sabato 5 aprile 2008

Talamo #11

"La vernice che scottava e toccarla era un piacere.
Il motore incerto e pigro nei primi chilometri.
Ne è passato di tempo e di strada.
Ne abbiamo visto di mondo.
Ne abbiamo avuto di freddo.
E abbiamo riso.
E una volta ti ho spinta per sei chilometri.
E però ci siamo divertiti.
E le rughe non le sento più.
E quel fumo leggero che vien fuori dagli scarichi è senz'altro allegria.
Non può essere olio.
Ma poi ti guardo nel tappo e capisco che hai sete.
Ho sete anch'io e siamo in un bar.
Io dentro che bevo e tu fuori che stai lì.
C'è una ragazza bionda che mi parla.
Io intanto bevo."

Carlo Talamo

venerdì 4 aprile 2008

Moto Guzzi Stelvio 1200 2008

Il segmento delle maxi-enduro nasce effettivamente con la Bmw R 80 G/S del 1980. L'accoppiamento di un telaio di impostazione fuoristradistica con un motore di provenienza stradale ha fatto nascere un filone che, grazie alla capostipite Bmw, poi si è espanso in modo notevole a cavallo degli anni '80-'90, facendo guadagnare le case che avevano in listino moto con queste caratteristiche. A conferma di ciò basti pensare alla Honda Africa Twin, alla Yamaha Tenerè, e alla Cagiva Elefant motorizzata Ducati autentiche regine nel segmento maxi-enduro in quegli anni. Queste moto hanno avuto in questi anni una folta schiera di estimatori (in alcuni casi non considerata dalle case), e negli ultimi anni si è assistito ad una loro ulteriore evoluzione: esse hanno compiuto un ulteriore passo verso le strade asfaltate a beneficio di coloro che vogliono una moto comoda, da usare tutto l'anno, che non invecchia dopo poche stagioni e possibilmente anche molto adatta per i lunghi viaggi.
Le ultime novità in ordine di tempo riguardano la Moto Guzzi Stelvio 1200 di cui mi occupo in questo post, la regina di vendite Bmw R 1200 GS che per la stagione 2008 ha subito un leggero restyling e la Moto Morini Granpasso 1200.

La Moto Guzzi non è nuova in questo segmento. Infatti circa 11 anni fa propose una moto di impostazione simile alla Stelvio, chiamata Quota, che non ebbe molto successo. La Stelvio propone una linea che, devo dir la verità, non mi ha entusiasmato la prima volta che l'ho vista, ma con il passare del tempo i giudizi severi si sono "ammorbiditi" molto. Anzi, la preferisco anche a molte dirette rivali. Devo anche dire però, che il segmento è affollatissimo e quindi stupire con qualcosa di originale è davvero molto difficile. La novità più importante di questa Guzzi sta nel motore: è infatti la nuovissima unità a quattro valvole per cilindro che è già stata installata sulla naked Griso 8V e che mantiene la collocazione longitudinale all'interno del telaio. L'alimentazione è ad iniezione elettronica.
Il passo avanti che ha fatto negli ultimi tempi la Moto Guzzi, grazie alla cura Piaggio, è strepitoso, e questa moto rientra nel piano di rilancio della casa di Mandello del Lario. La moto, che costa 12990 euro, è dotata di componenti di gran qualità come i freni Brembo, cerchi a raggi con canale nero e le sospensioni Marzocchi. La trasmissione finale è ad albero cardanico (chiamato CArdano Reattivo Compatto) che evita l'innalzamento della parte posteriore della moto in accelerazione. Le rivali di questa nuova arrivata sono davvero molte: Bmw GS, Buell Ulysses, Honda Varadero, Suzuki V-Strom, Triumph Tiger, Aprilia Caponord, Benelli Trek, Ducati Multistrada, Morini Granpasso, e Ktm Adventure...insomma come potete notare il settore è combattutissimo e osservando l'impegno che Guzzi ha messo per risollevarsi in questi anni credo che la Stelvio possa tranquillamente far innamorare tantissimi motociclisti.
Sul sito è presente un configuratore utile per tenere d'occhio il prezzo nel caso vogliate equipaggiarla con accessori utilissimi per i viaggi. I colori disponibili sono il rosso, il bianco e il nero.

