sabato 8 marzo 2008

Talamo #7

"Forse è un incantesimo.
Forse m'hanno fatto la fattura.
Forse devo andare dal medico.
Forse lo trovo bravo. Il medico.
Forse mi guarisce.
Forse torno ad apprezzare la vita.
Forse capisco finalmente che il mondo corre avanti.
Forse scopro che non ci si può rintanare tra le braccia
di tre quintali di ferro e saldature.
Forse mi evolvo e mi intelligentisco un poco.
Forse lo faccio per davvero.
Forse lo faccio già domani.
Forse, invece me ne frego.
E continuo così.
A scuotere il culo su 'sto telaio senza sospensioni.
A godere di quanto sei nera.
A sbattermene di quelli che ti prendono in giro.
Che prendono in giro anche me.
Continuerò a parlarti aspettando le tue risposte.
E continuerò a dirlo sapendo che nessuno mi crede.
Me ne fregherò di sembrarti scemo o furbo.
E' il momento di essere chiari. Come sei chiara tu.
Credo sia il momento di tirare fuori quello che si è.
Anche se non piace.
Anche se convince solo pochi.
Me ne frego.
Me ne frego del target, delle masse, dei numeri, dei
"pezzi" da vendere.
Io sono stupido.
Continuo a chiamarle persone.
Continuo a chiamarle
motociclette.
Perchè a me le persone piacciono.
Perchè a me le motociclette piacciono.
Così mi piaci tu. Che sei così nera.
Che t'ho raccattata da sotto a un camion tutta pesta dopo un incidente.
E non t'ho buttata via. Non t'ho venduta a pezzi.
E non ti vendo
neanche adesso.
Sto assieme a te.
Me ne vado in giro per i viali di periferia quando fa buio.
E guardo i palazzoni con le finestrine illuminate.
E sento le buche di questa città.
E penso che c'è qualcuno che crede in quel che dico.
E penso che mi sento meno solo.
Eppoi smetto di pensare. Perchè è tardi.
Fa freddo.
Sono in riserva.
L'inverno è cominciato.
Domani ti scalderò più a lungo prima di uscire."

Carlo Talamo

venerdì 7 marzo 2008

Roland Sands 450 SuperSingles

Ricordate il post della Moriwaki MD 250H? Auspicavo che l'engineering giapponese utilizzasse i monocilindrici cross nella cilindrata di 450 cc dato che con la mia mole, il motore di cilindrata ridotta unito alle dimensioni compatte della moto, non penso avrebbe potuto regalarmi molte emozioni.

In America l'idea di realizzare moto sportive con motori da cross di 450 cc era già in una fase avanzata e infatti, Roland Sands, noto preparatore americano che forse ricorderete per aver realizzato una custom con il motore V5 creato per la Motogp dalla squadra di Kenny Roberts, ha realizzato questi quattro prototipi di cui uno, basato sul mono Yamaha, è gia in vendita al prezzo di 15000 dollari. Dal sito americano non appare una possibile omologazione per l'uso stradale, come del resto le moto da cross da cui derivano.
La particolarità di questa realizzazione americana rispetto alla giapponese sta nell'impiego di telai direttamente presi dalle moto da cross! Infatti, come potete notare dalla kawasaki in foto, la "doppia culla" che abbraccia il motore cosi come il forcellone sono gli stessi! Questo perchè le quote geometriche delle moto da cross sono sostanzialmente simili a quelle delle moderne supersportive. Tutti i lavori per la realizzazione di questi ibridi sono stati effettuati in modo tale da mantenere le quote ciclistiche originarie dei rispettivi modelli off-road. Inoltre, non sono dotati di avviamento a pedale per fare il verso alle moto da corsa di cilindrata maggiore.
Nel caso dei prototipi Honda, Kawasaki e Yamaha le carene adottate sono state realizzate ispirandosi alle moto da gran premio mentre nel caso della Suzuki le sovrastrutture sono di una RGV 250. Il vantaggio di questa realizzazione americana, rispetto a quella giapponese consiste fondamentalmente nell'utilizzare le ciclistiche da cross senza modifiche; ciò permette di avere un risparmio in termini di costi e collaudi. Nel caso della Yamaha, se seguite il link potete trovare tutte le modifiche che sono state fatte per trasformare la moto.

