martedì 20 maggio 2008

Bezzi #4

Come trasformereste delle auto favolose in bolidi con due sole ruote?
Oberdan Bezzi ci ha provato...e il risultato sono queste moto che mantengono la loro identità automobilistica in maniera perfetta. Linee futuristiche per l'Audi e l'Alfa Romeo e abbastanza spigolose per Mercedes e Bugatti. Componenti di prima qualità e sofisticazione tecnica elevata sono le credenziali di queste creature che, cosi come per le "sorelle" a quattro ruote, potrebbero far strage di cuori, nel caso venissero prodotte, in appassionati amanti delle moto di classe e stile.

Francè






Disegni: Motosketches

lunedì 19 maggio 2008

Ultimo saluto a Robert Dunlop

Questi sono post che non vorrei mai aprire.
Robert Dunlop, fratello del compianto Joey (deceduto a Tallin, Estonia, nel 2000), è deceduto il 15 maggio scorso, in seguito alle ferite riportate dopo essere stato investito da un altro pilota a velocità molto elevata durante le prove della famosa North West 200.
La North West 200 è un'altra famosissima gara stradale che si tiene a maggio nell'Irlanda del Nord e Robert Dunlop, con 14 vittorie conquistate, era il simbolo di questa gara. Anche lui, come Martin Finnegan, era molto esperto di road races.
Per la cronaca la gara è stata vinta da un altro pilota fortissimo in questo tipo di gare, Michael Rutter, a quota 12 successi.
Condoglianze alla famiglia.

Francè

90 vittorie!

Da appassionato di motociclismo non potevo rimanere indifferente all'evento storico che ieri ha visto protagonista Valentino Rossi, vincitore del Gp di Francia. Il pilota italiano infatti, ha raggiunto le 90 vittorie in carriera, uguagliando il numero di successi di un grandissimo pilota spagnolo, Angel Nieto. Quest'ultimo rimane ancora secondo nella classifica di coloro che hanno vinto più titoli iridati. Lo spagnolo infatti, nella sua carriera, ne ha conquistati 13. In vetta alla classifica di coloro che hanno vinto più titoli mondiali c'è un altro italiano, Giacomo Agostini, con 15 titoli mondiali conquistati.

Le immagini che propongo, ritraggono l'ultimo giro di pista di Valentino Rossi, passeggero sulla sua Yamaha YZR-M1, guidata per l'occasione da Angel Nieto. 180 vittorie e 20 titoli mondiali su una moto sola!

Francè






Foto: Motoblog

sabato 17 maggio 2008

Photo #13 - John Hopkins

Splendida foto dell'anno scorso di John Hopkins in sella alla sua Suzuki GSV-R 800...notate la ruota posteriore sospesa in aria e la forcella anteriore quasi "a pacco".

Francè

Foto: Motoblog

giovedì 15 maggio 2008

Aprilia SMV Dorsoduro 750 2008

Il supermotard è una disciplina di origine francese, che ha riscosso moltissimo successo nell'ultimo decennio. Essa in origine prevedeva la "stradalizzazione" di moto da cross, tutte monocilindriche a due e quattro tempi, che avveniva sostituendo i cerchi e le ruote tassellate con altri di tipo stradale. Ultimi ritocchi consistevano nella regolazione delle sospensioni e nell'allungamento dei rapporti.
Il vantaggio del supermotard consisteva soprattutto in un ridotto esborso economico per la gestione delle moto (anche in caso di caduta) e nel notevole divertimento che garantivano le moto cosi adattate, consentendo sia notevoli derapate in frenata che un ottimo allenamento per avere un "controllo totale" della moto. Man mano che l'interesse verso questa disciplina cresceva, le case hanno proposto queste moto in versioni stradali sempre più curate e hanno cercato di evolvere questo tipo di moto rendendole sempre più fruibili e adatte ad un pubblico più vasto.
La "madre" di queste supermotard stradali è stata la monocilindrica Gilera Nordwest 600 (foto sotto), presentata nel 1991, che non riscosse molto successo perchè troppo in anticipo sui tempi e quindi non capita. La sua linea ancora oggi, a mio avviso, è molto attuale.

La vera innovazione in questo segmento si ha nel 2005 quando la Ktm presenta la sua bicilindrica supermotard denominata Supermoto 950. Mai nessuno aveva pensato ad una supermotard stradale bicilindrica di 950 cc.