Francè









Foto: Bikewalls e Moto Guzzi

mercoledì 2 aprile 2008

Agv GP-Tech Rossi 2008 by Drudi Performance & DiD Design

Questo che presento oggi è l'ultimo casco di Valentino Rossi disegnato dal mitico Aldo Drudi. Come potete vedere, il casco presenta i famosi simboli portafortuna del campione pesarese, ovvero il sole e la luna, con la disposizione degli astri che Rossi ha gia usato in uno dei suoi tanti caschi nel 2001: il sole nella parte frontale del casco e la luna dietro.
Nei raggi del sole sono presenti dei simboli caratteristici dei continenti nei quali si corre in questa stagione e la luna è caratterizzata dall'avere interiormente la costellazione del segno zodiacale di Rossi.
Il casco è stato creato con la preziosa collaborazione di Davide Degli Innocenti (DiD Design), che si è occupato anche della complessa e maniacale esecuzione delle grafiche sulla calotta.

La base del casco è il nuovissimo GP-Tech, top di gamma che affianca il famoso "Ti-Tech" ancora usato da tutti gli altri piloti Agv. Il GP-Tech lo potete riconoscere dalla particolarissima forma che ha nella vista di profilo.
Il casco di Rossi è un eccellente esempio di quello che scrivevo un pò di tempo fa: questo elemento protettivo è un vero e proprio totem nel quale il pilota racchiude i suoi portafortuna o notizie di se.
Il casco di Rossi non è ancora disponibile in versione replica, ma dato il successo che hanno ricevuto tutti i caschi di Rossi, non credo tarderà ad arrivare.

Francè

PS: sul sito di Aldo Drudi ci sono delle belle immagini che riguardano la realizzazione del casco. Se vi interessano meglio alcuni dettagli potete seguire il link nella sezione apposita.

PPS: per chi non se ne fosse ancora accorto, dopo l'acquisto lo scorso anno della Agv da parte della Dainese, è stato anche leggermente modificato il logo.







Foto: Rossifumi e Motoblog

martedì 1 aprile 2008

KTM RC8 1190 2008

E' arrivato il momento di parlare della mia terza moto preferita presentata nel 2007. Sto parlando, come potete vedere dalle immagini, della nuova supersportiva bicilindrica della Ktm. Ho sempre un debole particolare per le moto che o si amano o si odiano e questa moto austriaca credo sia un grande esempio. Il design è frutto di Kiska, già noto per aver creato altre Ktm distinguibili da linee molto tese e a spigolo vivo...e questa sua ennesima creazione non sfugge a questi dettami. La moto è riconoscibilissima, soprattutto nella livrea arancione (è disponibile anche bianca), e credo che se avessi la voglia di comprare una carenata sportiva, oltre alla Bmw la "kappa" sarebbe la prima proposta che considererei. Lo scarico spalmato sotto il codone, il codino a punta, il bellissimo forcellone e le bellissime pinze Brembo "monoblocco" arrichiscono di particolarità questa moto nata per correre, ma che ha stupito molti motociclisti sin dal suo debutto come prototipo nella cilindrata 990.
La moto quest'anno correrà il campionato Superstock, che riguarda moto derivate strettamente dalla produzione di serie, e probabilmente l'anno prossimo la RC8 disputerà anche il campionato mondiale Superbike. L'avversaria per eccellenza di questa moto è ovviamente la Ducati 1098, moto davvero molto prestigiosa e con una storia sportiva e commerciale alle spalle piena di gloria. Staremo a vedere come si evolverà questo confronto a due, purtroppo orfano dell' Aprilia RSV 1000.
Per essere la prima moto sportiva di Ktm...a mio avviso hanno fatto davvero un gran lavoro. Spero di riuscire a provarla quanto prima per raccontarvi un pò le mie prime impressioni.

