mercoledì 24 febbraio 2010

Yamaha Stratoliner Deluxe 2010

Sul suolo americano le "cruiser" rappresentano una ricca fetta dell'immatricolato moto e non è un caso che tutti i costruttori giapponesi e anche qualcuno europeo, abbiano a listino modelli espressamente concepiti per i motociclisti d'oltreoceano, dove il motto "bigger is better" è sempre valido.

Le custom giapponesi "oversize" che abbiamo modo di osservare (in tutta onestà abbastanza sporadicamente) sulle nostre strade, spesso vengono allestite in diverse versioni per il mercato americano, caratterizzate da una stessa base tecnica e diversi livelli di accessori.
La Yamaha Stratoliner, questo il nome della custom che in Europa abbiamo conosciuto nel 2008 con la sigla XV 1900 A, ha ricevuto per il 2010 e per il solo territorio americano, un allestimento denominato "Deluxe".

Yamaha XV 1900 A 2008:

Rispetto alla custom "base" la Deluxe si differenzia per diversi particolari quali l'enorme parabrezza che avvolge quasi completamente il pilota, le valigie rigide integrate nella carenatura e la predisposizione di un impianto stereo: tutti accessori già conosciuti su tourer Bmw e faraoniche cruiser Harley-Davidson.
Tutte queste chicche, abbinate all'enorme coppia del bicilindrico a V di 1854 cc raffreddato ad aria, con distribuzione ad aste e bilancieri e quattro valvole per cilindro, permettono un comfort regale nel macinare km e anche un certo "coinvolgimento emotivo" nel pilotare una moto con due cilindri da quasi 1000 cc cadauno!

L'elemento che più mi ha colpito di questa cruiser extralusso Yamaha, disponibile nella sola livrea nera, è stata la somiglianza stilistica con una moto davvero molto particolare prodotta negli anni '60: la Vincent HRD Black Prince del 1955.
La versione carenata della moto più performante degli anni '50 (capace di infrangere già allora il muro dei 200 km/h) ebbe scarso successo perchè "troppo avanti" per i gusti dell'epoca.

Probabilmente il paragone con la Vincent era più azzeccato per una moderna moto da viaggio, ma diversi elementi quali la livrea, lo schema bicilindrico a V del propulsore, la carena con il faro integrato e solidale al manubrio, lo scarico due in uno sul lato destro e non ultima la ruota posteriore completamente "coperta" mi hanno suggerito questo "connubio" stilistico e virtuale a quasi 60 anni di distanza...

Francè













Vincent HRD Black Prince 1955:


Foto: Yamaha USA, Motorcycle-Usa e cmmilanese

lunedì 22 febbraio 2010

Harley Dyna 2001 Special by Tramp

Al Cafè avete già avuto modo di osservare special "made in Japan" su base Harley Davidson, molto curate sia sotto l'aspetto meccanico che estetico. In Giappone le twin americane riscuotono grande successo ed è innegabile che la mania della customizzazione abbia coinvolto anche i centauri dagli occhi a mandorla.
La Tramp, atelier nipponico specializzato nella customizzazione delle bicilindriche di Milwaukee, ha costruito una special che ha come base la Dyna Super Glide Sport del 2001 (foto sotto) che mi ha davvero colpito.

La twin americana è diventata, con poche ed azzeccate modifiche, una pura "roadster" abbandonando del tutto la paciosa aria tranquilla da custom mangiachilometri.
La linea di questa Dyna è cambiata essenzialmente grazie al codone posteriore che ha slanciato non poco la linea della moto e, grazie all'utilizzo di nuovi cerchi a razze e della catena di trasmissione, reso anche più moderno il look.
I particolari che meritano di essere citati sono molteplici: lo splendido scarico due in uno, l'adozione di freni Brembo sia all'anteriore che al posteriore, il nuovo serbatotio con tappo di rifornimento "asimmetrico" e i nuovi ammortizzatori.
Le uniche note stonate, a mio avviso, sono da ricercare esclusivamente nel groviglio di tubi posizionati in prossimità del manubrio e nella forma del gruppo ottico posteriore e degli indicatori di direzione.

