lunedì 29 marzo 2010

"Kassandra" Moto Guzzi V7 Cafe' Racer By Milos Chiavacci

Pubblico con molto piacere il "post" di Milos che ci racconta le modifiche effettuate sulla sua Moto Guzzi V7 Cafè Classic, trasformata in cafè racer.
Mi congratulo con lui per il lavoro svolto e soprattutto per il nuovo look dato alla piccola bicilindrica di Mandello del Lario!

Francè



"La moto in questione nasce dall'acquisto di una Moto Guzzi V7 Cafè, una moto ispirata alla mitica V7 Sport mondello che nel 1969 stabilì il record di velocità di 218,426 Km/h. Esce dalla casa Guzzi con un color verde legnano che la contraddistingue da tutte, con un motore bicilindrico trasversale a V di 90° da 744 cc, un motore brillante dai suoi 50 CV. La potenza non è il vero asso nella manica del bicilindrico ma nell'insieme la moto ha del fascino dovuto alla linea retrò che a mio parere la casa costruttrice Guzzi non è riuscita a tirar del tutto fuori. Così ispirandomi alle vecchie, ma vere Cafè Racer, e con un pò di buona musica Rockabilly inizio ad elaborare una immagine più "monella" della mia moto! In realtà le modifiche effettuate non sono state molto laboriose ma utili per cambiarle quell'immagine con poco carattere che aveva.

"I due specchi originali sono stati sostituiti con un piccolo specchietto tondo con stelo accorciato, snellendo così la parte alta della moto. I manicotti cromati posteriori, sono stati del tutto eliminati, a mio avviso troppo goffi ed ingombranti; come del resto il parafango posteriore insieme al faro su di esso montato. L'applicazione di un portatarga universale, con freccette cromate con plastica bianca, e l'adattamento di un faro posteriore bianco a led rossi, hanno permesso di sostituire il parafangone originale accorciando la lunghezza della moto e mettendo in risalto il pneumatico posteriore Metzler.
Gli scarichi originali non emettevano affatto il vero sound baritonale del bicilindrico Guzzi, cosi' ho deciso di montare due semplici ma efficaci scarichi corti cromati, che anche in presenza del db-killer emettono un suono veramente bello e corposo, degno di un bicilindrico! Alla fine di tutto non potevo che cambiargli l'abito, decidendo di sostituire il verde legnano con il nero lucido Moto Guzzi, riprendendo il colore dei parafanghi originali, trovando cosi' un contrasto maggiore con le cromature.
Dopo qualche Birra ho cercato l'ispirazione per il nome, e devo dire che non conosco nessuna pin up con un simile nome, ma a mio avviso è il migliore che le potessi dare......Kassandra!
Mentre vago con Kassandra per la città, per i moto raduni o semplicemente a spasso con la mia fidanzata noto interesse tra le persone, e dentro di me sono contento, non solo perchè stanno guardando la mia moto, ma perchè stanno guardando una Cafè Racer!!!"

Milos









Foto: Milos e Moto2.fr

venerdì 26 marzo 2010

X-lite X-802 Carlos Checa 2010 by Max77Design

Quando cominciano una nuova stagione di corse, la maggior parte dei piloti che corrono nei più importanti campionati mondiali, spesso cambiano la livrea del loro caschi.
A questa prassi non è sfuggito il pilota spagnolo Carlos Checa che, per il 2010, ha deciso di modificare la grafica del suo X-lite X-802, proponendo un disegno che si distingue per la sua originalità.

Il disegno, ideato da Carlos e dal suo maestro disegnatore di ceramica e realizzato da Max della Max77Design, è una rappresentazione del suo essere "cittadino del mondo" e, contemporaneamente, anche un tributo alle sue passioni: l'amore per la natura e gli animali e per gli sport estremi che il pilota spagnolo pratica costantemente.
Il casco è davvero molto bello e oltre a distinguersi per il suo "significato", per la splendida colorazione del fondo e per la guarnizione inferiore di colore bianco è anche uno dei migliori caschi da pista per il suo imbattibile rapporto qualità/prezzo.
Il "replica Checa" è disponibile al prezzo di 539 euro e per le caratteristiche tecniche del casco vi consiglio di consultare il sito Nolan/X-lite.
Nel caso in cui voleste un casco con grafica personalizzata potete invece contattare Max, che ringrazio moltissimo per le splendide immagini che mi ha inviato (e che ho ridimensionato) e che vi mostro con molto piacere.