Ah quasi dimenticavo: la Ktm ha approntato anche una serie di parti speciali in collaborazione con la Akrapovic. Tra lo scarico e i vari componenti in fibra di carbonio c'è l'imbarazzo della scelta. L'ultima foto riguarda una RC8 completamente accessoriata con le parti speciali presenti nel catalogo.

Francè

Scheda tecnica

Motore
Motore: 2 cilindri a V 75°, 4 tempi
Cilindrata: 1.148 cc
Alesaggio x Corsa: 103 x 69 mm
Potenza: 113 kW a 10.000 giri/min
Coppia max.: 120 Nm a 8.000 giri/min
Cambio: 6 rapporti
Raffreddamento: a liquido
Frizione: Multi disco in bagno d'olio, azionamento comando idraulico

Ciclistica
Telaio: Tubi di acciaio al cromo-molibdeno verniciato a polvere
Telaietto posteriore: Alluminio 7020
Manubrio: Alluminio
Sospensione ant.: White Power-USD Ø 43 mm
Sospensione post.: White Power-Monoshock
Corsa sospensione ant. / post. : 120 / 125 mm
Freno anteriore: Brembo a quattro pistoncini, pinza radiale, disco Ø 320 mm
Freno posteriore: Brembo a due pistoncini, disco freno Ø 220 mm
Cerchio ant. / post.: Ruote in alluminio 3,5 x 17"; 6 x 17"
Pneumatico ant. / post.: 120/70 ZR 17; 190/55 ZR 17
Catena: X-ring 5/8 x 5/16"
Inclinazione sterzo: 66,7°
Avancorsa: 90 / 92 mm
Interasse: 1430 mm
Altezza minima: 110 mm
Altezza sella non caricata: 805 / 825 mm
Capacità serbatoio: circa 16.5 litri / 3.5 litri riserva
Peso a vuoto di benzina: circa 188 kg










Foto: Motociclismo e Bikewalls

lunedì 31 marzo 2008

Photo #7 - James Haydon

Ecco gli scarichi della Kawasaki ZX-10R di James Haydon che l'anno scorso disputava il campionato britannico Superbike...mica male per intimidire gli avversari!

Francè

Foto: Motorbike Sport

venerdì 28 marzo 2008

Photo #6 - Ben Spies

L' impennata ottenuta grazie alla potenza del motore è, a mio avviso, una delle più belle occasioni da immortalare nel momento in cui si guida in pista...questa foto ritrae ancora Ben Spies nel 2005.
Inutile dirvi che considero questa foto una delle più belle e spettacolari presenti nel mio archivio.
Oltre ad esprimere cattiveria (saranno i gomiti larghi?), sembra quasi che il pilota riesca a domare con difficoltà il suo cavall...ehm la sua Suzuki GSX-R 1000...

Francè

Foto: Superbike Planet

Talamo #10

"Ma c'è ancora un pò d'amore.
Un pò di quel caldo ricordo di pomeriggi passati
ad ascoltare il battito di un motore.
E' rimasto un lieve attimo che ancora scalda il cuore
con un dolce profumo d'olio.
Un brivido sottile, agitato appena
da una vibrazione.
Un suono cupo che scuote e non disturba.
Qualcosa c'è ancora di quelle domeniche spese
a guardare l'asfalto correre lento sotto le ruote.
Un pò di passione è rimasta ancora
in questo mondo
di motori senz'anima e senza carburatori,
con più valvole che centimetri cubici.
Qualcosa, oh si qualcosa è rimasto
e stà di casa qui da noi.
In questa Numero Uno fatta da gente
che con i motori vive.
Come tanto tempo fa.
Quando le cose si facevano con orgoglio.
Quando ci si sentiva bene.
Quando era molto bello giocare con testate
e marmitte e gente che amava tutto questo.
C'è ancora questa gente e ci sono ancora questi motori.
Gente con il cuore e la passione.
E motori con pistoni da camion
e valvole che si schiudono spinte fortemente
da bilancieri che accompagnano la storia
del bicilindrico più vecchio del mondo."