Spero che possa comparire presto una roadster di questo tipo nella gamma Harley!

Francè









Foto: Virgin-Harley e Totalmotorcycle

venerdì 19 febbraio 2010

Akrapovič Movie

Lo splendido video mostra le fasi del complesso iter realizzativo che porta alla creazione di performanti sistemi di scarico per motociclette ad alte prestazioni.
Il filmato, realizzato dalla slovena Akrapovič, permette di osservare soprattutto la cura e la precisione con cui vengono progettati, realizzati e collaudati gli scarichi probabilmente più famosi, nel mondo delle competizioni e dell'aftermarket, dell'ultimo decennio.
L'idroformatura, l' imbutitura e le varie lavorazioni con macchine a controllo numerico sono solo alcuni dei processi meccanici che conferiscono agli scarichi contraddistinti dallo scorpione rosso, incredibile cura costruttiva, splendide rifiniture e prestazioni da urlo.

Da vedere!

Francè



Video: YouTube

mercoledì 17 febbraio 2010

Bmw Concept 6 Eicma 2009

Il salone di Milano dello scorso anno è stato caratterizzato principalmente dalla numerosa presenza di prototipi europei che, è proprio il caso di dirlo, hanno fatto colpo nel cuore degli appassionati. La triade di Guzzi disegnate da Pierre Terblanche, le concept Ktm di 125 cc e l'incredibile "modern cafè racer" allestita dalla Bmw, oltre a prefigurare i nuovi modelli che vedranno la luce fra qualche anno, hanno contraddistinto efficacemente la 67° edizione della rassegna milanese nonostante la crisi economica internazionale.

La casa di Monaco stupisce ancora, soprattutto per la notevole carica innovativa - sia in termini di design che sotto il profilo tecnico - che ha dato alle sue motociclette negli ultimi 7-8 anni.
Dopo la nuova serie K, le performanti bicilindriche HP2, e l'hypersport S 1000 RR mi aspettavo, per via delle informazioni lette su varie riviste specializzate, una sei cilindri boxer destinata prevalentemente al turismo "regale".
Invece sono stato letteralmente colto di sorpresa quando ho visto la Concept 6, splendida "cafè racer del terzo millennio" che, in tutta sincerità, sembra quasi voler andare a sfidare, a 4 anni di distanza, un altro prototipo futuristico, prodotto dalla Suzuki e denominato "Stratosphere", mostrato al Salone di Tokyo del 2005 e (purtroppo) mai commercializzato.

Suzuki Stratosphere Concept 2005:

Oltre all'inconsueto schema motoristico (probabilmente ottenuto aggiungendo due cilindri al quattro in linea di 1300 cc installato sulla serie K), questa moto mi ha affascinato sia per la sua linea, quasi a voler reinterpretare il genere naked e nello stesso tempo evolvere, in chiave moderna, quello cafè racer.
Volevo cogliere, inoltre, la vostra attenzione sul raffinato impianto di scarico con i tre "camini" per lato e la massiccia zona centrale della moto, imponente e simbolo di "forza bruta" ed elevata potenza.

Il propulsore di 1,6 litri a carter secco, con circa 130 Nm di coppia disponibili a soli 2000 giri/min, ride by wire e varie mappature disponibili, è inserito in un telaio a ponte in lega leggera, sospeso dalle conosciute unità ammortizzanti Bmw: Duolever e Paralever.
Molto belli anche i cerchi fucinati, già disponibili come optional sulla serie K, le pinze a sei pistoncini prodotte dalla Sumitomo, e la strumentazione digitale.

Spero che questa Bmw possa entrare velocemente in produzione...del resto è ora di rinverdire i fasti delle mitiche "in-line six" di fine anni '70 quali Benelli Sei, Kawasaki Z e Honda CBX!

Brava Bmw!