Questo modello ha dato il via ad un nuovo genere di proposte che ha portato alla creazione di moto meno specialistiche, ma sicuramente con un occhio molto più attento ai particolari, alla linea, e alla qualità dei componenti. I motori che equipaggiano queste moto derivano da moto stradali, ovviamente adattati al diverso uso. Oltre alla Ktm, dall'anno scorso sono presenti in commercio altre due supermotard "stradali": la Bmw HP2 Megamoto 1200 e la Ducati Hypermotard 1100.

Al Salone di Milano dell'anno scorso l'Aprilia, in anticipo su tutti i costruttori, ha proposto una supermotard bicilindrica, nella cilindrata di 750 cc, offrendo una eccellente alternativa a molti appassionati. La moto, che ha 92 cv, si rivolge agli amanti delle veloci supermotard che non gradiscono le alternative monocilindriche più lente e spartane presenti in commercio, ma anche a coloro che vogliono una moto prettamente "fun" e comunque dalla cilindrata non molto alta.
La moto a me piace moltissimo, soprattutto nella livrea nera. Gli scarichi con le feritoie, i fianchetti che coprono il radiatore, lo splendido frontale caratterizzato dalla "punta", secondo me, la rendono una delle moto più belle in commercio e soprattutto dalla personalità unica.
Allo styling di questa moto ha contribuito anche Miguel Galluzzi, padre della Monster e della serie Raptor della Cagiva.
Il motore deriva da quello della naked Shiver, ed è caratterizzato dall'avere l'acceleratore elettronico Ride By Wire e ben tre mappe selezionabili dal manubrio che garantiscono tre livelli di gestione della potenza: Rain, Touring e Sport. Il telaio, cosi come per la Shiver, è una bellissima struttura ad elementi misti: la parte superiore è a traliccio in tubi di acciaio, unita a piastre laterali in alluminio. La sospensione anteriore è una forcella upside down, mentre l'ammortizzatore posteriore è posizionato lateralmente. Entrambi questi elementi sono regolabili. I freni sono "a margherita" e purtroppo devo constatare la presenza di pinze cinesi, copiate dalle ben più quotate Brembo. I colori al momento disponibili sono tre: nero, argento e rosso. Il prezzo è di 8.950 euro ed inoltre la moto sarà disponibile anche con Abs, e in versione depotenziata.

Gran bella moto Aprilia!

Francè

Scheda Tecnica

Motore
Tipo: motore Aprilia V90 Bicilindrico a V longitudinale di 90°, 4 tempi, raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero in testa comandato
da sistema misto ingranaggi/catena, quattro valvole per cilindro.
Carburante: Benzina Senza Piombo
Alesaggio per corsa: 92 x 56,4 mm
Cilindrata totale: 749,9 cc
Rapp. di compressione: 11 : 1
Potenza max all'albero: 67,3 kW (92 cv) a 8.750 giri/minuto
Coppia max all'albero: 8,4 kgm (82 Nm) a 4.500 giri/minuto
Alimentazione: Sistema integrato di gestione del motore. Iniezione con gestione dell’apertura farfalle Ride by Wire
Accensione: Elettronica digitale, integrata con l'iniezione.
Avviamento: Elettrico
Scarico: Sistema 2 in 1 realizzato interamente in acciaio inox con
catalizzatore: a tre vie e sonda Lambda
Generatore: 450 W a 6.000 giri
Lubrificazione: A carter umido
Cambio: a 6 rapporti
Frizione: Dischi multipli in bagno d’olio con comando idraulico
Trasmissione: primaria Ad ingranaggi a denti diritti, secondaria A catena.

Ciclistica
Telaio: Scomponibile traliccio in acciaio collegato con bulloni ad alta
resistenza a piastre laterali in alluminio. Telaietto posteriore smontabile.
Sospensione anteriore: Forcella upside-down, steli di 43 mm.
Sospensione posteriore Forcellone in lega di alluminio.
Ammortizzatore idraulico regolabile in estensione e precarico molla.
Escursione ruota 160 mm.
Freni Ant.: Doppio disco flottante in acciaio inox di 320 mm. Pinze radiali
a quattro pistoncini.Tubo freno in treccia metallica.
Post.: Disco d’acciaio inox di 240 mm. Pinza a singolo pistoncino. Tubo freno in treccia metallica.
Cerchi In lega d’alluminio
Ant.: 3,50 X 17" Post.: 6,00 X 17"
Pneumatici: Radiali tubeless
ant.: 120/70 ZR 17
post.: 180/55 ZR 17