Carlo Talamo

giovedì 27 marzo 2008

Moto Morini Corsaro 1200 Avio Black 2008

Un altro marchio mitico che merita spazio nel mio blog è la Moto Morini. La protagonista di questo post è la Corsaro 1200, una bicilindrica di 1200 cc che ha segnato il ritorno di questo storico marchio di moto nel panorama motociclistico internazionale.
Il caratteristico cupolino con doppio faro e i componenti di qualità come il telaio in tubi d'acciaio Verlicchi, i freni e le ruote Brembo e la forcella Marzocchi donano a questa moto bolognese un grande fascino e un'elevata dose di sportività.

La Corsaro è attualmente prodotta in una serie di versioni che si distinguono fondamentalmente per le prestazioni del motore e per il prezzo d'acquisto. La "Corsaro 1200" e la "Corsaro 1200 Veloce" sono dotate del bicilindrico a V di 87° progettato dalla stessa Moto Morini nella versione da 140 cv.

La versione "Avio", presentata al Salone di Milano del 2007, è invece dotata dello stesso bicilindrico delle moto sopracitate, però con una potenza ridotta a 120 cv. Questa moto rappresenta quindi la "moto d'ingresso" nella gamma Morini e il prezzo è di 10.770 euro. La versione Black è un'altra novità della Casa per questa stagione e riguarda il particolare accostamento cromatico nero-rosso.
La garanzia è di tre anni e la moto può essere accessoriata con le parti speciali "Moto Morini Competizione", che includono oltre all'abbigliamento firmato anche tutta una serie di prodotti studiati per incrementare le prestazioni del mezzo.
Le prime quattro foto riguardano la nuovissima colorazione "Black". Più in basso ci sono le foto della moto nell'altra colorazione disponibile, secondo me, molto più azzeccata.

Link: Moto Morini

Scheda Tecnica


Motore
Tipo: "Bialbero CorsaCorta" bicilindrico a V da 87°, 4 valvole, raffreddato a liquido, distribuzione mista ingranaggi/catena
Cilindrata: 1187 cc
Alesaggio x corsa: 107 x 66 mm
Potenza: 88 Kw - 120 CV @ 8500 giri/mi
Coppia: 102 Nm-10,4 Kgm @ 6700 giri/min
Alimentazione: Iniezione elettronica Marelli con corpo farfallato da 54 mm
Scarico: Impianto di scarico con doppio silenziatore, catalizzatore a 3 vie e sonda lambda
Omologazione: Euro 3

Trasmissione
Frizione: Multidisco in bagno d’olio

Veicolo
Telaio: Verlicchi - traliccio di tubi in acciaio altoresistenziale
Forcellone: Fuso in lega di alluminio
Interasse: 1440 mm
Sospensione anteriore: Forcella Marzocchi upside-down da 50 mm Ø pluriregolabile
Ruote: Brembo Lega leggera
Pneumatico anteriore: Pirelli Diablo - 120/70 ZR 17
Sospensione posteriore: A cinematismo progressivo con monoammortizzatore Sachs regolabile in estensione, compressione e precarico.
Escursione ruota posteriore: 130 mm
Pneumatico posteriore: Pirelli Diablo 180/55 ZR 17
Freno anteriore: Brembo - doppio disco da 320 mm con pinze a 4 pistoncini
Freno posteriore: Monodisco da 220 mm pompa e pinze a 2 pistoncini Brembo
Capacità serbatoio: 18 litri
Peso a secco: 198 Kg
Altezza da sella: 810 mm
Garanzia: 3 anni





Colorazione silver opaco con telaio blu:



Foto: Motociclismo e Moto Revue

mercoledì 26 marzo 2008

Yamaha YZR 500 Photostory

Le moto da corsa che più mi piacciono sono le Yamaha. Un pò perchè hanno sempre proposto innovazioni molto interessanti sia con le due tempi che con le quattro, e un pò perchè le linee delle moto che hanno corso e che corrono tutt'ora uniscono, secondo me, oltre alla funzionalità anche una bellezza particolare. Nonostante non avesse la stessa capacità industriale della Honda, sua eterna nemica sulle piste di tutto il mondo e negli ultimi 30 anni, la Yamaha ha sempre affrontato "periodi bui" a viso aperto, spesso strappando alla nemica, piloti dotati di molto talento che sono poi diventati icone del motociclismo. I piloti più rappresentativi di questa Casa sono stati molti, tra cui in particolare Phil Read, Kenny Roberts, Eddie Lawson, Wayne Rainey, Luca Cadalora e Valentino Rossi. Scusate se ne dimentico qualcuno.

La sigla YZR, identifica le moto da corsa della casa di Iwata, e in questa foto potete vedere qual'è stata l'evoluzione delle moto a due tempi in 30 anni di storia.
L'ultimo campionato disputato da una moto a due tempi è datato 2001. Successivamente il testimone è passato alle moto a quattro tempi di 990 cc, dove la Yamaha, con la sua YZR-M1 ha vinto il campionato mondiale del 2004 e del 2005, anno del cinquantenario della Casa.
Dal 2007 il regolamento prevede la cilindrata di 800 cc, campionato che la Yamaha ha concluso al terzo posto con Valentino Rossi.
Se ci sarà tempo, cercherò di proporre foto più dettagliate delle singole moto, cercando di trovare altro materiale e anche schede tecniche con foto dell'epoca.

PS: cliccate sulla foto per vederla bene.

Foto : Performance Bikes

martedì 25 marzo 2008

lunedì 24 marzo 2008

sabato 22 marzo 2008

Buona Pasqua!

Auguri di Buona Pasqua a tutti i miei lettori !

Talamo #9

"E' notte ancora. Fa freddo.
Però è estate.
Però sono le cinque e mezza di mattina.
Del mio primo giorno di vacanza.
Dopo tante ore spese a guardare il tempo del sonno a scorrere via.
E sono in garage adesso. Che ti guardo.
Che guardo tutti i bagagli stesi a terra.
Tutte le cose che vorrei caricarti addosso.
Per partire, finalmente, in questo primo giorno di libertà.
Per partire alfine per la nostra prima estate assieme.
Ma sei così smilza. Con quella sellina striminzita.
Dove la caccio tutta 'sta roba.
Accucciato per terra rovisto tra le cose.
Lascerò a casa la lattina dell'olio.
Il materassino gonfiabile. E la pompa per gonfiarlo.
Di costumi da bagno ne basta certamente uno.
E le magliette le porterò nere
così puzzeranno uguale, ma si sporcheranno di meno.
O così sembrerà.
La tuta antiacqua d'estate serve a niente e porta anche sfiga.
Come pure la bomboletta per i buchi.
Penso. Rismonto tutta la borsa.
Eppoi ricomincio.
Blue jeans, scarpe da tennis, la vecchia giacca bisunta, due magliette, il costume e lo spazzolino.
La barba la faccio quando torno.
E' tutto.
Sulla forcella lego il barilozzo di cuoio col
necessario per rifare le bielle se dovesse capitare.
Lascio a casa la morsa e il trapano a colonna.
Ecco.
La serranda è chiusa alle mie spalle.
Sono seduto su 'sta cosa nera, bassa, che mi piace tanto.
Chiudo gli occhi un momento. E penso.
Al caldo delle giornate distese davanti.
A strade sconosciute che porteranno dove
nessuno aspetterà.
Guardo verso l'alto.
Le finestre dei palazzi sono coscienziosamente chiuse.
Sono partiti tutti.
L'avviamento elettrico si impunta per un attimo.
Poi la strada si riempie del suono prepotente di
'sto motorone preparato
che gira al minimo sfiammando dallo scarico.
Accendo il piccolo faro anteriore che illumina
tremila chilometri d'asfalto che aspettano me soltanto.
Un' altra estate sta cominciando. "