Considerando il prezzo di circa 12000 dollari per la Moriwaki, il valore della special Yamaha può sembrare un pò alto, ma considerando la realizzazione praticamente artigianale, i pezzi speciali, e il fatto di non essere direttamente collegati con Yamaha (al contrario di Moriwaki con Honda) credo che il costo sia abbastanza giustificato.

Francè

Link: Roland Sands



Yamaha:


Suzuki:


Kawasaki:


Honda:

Foto: Roland Sands e Motorcycle Usa

mercoledì 5 marzo 2008

X-Lite X-801 RR Replica Legend 2008

Una delle più belle novità per il 2008 in tema di caschi è rappresentata dalla X-Lite che sulla base dell'X-801 RR, casco top di gamma della casa italiana, ha proposto le repliche di piloti famosissimi che hanno corso nel passato. Al già noto replica Agostini si sono aggiunti infatti le repliche di Mike Hailwood, di Johnny Cecotto, di Franco Uncini e di Marco Lucchinelli. Del mio idolo Barry Sheene purtroppo ancora niente, ma lancio un appello alla X-Lite sperando che questa grafica venga aggiunta al più presto. Le caratteristiche tecniche del casco potete leggerle al seguente link. L'X-801 RR è un casco racing, sviluppato in pista dai piloti che corrono per l'azienda italiana, di vintage ci sono solo le grafiche!
Se non metteranno in produzione il casco di Sheene, credo che quello di Lucchinelli possa fare al caso mio...

Francè

PS: se la X-Lite legge il blog e mi manda un casco vi racconto anche come va :D


Replica Lucchinelli:


Replica Hailwood:


Replica Uncini:


Replica Agostini:


Foto: X-Lite

martedì 4 marzo 2008

Yamaha RZ 50 2008

Le moto di cilindrata molto piccola non hanno mai provocato in me un'emozione particolare. Però ci sono delle eccezioni. Questa Yamaha RZ 50 che viene venduta nel solo Giappone è una di queste. Non so chi abbia disegnato questa moto ma penso che si sia ispirato alle varie Aspes Yuma e Morini Corsarino ZZ, che hanno fatto stragi di cuori negli anni '70.

Il lungo serbatoio è un elemento troppo bello per non essere citato cosi come il piccolo codino monoposto. Da quello che posso notare il motore è un monocilindrico raffreddato a liquido due tempi e i freni sono misti: all'anteriore c'è un freno a disco e dietro un tamburo.
Le uniche modifiche che farei a questa piccola "zanzara" sono i semimanubri e la colorazione Yamaha-Usa giallo-nera della TZ di Kenny Roberts che correva negli anni 70.
Se magari poi la Yamaha reinserisse il 4 cilindri a V a 2 tempi della mitica RD 500 del 1984...

Francè

Yamaha RZ 50 2008:





Foto: Yamaha Japan

lunedì 3 marzo 2008

Triumph Speed Triple 955 by Pettinari

La bellissima special che vedete in foto è stata costruita nell'officina Pettinari a Cinisello Balsamo in provincia di Milano. La base di partenza di questa special è una Triumph Speed Triple 955, commercializzata dal 2002 al 2004, nella quale è stato inserito il forcellone bibraccio della Triumph Daytona 955 del 2002 e a cui sono state apportate, inoltre, una serie di modifiche che hanno migliorato le già esuberanti prestazioni del motore tricilindrico e cambiato radicalmente il look generale. Il motore oltre ad aver subito una lavorazione della testata è stato dotato di filtro aria BMC e scarico 3 in 1 Zard. Il codone della moto proviene da una Speed Triple 1050 con sottocoda Mad Doctor. Le ruote a raggi sono Alpina, e il faro anteriore è un Lucas . Completano la dotazione della moto una serie di accessori quali la pompa freno radiale Discacciati, i paratelaio Evotech e il manubrio, i riser, gli specchietti e il serbatorio pompa freni tutti Rizoma. La parte più "impressionante" di questa moto è il favoloso serbatoio artigianale in alluminio, che con le sue forme inedite rende la moto classica e sportiva al tempo stesso.
Nonostante ritenga che la Speed debba avere assolutamente due fari separati voglio fare i più vivi complimenti agli ideatori di questa special!