Considerando che questa grafica è stata portata al successo nella seconda manche del round inaugurale del campionato mondiale superbike, si può constatare facilmente che i caschi di Max oltre ad essere meravigliosi portano anche fortuna ai piloti che li indossano!

Francè







Foto: Max77Design e Euromoto

mercoledì 24 marzo 2010

Talamo #29

"Con le fiamme.
E con 'sto manubrione che sparisce nelle nuvole.
Bassa bassa di dietro.
E rigida che fai male all'ossa.
Colla forcelletta alta e esile e quella
ruotina attaccata lì davanti che sembra uno scherzo.
Sembri tutta uno scherzo.
Sembri tutta sbagliata.
Epperò quando poi ti metti in moto e ti sgranchisci
i pistoni nei primi secondi durante i quali l'olio riposa
ancora pigramente chissà dove,
in quel breve tempo io ritrovo
tutti i tuoi perchè.
Che non lo so quali sono.
Che non lo so perchè siamo in tanti ad amarti tanto.
Forse perchè sei strana.
Perchè te ne freghi di tutti.
Perchè vai avanti per la tua strada che ogni tanto
è stata faticosa.
Una lunga salita di asfalto abbandonato.
Io ti spio ogni tanto sai?
Ogni tanto mi dico "Forse oggi non l'amo più".
Aspetto con un pò d'ansia di dovermi abituare a te.
Di non trovare più lo slancio dei nostri primi anni passati assieme.
Quando passavamo le sere assieme seduti in quel
piccolo negozietto dove nessuno entrava mai.
Quei tempi dolci sono lontani e forse, tra cent'anni,
ritorneranno.
E noi saremo ancora qui. Appassionati."

Carlo Talamo

lunedì 22 marzo 2010

Ghezzi-Brian Kit Furia per V11

Il piccolo atelier Ghezzi-Brian, dopo aver proposto splendide moto su base Moto Guzzi, si è da poco dedicato anche alla creazione di kit estetici e meccanici per una delle più famose naked di Mandello del Lario: la splendida e mai dimenticata V11 Sport.
I kit in vendita allestiti dalla factory sono due e sono denominati "Furia" e "Sport Monza". Il primo è indirizzato prevalentemente ad un uso stradale, mentre il secondo si rivolge ad un cliente decisamente più votato ai circuiti.

"Furia" è il nome del modello più famoso della piccola azienda di Missaglia (LC) e il kit che la Ghezzi-Brian ha allestito permette ai possessori di V11 di ottenere la loro "Furia replica" attraverso modifiche del tipo "plug and play", cioè senza richiedere modifiche irreversibili alla moto originale.
Il kit si può suddividere in tre aree di intervento ("estetica", "motore" e "ciclistica") e di seguito è possibile osservare l'elenco delle modifiche che si possono effettuare sulla V11 nei tre settori specifici.

Il kit estetico (€ 4.000,00 IVA compresa) comprende:
  • scocca serbatoio
  • sella biposto
  • telaio reggisella
  • fari poliellissoidali
  • cupolino
  • serbatoio benzina con pompa
  • puntale
  • portatarga
  • strumentazione digitale (optional)
Le modifiche alla ciclistica riguardano l'eventuale installazione di:
  • forcella Mupo derivata Superbike con steli da 43 mm di diametro
  • Monoammortizzatore Mupo pluriregolabile
  • impianto frenante con pinze radiali Brembo
  • cerchi in alluminio forgiato o magnesio
  • forcellone in alluminio
  • asta di reazione in alluminio con uniball
  • parafango posteriore a unghia
Il kit "Motore" permette di arrivare a 100 HP alla ruota attraverso:
  • pistoni
  • bielle
  • albero a camme
  • centralina dedicata
  • scarichi racing
  • scarico ex-box
I motociclisti che intendono acquistare questo kit possono, ad esempio, partire dall'estetica e poi modificare il twin di Mandello del Lario con upgrade più specifici alla meccanica e/o alla ciclistica secondo i loro gusti ed esigenze.
Nonostante preferisca la moto "intera" (davvero molto bella) la Ghezzi-Brian da la possibilità a numerosi motociclisti di "avvicinarsi", soprattutto economicamente, al sogno di possedere una Furia e di personalizzarla a proprio piacimento, partendo da un "cavallo di razza" qual'è la mitica V11.