Carlo Talamo

giovedì 20 marzo 2008

Kawasaki ZRX 400 2008

Un'altra moto abbastanza famosa in Giappone è la Kawasaki ZRX 400 che è sostanzialmente la "sorella minore" del modello "R" di 1200 cc, che è stato venduto anche da noi, e di cui è cessata l'importazione nel 2007 sia per problemi di omologazione alle normative Euro 3 che per i numeri di vendita ridotti. Anche la versione 400, come la 1200, è dotata di un propulsore quattro cilindri frontemarcia. Voglio farvi notare la mitica colorazione "lime green" Kawasaki e i quattro mitici carburatori.
Ricordo che la ZRX-R (solo ZRX in Giappone per la cilindrata 400) nasce come "tributo" alla mitica KZ 1000 con cui il pilota americano Eddie Lawson cominciò la sua carriera agonistica.

Tecnicamente la ZRX è dotata di una forcella tradizionale, doppio freno a disco anteriore Tokico e doppio ammortizzatore posteriore marchiato Kayaba. Molto bello anche il faro quadrato con il piccolo cupolino che sono diventati un marchio di fabbrica di questa moto che penso sia molto divertente su vari percorsi e nello stesso tempo è in grado di farsi notare quando è sul cavalletto.

Francè

PS: ma l'inquinamento delle due ruote è un problema relativo solo al Vecchio Continente?


Kawasaki ZRX 400 2008:




Foto: Kawasaki Japan

mercoledì 19 marzo 2008

Photo #4 - MV Agusta

Sicuramente avrete riconosciuto la moto...anzi l'opera d'arte. Compatibilmente con le mie esigenze cercherò di aprire sezioni dedicate ad altri marchi mitici. MV non mancherà sicuramente. Per ora accontantevi di questa bellissima foto tratta dalle pubblicità MV Agusta dell'anno scorso.

Francè



Foto : Motopicture

martedì 18 marzo 2008

Bezzi #3

Con queste cinque proposte, il mitico Oberdan Bezzi propone un nuovo filone adatto ai motociclisti "nostalgici", ma comunque amanti della moderna meccanica. L'Husqvarna CR 450 Legend, la Yamaha OW 008, e le Ktm GS 450 Classic Series, MC 450 Classic Series e Sm 450 propongono uno stile ispirato alle moto da Regolarità che correvano negli anni '70 quando ancora le moto non venivano scelte in base al Kg in meno o al mezzo cavallo in più. Il tutto condito da una meccanica modernissima.
Sia in versione enduro che supermotard, queste proposte sono in grado di entusiasmare i vecchi e i nuovi appassionati del tassello che cercano qualcosa di diverso, in un settore, dove apparentemente le uniche differenze tra una moto e l'altra sono i colori delle plastiche.
Bisogna aspettare ancora per vederle nella realtà?

Francè






Fonte: Motosketches

Photo #3 - Qatar by night

Questa foto risale a circa 10 giorni fa...ritrae il circuito di Doha, in Qatar, illuminato a giorno dall'impianto costato svariati milioni di euro. Se da un lato è difficile rimanere impassibili a questo spettacolo, dall'altro c'è la constatazione di come, a mio avviso, questo sia un altro orribile esempio dello spreco di denaro quando quest'ultimo straborda a fiumi dalle tasche.
Invece di avere un inutile primato, non era meglio mandare questo ingente fiume di soldi in Africa o in qualche altro posto?
Non contiamo poi il consumo di energia elettrica una volta che l'impianto è operativo...