Link : Pettinari








Foto: Triumph che passione

domenica 2 marzo 2008

Ducati MH 900E 2000

Al salone di Monaco del 1998 la Ducati presentò la concept MH 900E nata per celebrare la vittoria del titolo mondiale TT1 del 1978 all'Isola di Man conquistato ad opera dell' inglese Mike Hailwood, considerato da molti il più forte pilota della storia. La sigla prende spunto proprio dalle iniziali del campione.
La moto venne messa in produzione circa 2 anni dopo, in tiratura limitata per 2000 appassionati al prezzo di circa 15000 euro. Inoltre, era possibile acquistarla solo attraverso Internet e questa scelta voleva rappresentare una sorta di connubio tra innovazione e tradizione.

La moto fu disegnata da Pierre Terblanche, che qualche mese fa ha lasciato la Ducati. Come tutte le creazioni in tiratura limitata nate a Borgo Panigale, anche questa "rossa", a mio avviso, ha un fascino intramontabile.
La moto era equipaggiata con il bicilindrico a “L” di 900 cc, a due valvole per cilindro con distribuzione desmodromica. Inoltre il telaio a traliccio e il forcellone monobraccio in tubi con ammortizzatore Paioli, erano elementi inediti e non derivati da motociclette esistenti nella gamma di allora.
La linea, gli scarichi che si prolungavano dal succinto codino, il logo Ducati anni '70 disegnato da Giugiaro, "l'involucro" del basamento ispirato a quello dei bicilindrici a coppie coniche, si abbinavano a freni Brembo da 320 mm e sospensioni upside down da 43 mm.
La moto ebbe un successo strepitoso e in pochissimo tempo tutti gli esemplari programmati andarono esauriti.

Francè


Scheda tecnica

MOTORE
Tipo: bicilindrico a L, distribuzione desmodromica 2 valvole, raffreddamento aria
Cilindrata: 904 cc
Alesaggio x Corsa: 92 x 68 mm
Rapporto di compressione: 9,2:1
Cv: 75 CV - 55 kW @ 8000giri/min
Coppia: 7,8 kgm-76 Nm @ 6500 giri/min
Accellerazione 0-400 m : 11,960 sec.
Velocità massima : 214 Km/h
Alimentazione : iniezione elettronica
Scarico : silenziatore in acciaio
Cambio: 6 marce
Ratio: 1° 37/15, 2° 30/17, 3° 28/20, 4° 26/26, 5° 24/23, 6° 23/24
Trasmissione primaria Ingranaggi a denti diritti; rapporto 1,84
Trasmissione secondaria: catena ; Pignone 15 ; Corona 38
Frizione: multidisco a secco con comando idraulico

CICLISTICA
Telaio: traliccio in tubi d'acciaio
Interasse: 1415 mm
Inclinazione cannotto: 23,5°
Sospensione anteriore: 43 mm forcella a steli rovesciati
Escursione ruota anteriore: 120 mm
Ruota anteriore: lega leggera 5 razze 3,50x17
Pneumatico anteriore: 120/60 ZR 17
Sospensione posteriore: forcellone monobraccio a traliccio in tubi d'acciaio, monoammortizzatore Paioli
Escursione ruota posteriore 100 mm
Ruota posteriore: lega leggera a 5 razze 5,50 x 17
Pneumatico posteriore: 170/60 ZR 17
Freno anteriore: 2 dischi semiflottanti da 320 mm in acciaio; pinze 30/34 mm a 4 pistoncini
Freno posteriore: disco da 220 mm, pinza a 2 pistoncini
Capacità serbatoio: 8,5 l
Peso: 186 kg
Altezza sella: 825 mm
Strumentazione: contachilometri digitale con orologio, contagiri, analogico, spie luci per abbaglianti, frecce, pressione olio, folle, riserva carburante





Foto : 2ri

venerdì 29 febbraio 2008

Aprilia Blue Marlin Concept 2001

Nel 2001, l'Aprilia, allora capitanata da Ivano Beggio, figlio del fondatore dell'azienda di Noale, presentò una moto molto particolare denominata Blue Marlin. In quel periodo, l'attività dell'azienda nell' ambito delle moto di grossa cilindrata era molto prolifica, dato che la RSV Mille, moto sportiva con cui l'Aprilia aveva dimostrato al mondo intero la sua capacità di progettare e produrre moto "grandi", cominciava ad ottenere un certo successo in ambito commerciale, soprattutto a livello europeo. La gamma di moto oltre i 650 cc all'inizio del 2000, quindi, cominciava ad espandersi con moto nel loro "segmento" innovative, RST Futura e Caponord su tutte, dotate del medesimo motore che equipaggiava la RSV, ovvero il bicilindrico a V di 60° prodotto in collaborazione con l'austriaca Rotax.