Dimensioni
Lunghezza max: 2216 mm
Larghezza max: 905 mm (al manubrio)
Altezza max: 1185 mm (al cruscotto)
Altezza sella: 870 mm
Interasse: 1505 mm
Avancorsa: 108 mm
Angolo di sterzo: 26°
Peso: 186 kg
Serbatoio: 12 lt (autonomia > 200 km)








Foto: Motorcycle Specs, Bikewalls, Motociclismo e Motoblog

martedì 13 maggio 2008

Ducati Monster 900 Special

La Ducati Monster che presento oggi l'ho scoperta su un sito segnalato da Ace Racer 72 nel suo blog. La Monster può essere considerata la capostipite delle moto nude (o naked se preferite) e ho sempre apprezzato di questa moto la capacità di essere simile ad un "foglio bianco", nel quale il proprietario ha la possibilità di "scriverci" qualsiasi cosa.
Non si contano le special realizzate su base Ducati e cosi come per le Harley, credo non esista una Monster uguale all'altra.

Tra le tante special su base Monster presenti nel sito, a mio avviso, la più interessante è questa Monster 900 ispirata ad un'altra famosa Ducati: la monocilindrica Scrambler 450 del 1973-1974 (ultima foto sotto). Di quest'ultima riprende la colorazione nera con serbatoio cromato e l'elemento distintivo di questa realizzazione sono sicuramente i due scarichi conici cromati sparati verso l'alto.
Completano la dotazione i semimanubri, i cerchi in lega con razze a Y, il forcellone verniciato di nero, il portatarga in alluminio e gli specchietti montati al posto dei contrappesi manubrio nel più puro stile cafè-racer.
Ultima chicca per questa moto da godersi in completa solitudine (non c'è posto per un passeggero) è la completa rimozione dei carter copricinghia della trasmissione.
Chissà che sound tra scarichi aperti e frizione a secco!

Francè





Ducati Scrambler 450 1973-1974:


Foto: ducatimonster.org

lunedì 12 maggio 2008

Talamo #15

"Molto spazio.
Molto freddo.
Molto bello.
Forse perchè è inverno
perchè in giro c'è nessuno.
perchè la luna non è mai stata cosi chiara.
E il freddo cosi pulito.
La strada che scavalca le montagne specchia in modo innaturale
il bianco della neve che mi tiene compagnia.
Vado.
Vado in giro di notte.
Scappo da una città che fa troppo rumore.
Dai posti affollati dove mi sento straniero.
Scappo solo.
Assieme agli scoppi del motore.
Che stanotte paiono più nitidi.
Ancora più dolci.
Nel ghiaccio di solitudine che circonda la valle sto al caldo.
E sereno.
Finalmente.
Le mani perdute nel profondo dei buffi coprimanubrio pelosi.
La pancia coperta da cento chili di lana.
Penso che mi piace tanto.
Penso che vorrei avere più tempo.
E meno gente che spinge e grida.
La faccia brucia e gli occhi si difendono con qualche lacrima chiara
che va a perdersi chissadove.
I tornanti della strada hanno il fondo di lucide pietre scivolose.
Lontano, lucine che brillano, indicano un posto piccolino.
Dove la gente sta dormendo.
Sogno che tutta l'aria del mondo sia cosi brillante.
Sogno che persone limpide e forti tornino a vivere
nella città dalla quale sempre più spesso vado via.
Sogno di incontrare occhi scuri ed amici.
Sogno di avere un tempo tranquillo.
e il suono di questo vecchio motore.
Sogno una notte come stanotte."

Carlo Talamo

sabato 10 maggio 2008

Arai RX-7 RR5

Il casco che presento oggi è l'ultimissima novità dell'azienda giapponese Arai, leader mondiale insieme alla connazionale Shoei, nella produzione di caschi ad alte prestazioni per motociclisti. Questa novità l'ho scovata sul sito giapponese dell'Arai e al momento non so dire quando e con che nome il casco verrà distribuito in Italia. Ricordo che il top di gamma per la stagione 2008, in Giappone, è denominato RX-7 RR4 mentre in Europa e America è denominato Corsair. Considerate questo casco come un'anteprima che verrà svelata ufficialmente nel prossimo futuro, in quell'occasione saprò anche essere più esaustivo riguardo altre caratteristiche del casco ed eventuali sue dotazioni.