Ah quasi dimenticavo...la Ghezzi-Brian mette a disposizione tutta l’assistenza utile per svolgere al meglio l’operazione di assemblaggio e le eventuali scelte tecniche. Meglio di cosi!

Francè











Foto: Ghezzi-Brian

giovedì 18 marzo 2010

Ducati 900 SS Special by Union Motorcycle Classic

Devo ammettere che le cafè racer su base Ducati mi sono sempre piaciute moltissimo e in rete - ahimè - non è facile trovare special che incontrino i miei (particolari ed esigenti) gusti. La special che vi mostro oggi è un classico esempio di come le bicilindriche di Borgo Panigale, di qualsiasi età e cilindrata, si dimostrino adeguate per chiunque voglia intraprendere la strada della personalizzazione.

L'atelier americano Union Motorcycle Classic ha realizzato, sulla base di una splendida Ducati 900 SS del 1993 incidentata (e con danni al telaio), una cafè racer coi fiocchi. La serie SS ha da sempre racchiuso i tratti salienti della moto sportiva italiana quali leggerezza, maneggevolezza e grandi doti telaistiche: tutte qualità che questa special conserva inalterate.

Il bicilindrico desmodromico a due valvole per cilindro di 900 cc non sembra aver ricevuto particolari modifiche eccezion fatta per gli scarichi in carbonio prodotti dalla Ferracci. Il lavoro più importante è stato effettuato sulle linee, completamente stravolte rispetto al modello originario dotato di carenatura.
Il serbatoio è una "collaborazione" tra l'unità della 900 SS e la 750 Sport di fine anni '80, mentre il semicupolino dalle forme vintage, realizzato dalla GFTP, è stato modificato per ospitare il faro tondo. Davvero spettacolare il piccolo codone, con tabelle portanumero integrate, che ha comportato modifiche di una certa entità per essere installato.
Molto azzeccata, inoltre, la sobria colorazione e l'utilizzo dei loghi Ducati disegnati da Giugiaro.

Bravi!

Francè







Foto: Union Motorcycle Classics

martedì 16 marzo 2010

Photo #46 - Acquisizione dati

Laguna Seca 1991 Classe 500: un meccanico del team Campsa-Honda è al lavoro sulla splendida NSR 500 del pilota spagnolo Sito Pons.
Nell'immagine in basso e' possibile osservare l'inserimento di un floppy disk all'interno di un lettore situato nel serbatoio che, probabilmente, aveva la funzione di immagazzinare i dati registrati dai sensori situati sulla quadricilindrica due tempi di casa Honda.
Molto interessante scoprire gli "albori" dell'acquisizione dati applicata al motociclismo da competizione!

Francè




Foto: Motorcycle Racing Heroes of the Past e Superbike Planet

lunedì 15 marzo 2010

Ruggeri's Comics #5

"Espedienti":


"Tubo illegale":


"Nastro argentato":


Tavole: Luca Ruggeri

giovedì 11 marzo 2010

Suzuki GSX-R 1000 AMA Team Rockstar Makita 2009

Il 2009 può considerarsi un anno storico per il campionato superbike americano AMA. Oltre alla nuova gestione della società "Daytona Motorsport Group" (che ha imposto rinnovati regolamenti tecnici e una inedita suddivisione delle categorie) uno dei piloti più vittoriosi di sempre di questa serie, l'australiano Mat Mladin, ha annunciato dopo ben 7 campionati nazionali vinti (l'ultimo conquistato proprio nel 2009) il ritiro dalle corse.

Dopo infelici trascorsi nel mondo delle GP, Mat ha conosciuto una nuova vita agonistica nelle gare d'oltreoceano riservate alle derivate di serie e insieme alla Suzuki GSX-R, prima 750 e poi nella versione da un litro di cilindrata, ha ottenuto innumerevoli vittorie che gli hanno donato lo status di pilota più vittorioso nella storia di questo campionato che ha forgiato campioni quali Nicky Hayden, John Hopkins e Ben Spies.