La voglia di esplorare nuovi segmenti portò alla realizzazione della naked-roadster Blue Marlin, il cui design venne affidato alla francese Boxer Design, che ha disegnato recentemente anche alcune Voxan, azienda produttrice di moto transalpina relativamente giovane. La Blue Marlin era dotata del bicilindrico Rotax di 1000 cc, in grado di sprigionare 130 cavalli all'albero, e nonostante fosse nato per essere coperto da una carenatura, in questa realizzazione si "amalgamava" bene alle linee tese della moto. Il serbatoio chilometrico lasciava intendere una chiara ispirazione alle moto da corsa degli anni passati in cui "stendersi" sul serbatoio alla ricerca della migliore penetrazione aerodinamica era d'obbligo per migliorare la velocità massima. Oltre al bellissimo forcellone in tubi, al codino inesistente e agli splendidi scarichi, la moto era completata da sospensioni Ohlins e freni Brembo. Il fanale anteriore derivava dalla Pegaso 650, enduro stradale monocilindrica di successo. Ciò lascia suppore che qualche idea di metterla in produzione c'era...purtroppo ciò non è avvenuto.

Francè







Foto : Infomotori

Talamo #6

"Non desideravo molto dalla vita.
Soltanto morire un pò meno scemo di come ero nato.
Un traguardo non
troppo impegnativo.
Mi sono sforzato
in questi ormai troppi anni.
Ho
cercato di crescere.
Di sviluppare
delle qualità minime.
Ho tentato
tutto per evolvermi, modificarmi.
Ho
letto libri ed ho viaggiato tanto.
Mi
sono interrogato ed ho interrogato gli altri.
Qualche volta, un pò di blu
sull'orizzonte mi ha dato speranza.
Ma poi, ma poi mi osservo meglio,
guardo più profondamente in quel che sono
e la verità torna a vincere
sulla menzogna.
Non sono cambiato.

Nulla è cambiato.
Morirò scemo così
come sono nato.
Avevo due anni e
correvo per la casa come una
Formula Uno ubriaca urlando il
rumore del motore e facendo il verso
delle gomme che fischiano quando
giravo l'angolo del corridoio.
Avevo
otto anni e dormivo con la bicicletta
nel letto e la collezione di Dinky Toys sotto il cuscino.
A quattordici anni la
scia d'olio che andava dalla porta di
ingresso alla porta dell'armadio in
camera mia faceva scoprire immediatamente a mia madre
dove stava
nascosto il motore dell'Italjet.
E
adesso che a vele spiegate corro verso i miei quarant'anni,
adesso
capisco che nulla è cambiato.
Gioco
come allora.
Con le stesse cose che
mi appassionavano allora.
Ero più
piccolo ed erano più piccoli i miei giochi.
Ecco, non sono cambiato. Nè
migliorato.
E forse è peggio di così:

una volta per un compleanno, per Natale o per un dentino perso
piovevano regali.
Adesso anche se
appoggiassi tutta la dentiera sul balcone
nessun topino pagherebbe le rate dell'ultimo gioco."

Carlo Talamo

giovedì 28 febbraio 2008

Yoshimura Katana 1135 R

Al Salone di Colonia del 1980 la Suzuki presentò una moto, che per l'epoca era, a livello di design, molto avanti rispetto alla concorrenza. La moto si chiamava GSX-S Katana ed era dotata di un quattro cilindri in linea raffreddato ad aria di 1100 cc di cilindrata.
Il design fu commissionato alla Target Design, centro stilistico europeo. Inizialmente la moto ebbe pochissimo successo, perchè il pubblico non era ancora abbastanza maturo per "accettare" una moto per l'epoca molto innovativa. Nonostante tutto, la moto, successivamente sviluppata dalla Suzuki in altre versioni di cilindrata minore ha finito la sua carriera produttiva nel 2001 (nella versione 1100), nel solo Giappone, in una serie finale di pochi esemplari.

