venerdì 29 febbraio 2008

Talamo #6

"Non desideravo molto dalla vita.
Soltanto morire un pò meno scemo di come ero nato.
Un traguardo non
troppo impegnativo.
Mi sono sforzato
in questi ormai troppi anni.
Ho
cercato di crescere.
Di sviluppare
delle qualità minime.
Ho tentato
tutto per evolvermi, modificarmi.
Ho
letto libri ed ho viaggiato tanto.
Mi
sono interrogato ed ho interrogato gli altri.
Qualche volta, un pò di blu
sull'orizzonte mi ha dato speranza.
Ma poi, ma poi mi osservo meglio,
guardo più profondamente in quel che sono
e la verità torna a vincere
sulla menzogna.
Non sono cambiato.

Nulla è cambiato.
Morirò scemo così
come sono nato.
Avevo due anni e
correvo per la casa come una
Formula Uno ubriaca urlando il
rumore del motore e facendo il verso
delle gomme che fischiano quando
giravo l'angolo del corridoio.
Avevo
otto anni e dormivo con la bicicletta
nel letto e la collezione di Dinky Toys sotto il cuscino.
A quattordici anni la
scia d'olio che andava dalla porta di
ingresso alla porta dell'armadio in
camera mia faceva scoprire immediatamente a mia madre
dove stava
nascosto il motore dell'Italjet.
E
adesso che a vele spiegate corro verso i miei quarant'anni,
adesso
capisco che nulla è cambiato.
Gioco
come allora.
Con le stesse cose che
mi appassionavano allora.
Ero più
piccolo ed erano più piccoli i miei giochi.
Ecco, non sono cambiato. Nè
migliorato.
E forse è peggio di così:

una volta per un compleanno, per Natale o per un dentino perso
piovevano regali.
Adesso anche se
appoggiassi tutta la dentiera sul balcone
nessun topino pagherebbe le rate dell'ultimo gioco."

Carlo Talamo

3 commenti:

  1. le ultime parole di questa "poesia" mi hanno fatto capire che forse il mio approccio é sbagliato: piuttosto che aspettare di finire i lavori e casa per ri-comprarmi, me la prendo subito a rate e sti cavoli se mi costerá un pó di +

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  2. Ahahahah,parole sante!Mi ci rispecchio in pieno...

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  3. Stupenda pure questa.

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