Mat Mladin 2009:


La Suzuki GSX-R 1000 del team Rockstar Makita che ha corso lo scorso anno era abbastanza differente dalla "sorella" del team Alstare che ha gareggiato con scarsi risultati (dovuti soprattutto ai gravi infortuni di Max Neukirchner) nella serie mondiale, soprattutto perchè, nel 2009, è stato introdotto un nuovo regolamento tecnico che ha avvicinato molto le "racer AMA" ai modelli stradali regolarmente in vendita.
Questo cambiamento, prima contestato e poi accettato dalla Suzuki USA, è stato creato prevalentemente per ridurre i costi e per rendere molto più spettacolare la serie letteralmente dominata dalle Suzuki GSX-R del team Yoshimura, prima con lo stesso Mladin e poi con Ben Spies.

Nelle immagini in basso e' possibile osservare diversi particolari prettamente di serie come il forcellone e altri decisamente "ufficiali" come il dashboard MoTeC, l'impianto frenante Brembo, l'ammortizzatore Ohlins TTX, le parti speciali Yoshimura, gli splendidi cerchi giapponesi Magtan e la centralina elettronica (che governa anche il traction control), posta sotto la sella, dell'italiana Magneti Marelli.
Curiosa anche la mancanza dei "baffetti" sulle prese d'aria anteriori: particolari assenti anche sulle GSX-R 1000 che corrono nel campionato All Japan, ma presenti - come nel modello stradale - sia nel mondiale Sbk che in quello britannico.

Nonostante questa GSX-R sia leggermente meno esclusiva della sorella ufficiale che ha corso nel mondiale Superbike, secondo me conserva intatto il carisma che solo le moto da corsa riescono ad emanare!

Francè













Foto: Motorcycle-Usa

martedì 9 marzo 2010

Suzuki GSX-R 750 Promotion Film 1993

Il video in basso lo annovero sicuramente tra i migliori mai creati per promuovere una moto: è facile constatare quanto studio, ingegno, passione ed esperienza ci siano dietro la creazione di una motocicletta.
Sia il lato ingegneristico che quello realizzativo assumono un'importanza fondamentale nel plasmare le creature di metallo che amiamo, e devo riconoscere di essere rimasto davvero stupito nell'osservare i vari passaggi che portano alla nascita di una moto, in questo caso la splendida Suzuki GSX-R 750 del 1993.

Senza parole!

Francè



Video: YouTube

lunedì 8 marzo 2010

Honda CB 750 F Special

Dopo splendide Kawasaki Z quasi completamente rinnovate sotto il profilo ciclistico e meccanico è arrivato il momento di presentarvi una special, scovata sul portale nipponico "bikebros", che ha come base di partenza un classico di fine anni '70: la Honda CB 750 F bialbero.

Le piccole foto e le scarse informazioni non mi permettono una trattazione dettagliata di questa quadricilindrica che, da quello che si può osservare, ha subito notevoli modifiche perlopiù meccaniche che le hanno donato un vero e proprio look da street-fighter.
Slanciare la linea della moto soprattutto nella zona posteriore sembra proprio l'elemento su cui ruota tutto il percorso di ammodernamento di queste icone a due ruote: tutte le special "made in Japan" viste finora infatti, sembrano proprio essere accomunate da questa caratteristica.

Oltre all'inedito forcellone con capriata di rinforzo inferiore e all'impianto di scarico con terminale tondo si intravedono carburatori Keihin, un nuovo radiatore dell'olio, ammortizzatori posteriori Ohlins e un rinnovato avantreno caratterizzato da pinze Nissin e cerchio a tre razze, presente anche al posteriore.
Una menzione particolare spetta al fantastico abbinamento cromatico ispirato alla livrea della CB 750 con cui Freddie Spencer corse a Daytona nel 1982 nel campionato superbike americano.

Bella!

Francè








Honda CB 750 F Spencer Daytona 1982:



Foto: Bikebros.co.jp, One of these nights e Sport Rider