sabato 30 aprile 2011

giovedì 28 aprile 2011

Harley XL 1200 S 2001 by Pride and Joy Motorcycle

Chi segue anche "Planet Japan Blog" avrà già avuto modo di vedere questa Harley Sportster del 2001, realizzata dalla giapponese "Pride and Joy Motorcycle".

La moto è sostanzialmente standard ad eccezione dei cerchi a raggi Excel (di diversa misura rispetto agli originali), della trasmissione finale a catena (invece che a cinghia), dei nuovi scarichi "side by side" a cono, del manubrio e della verniciatura.

La gamma Sportster, nella cilindrata 1200, è orfana già da qualche anno della variante "Roadster" e una moto come la special oggetto del post, con qualche ritocco, potrebbe rappresentare una variante più vicina al genere "classic naked".
La variegata offerta delle Sportster 1200 infatti, comprende il genere bobber, quello custom e quello dirt track ma non soddisfa in pieno coloro che vogliono una Harley classica, poco appariscente e un pò distante dall'immagine custom, propria delle moto di Milwaukee.

Notate in particolare come le diverse dimensioni del pneumatico posteriore ed i nuovi scarichi siano in grado di dare un look diverso alla Sporty.

Potrebbe avere successo una moto del genere secondo voi?

Francè













Harley-Davidson Sportster 1200:


Foto: Bikebros, Pride and Joy Motorcycle e Google

mercoledì 27 aprile 2011

KTM 525 EXC by Roland Sands

Roland Sands, celebre tuner americano molto famoso nel mondo del motociclismo, non è nuovo a trasformazioni che contemplano i monocilindrici da cross: qualche anno fa infatti, vi mostrai delle splendide moto da corsa, dotate di mono da off-road di 450 cm3, che in un certo senso prefiguravano la categoria Moto3 che dall'anno prossimo sostituirà la classe 125.

L'ultima realizzazione in ordine di tempo della RSD è basata su una Ktm 525 Supermoto, trasformata, per volontà del suo proprietario che si è affidato all'estro di Sands, in una splendida cafè racer.
Tutte le sovrastrutture sono state realizzate in alluminio e verniciate da Chris Wood dell'AirTrix con uno splendido "Candy Orange Metal Flake": il look complessivo lo definisco superbo anche se traspare ancora il cromosoma a ruote tassellate.

Lo scarico a megafono che percorre la moto sul lato destro è prodotto dalla FMF mentre il telaietto reggisella è stato modificato per ospitare la batteria e la parte elettronica della moto. Nuovi i cerchi a raggi verniciati di nero con nippli di colore arancione, il faro con la piccola "unghia" superiore e le pinze ad attacco radiale. Le sospensioni sono state riviste per l'uso decisamente più mansueto rispetto a quello motard.

Splendida!

Francè














Foto: Roland Sands Design

martedì 26 aprile 2011

Corso di sospensioni by Andreani Group International

Saper regolare le sospensioni della moto l'ho sempre considerata un'arte per pochi. Oltretutto, l'estrema importanza che questi componenti svolgono sulla dinamica della motocicletta ed i parametri geometrici che si riescono a variare con semplici "click", hanno sempre suscitato in me un certo timore nello svolgere qualsiasi tipo di modifiche su questi organi della moto.

La settimana scorsa, complice un'offerta presente su una rivista, ho partecipato ad un corso di sospensioni tenutosi dai ragazzi dell'Andreani Group International, azienda da anni al vertice nel mondo delle competizioni per quanto riguarda la messa a punto delle sospensioni. Il corso si è svolto a Pesaro, nella sede dell'azienda che oltre ad occuparsi a tempo pieno di corse, distribuisce sul mercato diversi marchi tra cui Ohlins, Termignoni, Marchesini e Marzocchi, solo per citare i più famosi.


Il corso, tenuto da Mirko Ferri, tecnico delle sospensioni con un'esperienza ventennale nel mondo del motociclismo da competizione, è stato suddiviso in diverse tematiche, tutte approfondite con l'ausilio di materiale visivo che ha semplificato la spiegazione dei concetti enunciati. La lezione è durata una giornata intera, intervallata da pause caffè e da un pranzo, consumato in un ristorante a 100 mt dall'azienda.

Il primo argomento trattato ha riguardato l'ammortizzatore, non solo da un punto di vista meccanico, ma anche evolutivo. Mirko ha enunciato nel dettaglio il funzionamento di un ammortizzatore "classico", dell'attuale TTX sviluppato dalla Ohlins, e di quello della prossima generazione, al momento in fase di collaudo.Non sono mancate puntualizzazioni riguardo l'olio, la taratura, il funzionamento alte/basse velocità, il tutto coadiuvato dalle domande di noi allievi a cui Mirko ha risposto senza batter ciglio.


Non poteva mancare un'ampia trattazione sulla forcella, anch'essa esaminata dal punto di vista storico e da quello funzionale: idraulica, precarico e olio sono stati i concetti cardini di questo argomento che ha riguardato anche la regolazione. In questo caso è venuta in aiuto anche la cartuccia di una forcella per aiutare l'apprendimento, a prima vista di non immediata comprensione.

Dopo il pranzo, abbiamo affrontato il tema delle geometrie: un programma al pc ha permesso di notare in modo chiaro quali sono le grandezze che vengono modificate in una moto moderna sottoposta a sfilamenti di forcella o ad un cambio di altezze. E' stato visto nel dettaglio anche il funzionamento del "tiro catena" e dell'angolo di sterzo.

Il corso si è concluso con tre "chicche": il funzionamento reale di un ammortizzatore e di una forcella, posti su due banchi, che si muovevano simultaneamente ad un video on-board trasmesso nella sala, un approfondimento sulla telemetria e sui vari parametri che vengono registrati normalmente (attraverso dei sensori) posti sulle moto da corsa, ed una dimostrazione al "Motoraving", simulatore nel quale si è vista l'influenza delle regolazioni e del noto "chattering".


Gran bella esperienza, che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliano chiarirsi le idee riguardo l'affascinante mondo del set-up della moto.

Francè


Foto: Andreani Group International