Francè

















Foto: Bikewalls e Mototribu

lunedì 15 febbraio 2010

Photo #45 - "Desmosedici power"

La fama di moto incredibilmente veloce che ha, con merito, ottenuto sin dal debutto la Ducati Desmosedici GP non è solo basata su rilevamenti record che piloti quali Capirossi e Stoner hanno raggiunto periodicamente in occasione di alcuni test precampionato, ma anche su battaglie letteralmente "conquistate sul campo" che hanno reso celebre in tutto il mondo il siluro rosso made in Borgo Panigale.

La splendida immagine ritrae il mitico Loris Capirossi, nell'ultimo giro del Gran Premio del Portogallo del 2003, che "svernicia", sul rettilineo immediatamente precededente la linea del traguardo, la Honda RC 211V di Sete Gibernau e permette all'accoppiata italiana di conquistare il terzo gradino del podio.

Mitica!

Francè


Foto: Ducati

giovedì 11 febbraio 2010

Honda V5 "OGM" by Luca Ruggeri

Luca Ruggeri lo conosciamo principalmente per le sue fantastiche vignette, ma oltre al disegno ha anche ottime doti di tuner...in scala!
La realizzazione che vi presento oggi non è una replica di qualche moto da corsa o stradale ma bensì una special fatta in casa, utilizzando tutti pezzi di origine Tamiya in scala 1:12.

Il fulcro di questa special "OGM" è il pazzesco propulsore Honda V5 990 che ha corso in Motogp dal 2002 al 2006, attorno al quale è stato costruito artigianalmente sia un telaio (realizzato in due pezzi) e sia il forcellone monobraccio in tubi con ancorato un cerchio a tre razze di origine Ducati 916.
Le sovrastrutture sono caratterizzate dal serbatoio e dal codino di una Honda Bol d'Or e dal cupolino di provenienza Bimota Mantra, mentre il doppio scarico Harley Davidson è stato modificato e adattato per il nuovo utilizzo.

La Honda RC211V è probabilmente una delle moto più incredibili create nello scorso decennio e il suo fantastico V5 è stato a lungo atteso dagli appassionati in una versione stradale, mai realizzata per problemi di costo e soprattutto di prestazioni sin troppo elevate.
L'amaro in bocca per questa decisione c'è ancora...ma per fortuna ci pensa la Passione e l'inventiva a sistemare le cose!

Complimenti a Luca!

Francè








Foto: Luca Ruggeri

martedì 9 febbraio 2010

Suzuki GSX 1100 Katana Special by Auto Magic

Il sito dell'atelier giapponese Auto Magic rappresenta per me una autentica Mecca dove poter osservare incredibili realizzazioni che hanno come base, nella maggior parte dei casi, autentiche icone della produzione giapponese dagli anni '70 in poi.

Questa volta la mia attenzione è caduta su una splendida Suzuki Katana 1100 prodotta negli anni '90, rivista in molti particolari tecnici e lasciata inalterata dal punto di vista estetico, eccezion fatta per una particolare verniciatura, decisamente poco intonata allo stile di questa quattro cilindri, ma comunque molto bella per l'effetto cangiante dei colori.

I componenti che è possibile scorgere con una rapida occhiata sono rappresentati dagli inediti carburatori con cornetti in alluminio, dallo scarico completo, dal nuovo forcellone con ammortizzatori Yoshimura, dalla forcella Ohlins tradizionale, dai cerchi Marchesini e dai freni anteriori marchiati Brembo.
Altri elementi degni di essere menzionati sono: il disco freno posteriore wave, gli splendidi copri-camme laterali in carbonio ed i nuovi raccordi aeronautici del radiatore dell'olio e anche il piccolo cupolino con finitura superficiale iride. Oltre a tutte queste modifiche, questa splendida Katana è stata anche dotata di un kit di potenziamento che ha portato la cilindrata a 1134 cc!

Peccato non averla vista con il classico grigio!

Francè










Foto: Auto Magic

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