuto nel caso della B-King, non mi sento di escludere una possibile commercializzazione, anche se sono passati quasi due anni dalla sua presentazione.
Le concept presentate dalle case giapponesi, in genere, hanno come obiettivo principale quello di stupire. In questo caso la Suzuki lo ha fatto non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello tecnologico. Il motore, come anticipato, è un sei cilindri in linea con quattro valvole per cilindro e capace di erogare quasi 180 cv. Il cambio della moto, prevede due modalità: manuale ed automatica. Dal punto di vista ciclistico notate le splendide pinze anteriori Tokiko ad attacco radiale coadiuvate da dischi "baffati". La forcella è a steli rovesciati. I fari a led, la linea spigolosa, il cupolino regolabile elettricamente, il sistema di navigazione GPS, il manubrio regolabile e un sistema di comunicazione con il passeggero contribuiscono a rendere questa moto ancora più esclusiva e soprattutto adatta a ricoprire il ruolo di ammiraglia e bandiera tecnologica che le moto a sei cilindri avevano trent'anni fa.










Il motore esternamente sembra già pronto per una eventuale commercializzazione e chissà che la Suzuki non regali agli appassionati una moto diversa nel panorama motociclistico, abbastanza standardizzato dal punto di vista delle scelte tecniche. Con la tecnologia di oggi i limiti di un propulsore cosi plurifrazionato vengono minimizzati, come potete osservare dalle immagini, e mi auguro che in futuro ci sia più possibilità di stupire gli appassionati di moto, con realizzazioni tecnicamente nuove e con meno vincoli dettati dal vil denaro.
Ancora maledico la Honda, per non aver industrializzato e commercializzato lo splendido V5 destinato alla Motogp ed entrato in pensione con l'arrivo delle 800!




Spero che la Suzuki, se eventualmente decidesse di produrla, non snaturi l'essenza di questa moto, come già avvenuto per il prototipo B-king, dato che la sua "trasposizione" industriale è piuttosto lontana dal design, bellissimo, della concept.

Francè

Foto: Motociclismo, South Bay Riders, Total Motorcycle e Motorcycles 20th Century
Non sono in grado di risalire alle fonti delle foto delle moto da corsa.

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