La Yoshimura, azienda che noi oggi conosciamo per la produzione di impianti di scarico e parti speciali, in Giappone è anche un vero e proprio costruttore di special su base Suzuki, in esemplari unici e in piccolissima serie.
La moto che presento oggi è appunto una rivisitazione della mitica Katana 1100. I tecnici Yoshimura hanno portato la moto a 1135 cc e l'hanno dotata di una serie di parti speciali costruite da loro che rendono questa moto cattivissima e, a mio avviso, ancora molto attuale nonostante l'età. Notate lo splendido forcellone con capriata di rinforzo inferiore, la splendida piastra di sterzo, i quattro carburatori con cornetti in alluminio, e i cerchi Magtan.
Altra raffinatezza degna di nota: il logo Yoshimura in rilievo sul serbatoio.

Francè






Foto: Yoshimura Japan

lunedì 25 febbraio 2008

Kim's House Garage

Dopo la Minichamps, come vi avevo anticipato, è il turno dei "costruttori" veri e propri, cioè di appassionati (per lo più giapponesi) che sono in grado di realizzare capolavori dal nulla o avendo come base scatole di montaggio.
Il proprietario del "garage" è Kinichi Karube e nel suo sito, purtroppo in giapponese, potete osservare con quanta maestria, bravura e passione riesce a costruire modelli mitici partendo da kit di montaggio grezzi. Molto spesso può accadere, che alcuni modelli particolari non siano presenti sotto forma di scatole di montaggio, per cui questi costruttori si basano su modelli simili (o derivati) da quello da realizzare (e ovviamente presenti in kit), per poi creare dal nulla o con altri mezzi i pezzi necessari al completamento del modello prescelto o per rifinirlo in alcuni particolari.
E' il caso delle tre moto sotto (infatti se seguite il link, noterete nel sito alcune realizzazioni con la scritta "kit modificato").
La bravura di questo appassionato consiste, quindi, non solo in una perfetta riproduzione delle moto e delle verniciature ( e in alcuni casi nella creazione di parti nuove) ma anche nella perfetta capacità di "disegnare" sulle moto effetti di usura quali ruggine, scarichi opachi, e anche ruote sporche! Il lavoro a mio avviso è maniacale e la cura nel dettaglio talmente elevata quasi da non saper distinguere il modellino dalla moto vera!
Nel sito sono presenti, inoltre, anche consigli su come costruire parti della moto come telaio, motore e ruote.

Ho pubblicato le foto della Kawasaki Mach III 500, della Ducati 750 che corse a Imola nel 1972 con Smart e Spaggiari e la Kawasaki KZ 1000 S con cui Eddie Lawson gareggiò in America.
Se volete osservare le altre splendide realizzazioni seguite il link. Credetemi non ve ne pentirete.

Congratulazioni Kinichi!

Francè


Kawasaki Mach III 500 :




Ducati 750 Imola 1972 :





Kawasaki KZ 1000 S Lawson :




Foto : Kim's House Garage

venerdì 22 febbraio 2008

Aprilia V4 Race Machine 2008

Oggi a Milano è stata svelata, in anteprima mondiale, l'Aprilia V4 Race Machine che l'anno prossimo debutterà nel mondiale Superbike. La moto è dotata di un inedito, per la casa di Noale e nel panorama internazionale, quattro cilindri a V di 65° di 1000 cc. Seguendo l'impiego di elettronica che contraddistingue il nuovo corso dei modelli nati a Noale, la nuova V4 sarà dotata di tecnologia Ride by Wire integrale. Data l'elevata potenza in gioco, si parla di oltre 200 cv per il modello da corsa, l'impiego di avanzate soluzioni elettroniche e non per la gestione di queste potenze diventa obbligatorio. Nel corso del 2008 dovrebbe avvenire la presentazione del modello definitivo.
Ricordo che l'Aprilia ha già corso in Superbike. L'ultimo anno di corse è stato il 2002, quando l'allora punta di diamante della casa veneta era la mitica RSV Mille guidata dall'altrettanto mitico Noriyuki Haga.

Francè



Haga in azione nei test del 2002:


Foto: Motoblog e Motocorse

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