Da possessore del modello Corsair non posso che lodare questo marchio, sinonimo di qualità ed estrema sicurezza. Da quello che si può vedere nelle slides informative, il casco, rispetto al suo predecessore Corsair, è cambiato nella forma della calotta e nel materiale che la costituisce. Inoltre è diversa la conformazione dei diffuser esterni (che servono per estrarre aria calda dalla calotta, vedi terza foto) e la ventilazione del casco.
L'aspetto più appariscente del casco è la piccola "aletta" posta tra i due diffuser che è possibile regolare nella posizione. In genere questi interventi migliorativi vengono studiati nelle gallerie del vento dove si cerca di incrementare la stabilità e l'aerodinamica del casco alle alte velocità. Altri accorgimenti rispetto al Corsair, risiedono nella forma della visiera e nell'imbottitura del casco che è stata studiata per garantire un maggior comfort. L'RX-7 RR5 è stato collaudato da Shinya Nakano già dall'anno 2005, quando correva con la Kawasaki.

Caratteristica saliente dei caschi Arai è, oltre alla grandissima qualità del casco e alla calzata di riferimento, anche il numero di calotte che vengono prodotte per le singole taglie del casco. I produttori di caschi in genere utilizzano tre calotte per coprire nove taglie (dalla XXXS alla XXXL) mentre Arai arriva fino a 6 calotte prodotte. Questo concetto spero di spiegarvelo meglio in futuro in modo tale che possiate capire bene le caratteristiche tecniche del casco che state acquistando. L' RX-7 RR5 viene prodotto, in versioni monocolore e in otto repliche che vi mostro in basso: Edwards white, Okada, Hopkins, Hayden 2008, Nakano 2008, Mamola, Pedrosa 2008 e Haga.
Il prezzo del casco e il "nome commerciale" lo sapremo tra un pò, ma credo che dovrebbe aggirarsi pressapoco sugli 894 euro del Corsair.

Francè


Caratteristiche del casco:









Edwards white Replica:



Okada Replica:



Hopkins 2007 Replica:



Hayden 2008 Replica:


Nakano 2008 Replica :


Mamola Replica:



Pedrosa 2008 Replica:



Haga Replica:



Foto: Rakuten

venerdì 9 maggio 2008

Garage467 CONNECTION

Garage467 CONNECTION è il nome del sito creato dai costruttori giapponesi dei modellini che presento oggi, dove vengono proposte delle riproduzioni eccezionali di moto da corsa del recente passato. In questo caso si è partiti, come nel caso di alcune realizzazioni di Kim's House Garage, da scatole di montaggio che si trovano in commercio (in questo caso della giapponese Tamiya) per poi migliorare in maniera ancora più precisa e rifinita il kit di base.

In queste foto potete osservare la Yamaha YZR 500 di Wayne Rainey del 1989, splendidamente rifinita nei minini particolari ed inoltre l'unica costruita da zero pezzo per pezzo, la Yamaha YZR-M1 di Barros del 2003 nella particolare colorazione utilizzata per il Gp di Francia dello stesso anno, Rossi in piega sulla sua moto, e infine sempre la Yamaha YZR-M1 di Rossi dell'anno 2005, nella livrea utilizzata nella gara di Valencia, priva delle carene.
Soffermatevi un momento ad osservare cablaggi, adesivi, gomme slick consumate, collettori di scarico colorati, snodi delle leve freno e frizione, e anche i distanziali per le pinze dei freni! Osservate anche l'adesivo della visiera a strappo del casco di Rossi!

Giù il cappello anche per queste moto che sembrano vere! Congratulazioni!

Francè

PS: Nel sito sono presenti altre splendide realizzazioni...seguite il link


Yamaha YZR 500 Wayne Rainey 1989:





Yamaha YZR-M1 Alexandre Barros Gp Francia 2003:





Valentino Rossi "in azione" sulla sua Yamaha YZR-M1 del 2004:






Yamaha YZR-M1 Valentino Rossi Gp Valencia 2005:








Foto: Garage467 CONNECTION

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