Foto : Motogp

domenica 16 marzo 2008

Borile CR 500

Umberto Borile può essere considerato un grande appassionato di motociclismo. La sua Passione lo ha portato a costruire a livello artigianale, sin dal 1987, motociclette dotate non solo di una grande personalità ma anche di innovazioni di un certo spessore.

La moto oggetto del post è la 500 Cafè Racer, presentata per la prima volta al salone di Milano nel settembre 1999, che ha riscosso molto successo e che ancora oggi può essere acquistata. Questa moto non è solo unica a livello qualitativo e motoristico ma lo è anche per quanto riguarda la sua collocazione commerciale: non ci sono infatti rivali dirette.
La particolarità di questa motocicletta, oltre alla linea molto pulita e priva di forzature stilistiche, è il motore, un monocilindrico GM che deriva dalle competizioni Speedway. Questo è uno dei pochi casi in cui un motore nasce prima per le corse e poi viene reso adatto all'uso stradale.

Lo Speedway è una specialità motociclistica dove si corre su piste ovali in terra. Il fondo può essere diverso: terra, granito, ghiaia o anche ghiaccio. Su tutte queste superfici i piloti devono far ricorso a tutta la loro abilità per controllare le sbandate e le derapate della moto in curva. In queste competizioni le moto (ultima foto sotto) sono molto leggere, prive di cambio, ammortizzatori posteriori e soprattutto dei freni! La guida è completamente basata sulla derapata che il pilota effettua nell'affrontare le curve.

La CR 500 è dotata di un telaio in tubi in lega leggera, monotrave. La forcella è una Ceriani con steli rovesciati da 41 mm, mentre al posteriore c'è un monoammortizzatore Paioli. La forcella è una Ceriani upside down da 41 mm, mentre al posteriore c'è un monoammortizzatore Paioli. I cerchi in lega Morad sono da 17" e i mozzi della Talon. Per quanto riguarda i freni, essi sono Grimeca: all'anteriore c'è un disco da 315 mm e al posteriore da 220 mm. Ultime due chicche: il serbatoio in alluminio lucidato a mano e il peso di 117 Kg!
La moto è possibile acquistarla on-line al prezzo di 14040.00 euro. Considerando che è completamente assemblata a mano e con cura artigianale, il prezzo mi sembra proporzionato all'esclusività di questa bellissima moto.

Scheda Tecnica:

Motore:
Tipo: Borile monocilindico 4 t raffreddato ad aria testa e cilindro GM
Alessaggio e corsa: 87x84
Cilindrata: 487
Distribuzione: monoalbero a cammes in testa con 4 valvole
Rapporto di compressione: 10,3:1
Carburatore: Mikuni TM Ø36
Accensione: elettronica
Avviamento: a pedale con alzavalvola manuale
Lubrificazione: con pompa trocoidale nella coppa dell'olio
Cambio: in blocco a 5 rapporti
Frizione: multidisco in bagno d'olio
Trasmissione primaria: ingranaggi
Trasmissione finale: a catena

Ciclistica:
Telaio: monoculla con tubi tondi in lega leggera 7020
Sospensioni:
anteriore: forcella Ceriani a steli rovesciati Ø 41, corsa 130, inclinata di 27,5° avancorsa 116 mm.
posteriore: monoammortizzatore Paioli senza leveraggi corsa 145 mm.
Freni: ant. a disco Ø 315 mm.
post. a disco Ø 220 mm.
Cerchi: ant. 17x3,5
post. 17x4,5
Pneumatici: ant. 120/70 x 17
post. 150/70 x 17

Dimensioni e peso:
Lunghezza: 1990 mm.
Larghezza: 720 mm.
Altezza: 1120 mm.
Altezza sella da terra: 850 mm.
Altezza minima da terra: 200 mm.
Interasse: 1400 mm.
Capacità serbatoio: 8,5 lt.
Peso a secco: 117 Kg.
Borile CR 500:




Moto da Speedway:


Foto: Borile e K&N Filters

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